A marzo il libro tedesco di Viviana Scarinci su Elena Ferrante!

di Viviana Scarinci in lingua tedesca (trad. di Ingrid Ickler)

le bambole napoletaneQuando il romanzo d’esordio L’amore molesto di Elena Ferrante appare in Italia nel 1992, nessuna delle prime recensioni né delle prime interviste diedero un’idea della dimensione internazionale che il fenomeno letterario avrebbe acquistato in seguito. Da lì in poi e per oltre vent’anni, Elena Ferrante illuminerà gli aspetti meno frequentati di molti destini femminili inquadrati nel contesto storico e sociale nel suo Paese ma non solo.  Questo ritratto letterario di Elena Ferrante edito dalla Casa Editrice tedesca Launenweber nel mese di marzo 2018 illustra tra l’altro come Elena Ferrante sia stata accolta in Italia prima e diversamente dal resto del mondo. Un punto di partenza legato all’origine italiana del fenomeno, quindi, ma con lo sguardo già rivolto alle motivazioni della consacrazione internazionale di Elena Ferrante come una delle maggiori scrittrici italiane di sempre.

L’autrice

Viviana Scarinci2Viviana Scarinci è autrice di poesia con La favola di Lilith (Libro versione bilingue, trad. Natalia Nebel, e CD con musiche originali di Edo Notarloberti per l’etichetta discografica ARK Records, opera selezionata per la partecipazione al Wave-Gotik-Treffen di Lipsia nel 2014), Piccole estensioni (Anterem, 2014) e Annina tragicomica (Formebrevi, 2017). Curatrice de L’isola di Kesselring (Apeiron, 2002) e dell’edizione italiana di Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte della poetessa finlandese Aino Suhola (L’Iguana Editrice, 2013). Per la saggistica è autrice dell’ebook monografico Elena Ferrante (Doppiozero, 2014).

La casa editrice Launenweber

“Umori e stati d’animo sono i temi dei libri, i testi degli autori sono il tessuto che ne deriva” Salvatore Tufano.

LW

La casa editrice Launenweber con sede a Colonia pubblica diverse tipologie di testi.  Sono cinque le collane di Launenweber: LW Essay, LW Reloaded, LW Portrait, LW Erzählt e LW Italica. In quest’ultima collana nell’ambito della quale viene pubblicato  “Neapolitanische Puppen” di Viviana Scarinci è stato pubblicato il libro di Roberto Giardina “Lebst du bei den Bösen? – Deutschland meiner Enkelin erklärt” e la raccolta di racconti, in parte inediti, “Eines Tages alles dir” di Veronica Raimo. 

È il 2015 quando Christian Berglar (discendente della famiglia Merck) e Salvatore Tufano ( già docente presso il Romanisches Seminar dell’Università di Colonia, alla Fachhochschule di Colonia, Dipartimento di lingue ed esperto di antropologia, ex traduttore e giornalista televisivo) fondano la casa editrice Launenweber: tessitori di umori.  (per ulteriori approfondimenti leggi e guarda anche: https://www1.wdr.de/radio/cosmo/programm/sendungen/radio-colonia/a-tu-per-tu/salvatore-tufano-launenweber-100.html )


di Viviana Scarinci in lingua italiana

Elena Ferrante copertina

saggistica

Elena Ferrante eBook. Chi è Elena Ferrante? Una donna? Un uomo? Un gruppo di scrittori che da oltre un ventennio pubblicano a turno, o collaborando insieme , con questo pseudonimo? O una scrittrice capace di rovesciare come un guanto i propri temi per renderli attualissimi, nel metodo e nel merito?

Un caso non solo letterario che da italiano è ora diventato, con clamore e consensi, internazionale. Doppiozero presenta la prima monografia sulla sua opera, scritta in modo insieme leggibilissimo e approfondito da Viviana Scarinci

acquista qui 


Ciò che la realtà non sa essere per noi (dicembre 2017)

Alla fine del mese di agosto 2016, con l’uscita del primo volume della tetralogia de L’amica geniale in Germania, Elena Ferrante rilascia una lunga intervista a Klaus Brinkbäumer, direttore di «Der Spiegel». In questa intervista l’autrice dissemina molte indicazioni che, opportunamente lette, vanno ad argomentare diversi aspetti fondamentali della sua opera. In primo luogo, la questione dell’identità sessuale e come essa interagisca nella società diventando quella che Ferrante chiama «identità civile»: «recentemente la scienza ha iniziato a riconsiderare anche la questione del genere sessuale. Se devo essere onesta, ho più fiducia in un’identità letteraria che in un’identità civile».  L’autrice, che ha pubblicato nel 1992 in Italia il suo primo libro, L’amore molesto, oggi è tradotta in cinquanta Paesi. Ma è a partire dal 2011 che la sua fama letteraria è cresciuta di pari passo con quella mediatica, pur non essendosi mai mostrata fisicamente in pubblico. Nel 2011 infatti esce in Italia il primo dei quattro volumi della saga nota con il titolo del primo volume: L’amica geniale. Continua a leggere http://www.lavoroculturale.org/elena-ferrante-identita-poetica/


Chi sono i contemporanei di Elena Ferrante? (maggio 2017)

Nell’ambito di un incontro avvenuto la settimana scorsa al Salone internazionale del libro di Torino, Sandro Ferri editore, insieme a Sandra Ozzola, di Elena Ferrante, ha accennato, tra l’altro, a qualche dato che riguarda gli esiti editoriali prodotti in Italia dai romanzi di questa autrice: diritti ceduti ad oggi in cinquanta Paesi. Copie vendute da Elena Ferrante nel mondo, scrittrice che ha pubblicato per la prima volta nel 1992: oltre i cinque milioni. Di fronte a queste cifre è probabile che relegare l’importanza del fenomeno Ferrante al suo aspetto puramente commerciale sia un po’ riduttivo. Ma forse lecito se l’ottica da cui si guarda il caso Ferrante ha in sé la parzialità di uno sguardo estraneo ai suoi contenuti. Continua a leggere http://www.doppiozero.com/materiali/chi-sono-i-contemporanei-di-elena-ferrante


Storia della bambina perduta (novembre 2014)

Tutto ha inizio nel 2011 con la pubblicazione de L’amica geniale, primo volume della saga omonima che si conclude ora con l’uscita de Storia della bambina perduta e con la notizia, diramata dall’Ansa qualche giorno fa, che le oltre millecinquecento pagine de L’amica geniale diverranno una fiction. Sono in tutto quattro i libri che raccontano la storia di Lila e Lenuccia, amiche nemiche dal 1950 ai giorni nostri, senza mai chiarire del tutto di quale delle due sia la genialità cui si riferisce il titolo. L’autrice è Elena Ferrante, la cui vera identità dal 1992, data della pubblicazione in Italia del suo primo libro, è ancora oggetto di congetture. Continua a leggere http://www.doppiozero.com/materiali/parole/storia-della-bambina-perduta


L’amore o è molesto o non è (dicembre 2012)

In un’intervista rilasciata rigorosamente via e-mail al quotidiano Repubblica, nel settembre 2012, in occasione dell’uscita di Storia del nuovo cognome (seconda parte dell’Amica geniale), dopo aver parlato delle contingenze legate a queste due ultime prove narrative, in chiusura Elena Ferrante spiazza vecchi e nuovi lettori. Parafrasando L’amore molesto, il suo primo romanzo, sottolinea una continuità tutt’altro che scontata tra l’origine e l’attualità della sua scrittura. Continua a leggere https://www.edizionieo.it/review/3549

http://www.societadelleletterate.it/2012/12/lamore-o-e-molesto-o-non-e-il-romanzo-secondo-elena-ferrante/

Annunci

Il punto su Zer0Magazine 2018

MORLUPO. Lunedì 12 febbraio con l’ultimo laboratorio a scuola si è felicemente conclusa la fase centrale del progetto Zer0Magazine 2018: 38 ore di laboratori presso l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo che hanno portato alla produzione istantanea di un considerevole numero di elaborati la cui qualità ci ha davvero impressionato.

Infatti per quanto sia stata importante la produzione di materiali che ha avuto luogo l’anno scorso grazie alle 6 ore di laboratori che abbiamo tenuto a scuola (rivolti per questioni di tempo e di risorse soltanto alle seconde medie) quest’anno l’aumento considerevole delle ore dedicate ai laboratori interni alla scuola che siamo stati in grado di garantire, ci ha messo di fronte a uno spaccato davvero significativo relativo soprattutto alle potenzialità di tutte le forze in campo, prima tra tutte la creatività dei giovani giornalisti e fumettisti.

Se alle quinte elementari, con l’ausilio del gruppo delle psicologhe del Centro Libellula, abbiamo fatto scegliere tra la realizzazione di testi o disegni espressamente rivolti a lettrici e lettori di Zer0Magazine, alle prime medie (indicando loro che sono i più competenti a farlo) abbiamo chiesto di rivolgersi proprio alle ragazze e ai ragazzi di quinta elementare, scrivendo dell’esperienza appena intrapresa alle medie, compresa di consigli, raccomandazioni e rassicurazioni sulle inevitabili paure. Alle seconde medie abbiamo chiesto quale fosse la domanda che avrebbero desiderato che qualcuno ponesse loro, ma che ancora non è arrivata. E il loro lavoro scritto e disegnato, presentando non poche sorprese, è stato stupefacente per sensibilità e sincerità. Poi a tutti abbiamo chiesto cosa avrebbero voluto chiedere al Sindaco di Morlupo, se ci fosse, e alla Dirigente, rispetto alle problematiche della vita studentesca.

Infine attraverso i laboratori sul fumetto organizzati in collaborazione con l’Associazione Culturale Laputa rivolti alle terze medie, siamo entrati nel vivo di una produzione semiprofessionale. Si è trattato di un vero e proprio laboratorio tecnico che a una fase teorica riguardo il tipo di comunicazione di cui si avvale il fumetto, le varie tecniche esecutive, i vari stili, ha fatto seguire la produzione di strisce del tutto personali e oggettivamente molto interessanti.

Adesso il progetto entra nella fase in cui abbiamo aperto un piccolo concorso interno alla scuola per la produzione della copertina e per la produzione non guidata di articoli, recensione, racconti e poesie, fumetti che possono essere inviate autonomamente alla redazione di Zer0Magazine entro il 31 marzo, al fine di essere ulteriormente selezionati per la pubblicazione.

La redazione di Zer0Magazine 2018 è composta dalle psicologhe del Centro Libellula, dal presidente dell’Associazione Culturale Formebrevi con la collaborazione della quale l’Associazione Culturale Libellula edita il Zer0magazine, dai membri dell’Associazione Culturale Laputa e dai membri della redazione che fa capo al CSM della ASL. La coideatrice tematica di Zer0Magazine è Paola Del ZoppoLa responsabile della redazione è Viviana Scarinci ideatrice e organizzatrice del progetto Zer0Magazine 2018.

È per tutti noi necessario sottolineare la grande intesa collaborativa instaurata con tutti gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino che sono stati i primi facilitatori dell’iniziativa.

Inoltre è necessario sottolineare come Zer0Magazine sia stato inteso da tutti e senza sforzo non come un mero processo di produzione di materiali ma come un veicolo per la creatività dei più giovani cui basta pochissimo per uscire dai luoghi comuni scrivendo o disegnando.

Grazie davvero a tutti dal presidente dell’Associazione Culturale Libellula Giovanni Roncacci

 

8 e 9 gennaio: primi LABORATORI ZeroMagazine a scuola

8 gennaio. Cosa: LABORATORI Zer0Magazine 2018 a scuola. Dove: Classi 5A e 5B Scuola Primaria di secondo grado Morlupo Scalo Dott.ssa Marta Paniccia con Viviana Scarinci. Quando: dalle 8,30 alle 12,30

9 gennaio. Cosa: LABORATORI Zer0Magazine 2018 a scuola. Dove: Classi 5A e 5B Scuola Primaria di secondo grado Morlupo Centro  Dott.sse Sara Agostini e Emanuela Salati con Viviana Scarinci. Quando: dalle 8,30 alle 12,30


il-libro-degli-errori

C’era una volta un uomo che andava per terra e per mare
in cerca del Paese Senza Errori.
Cammina e cammina, non faceva che camminare,
paesi ne vedeva di tutti i colori,
di lunghi, di larghi, di freddi, di caldi,
di così così:
e se trovava un errore là, ne trovava due qui.
Scoperto l’errore, ripigliava il fagotto
e ripartiva in quattro e quattr’otto.
C’erano paesi senza acqua,
paesi senza vino,
paesi senza paesi, perfino,
ma il Paese Senza Errori dove stava, dove stava?

13 gennaio: Annina tragicomica a Campagnano

Cosa: presentazione “Annina tragicomica” di Viviana Scarinci incontro condotto da Anna Maria Curci. Dove: Palazzo Venturi, Campagnano. Quando: a partire dalle ore 17,30. INGRESSO LIBERO.


JPG - Locandina 13 gennaio - Def

Locandina

Annina tragicomica di Viviana Scarinci (Formebrevi edizioni 2017) sarà presentata a Campagnano 13 gennaio 2018 alle ore 17,30, dalla curatrice dell’opera Anna Maria Curci presso la Sala conferenze Polo comunale di Palazzo Venturi… dopo L’Aquila, Caltanissetta e il Fondo Librario di Poesia di Morlupo continua il viaggio iniziatico di Annina …


IL LIBRO
annina-tragicomica-scarinci-3DDalla figura mitologica di Anna Perenna (ninfa o strega?) cui il titolo dell’opera si riferisce alle ambientazioni più disparate che i brani del libro tematizzano. Attraverso situazioni di ordinaria e straordinaria sopraffazione e subalternità, quello che si andrà ricostruendo è un itinerario che possa aiutare una migliore definizione della disparità tra persone al fine di contrastarla in primo luogo con lo strumento della consapevolezza. La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica, terzo libro di poesia di Viviana Scarinci autrice tanto poliedrica quanto anticonvenzionale.


L’AUTRICE
v2Viviana Scarinci è autrice di poesia con La favola di Lilith (Libro e CD con musiche originali di Edo Notarloberti per l’etichetta discografica ARK Records, selezionata per la partecipazione al Wave-Gotik-Treffen di Lipsia nel 2014), Piccole estensioni (Anterem, 2014) e Annina tragicomica (Formebrevi, 2017). Curatrice de L’isola di Kesselring (Apeiron, 2002) e dell’edizione italiana di Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte della poetessa finlandese Aino Suhola (L’Iguana Editrice, 2013). Per la saggistica è autrice dell’ebook monografico Elena Ferrante (Doppiozero, 2014). Ha scritto tra gli altri per Nuovi Argomenti, Doppiozero, Il lavoro culturale, Nazione Indiana. Si occupa del fondo librario di poesia di Morlupo. E’ co-redattrice di Formebrevi Edizioni. Gestisce il Centro Culturale Libellula. Il suo sito è https://vivianascarinci.com/


L’EDITORE 
Formebrevi ha avviato un processo di valorizzazione della ricerca letteraria attraverso un’accurata selezione di opere inedite, facendo della qualità delle sue pubblicazioni il marchio distintivo di un progetto editoriale libero ed indipendente e con la pubblicazione di Annina tragicomica ha confermato l’originalità della ricerca che ispira le sue scelte http://www.formebrevi.it/

JPG - Invito 13 gennaio - Def

Invito


 

FARE RETE 2018 temi e immagini

di Viviana Scarinci
venerdì 15 dicembre 2017Quello che sta succedendo a Morlupo ci rende particolarmente orgogliosi perché è un movimento orizzontale che mette al centro un’idea di comunicazione posta al di fuori degli stereotipi, coinvolgendo le Istituzioni, le associazioni, i commercianti e i cittadini più e meno giovani, in un discorso di responsabilità che riguarda l’operato di ciascuno rivolto alla comunità e al proprio territorio. Un operato che si esprime in maniera concreta sia attraverso azioni sociali tangibili, sia attraverso le molte parole che nei mesi della durata del progetto condivideremo attraverso Zer0Magazine. Quella che molte persone si sono già prese, è una responsabilità che trova modo di immaginarsi, e poi di esistere, a nostro avviso soltanto vivendo, quelle differenze rappresentate dal contributo di ciascuno, come un valore significativo per tutti.

pal2Venerdì 15 dicembre, presso l’aula consiliare del Comune di Morlupo  sita in Palazzetto Borghese, ha avuto luogo la presentazione del progetto Zer0Magazine 2018. Anche quest’anno è stato per noi un giocare d’azzardo con la reale possibilità di fare o non fare Zer0magazine. Di riuscire a fare rete a modo nostro, a partire dai legami reali tra persone. Ci siamo riusciti in primo luogo grazie al Commissario Prefettizio Nicola Di Matteo che ci ha concesso a nome del Comune di Morlupo quel contributo parziale che ci ha permesso di aumentare il numero dei laboratori proposti presso l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo e quelli in collaborazione con il CSM che quest’anno sono iniziati a novembre 2017 e termineranno a maggio 2018, con la pubblicazione del Magazine. Grazie per aver riconosciuto, in questo modo, che l’operato dell’Associazione Culturale Libellula si rivolge alla multiforme valorizzazione della comunità in termini puramente apolitici.

FBUn grazie speciale va Formebrevi edizioni che quest’anno ha reso possibile l’aumento della tiratura da 500 a 600 copie, oltre che l’aumento delle pagine interne e di quelle a colori. Contributo che si esprimerà anche attraverso un particolare aspetto del Magazine rivolto ai volumi ospitati dal Fondo Librario di Poesia di Morlupo in termini di critica e ricerca letteraria. Nel messaggio inviato dal presidente dell’associazione Formebrevi, Giovanni Duminuco, che è stato letto venerdì scorso, in occasione dell’apertura della manifestazione, troviamo scritto infatti: “Attraverso il nostro rapporto cooperativo con Libellula, siamo riusciti a dare vita a un modello che desideriamo esportare, proprio a partire da questa iniziativa. Mi piace definire Zer0Mgazine uno “strumento culturale”, perché è la parola ad essere al centro di ogni cosa, parola legata all’aspetto della comunicazione, ma anche parola legata alla riflessione e interazione con il mondo. Parola intesa come strumento in grado di trasformare l’idea in azione, attraverso i presupposti di una comunicazione corretta”

Paola Del ZoppoL’incontro è proseguito con le parole di Paola Del Zoppo coideatrice tematica del progetto Zer0Magazine che ha illustrato la prosecuzione di un percorso condiviso con gli studenti e i docenti e posto in essere già a partire dall’anno scorso nell’ambito dei laboratori rivolti a scuola “Uno degli strumenti principali del progetto è l’avvicinamento all’arte come guida nella decodifica dei messaggi impliciti ed espliciti della comunicazione. Il progetto, parte proprio dalle “intenzioni comunicative “veloci” contemporanee – chat, post in blog, Facebook, Twitter e altri tipi di comunicazione con testo e immagini – per proporre i primi input nel riconoscimento della violenza, della disparità e della manipolazione in molti ambiti di interazione. Si affronteranno temi quali sessismo, vittimismo, razzismo, passività aggressiva, rovesciamento delle posizioni e insulti celati. Sveleremo insieme i tranelli e i trabocchetti di linguaggi che coadiuvano l’affermazione di realtà fittizie e la manipolazione relazionale, allontanando da interazioni autentiche e immergendo in un mondo che talvolta non lascia possibilità di risalita. Alla base resta la concezione che il linguaggio sia di per sé “creatore di mondi” e la profonda e positiva convinzione che si possa interagire con esso plasmando mondi in cui la violenza sia assente”.

I. Troncacci, r. Migliaccio, L. Tofani, L. MurgiaPer la produzione dei contenuti da parte degli studenti dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino, rappresentata nell’ambito dalla presentazione da Luigina Tofani e Lidia Murgia un ringraziamento speciale va alle singole insegnanti che hanno abbracciato questa opportunità offerta agli studenti e stanno già lavorando per renderla possibile. Senza questo aiuto da parte loro lo svolgimento delle nostre iniziative in ambito scolastico, sarebbe molto più difficoltoso.

Ilaria troncacciParlando delle modalità di svolgimento dei laboratori esse sono di due ordini: i laboratori rivolti alle terze classi (sezioni A, B, C) della scuola secondaria di primo grado incentrati sul fumetto ideati e gestiti in collaborazione con l’Associazione Culturale LAPUTA il cui presidente, Ilaria Troncacci, ha spiegato le modalità: “il focus sul fumetto a questo scopo ha il doppio vantaggio di essere attraente e accessibile e di prestarsi al ribaltamento di logiche di pregiudizio e sminuimento. È facile vedere il medium fumetto come “una cosa da bambini”. Per questo scoprirne invece la profondità e la complessità dà ai ragazzi (e agli adulti) la possibilità di confrontarsi fin dal primo istante con il luogo comune e il suo potere performativo sulla realtà e la percezione della stessa. Inoltre, imparando a discernere tra un buon libro, film, fumetto e un prodotto che risponde a logiche commerciali, ad esempio, il ragazzo imparerà a svelare le mistificazioni celate nel linguaggio e nella comunicazione. Gli incontri si svolgeranno privilegiando un approccio non formale, ossia discostandosi per quanto possibile, dal conformismo educativo.”

Emanuela Salati e Viviana ScarinciGli altri laboratori di quest’anno sono condotti dall’equipe delle psicologhe (Dott.sse Sara Agostini, Marta Paniccia, Emanuela Salati) del Centro Libellula, e da Viviana Scarinci, presso le quinte classi della scuola primaria di secondo grado e le prime e seconde classi della secondaria di primo grado. La domanda legittima che ci è stata posta a riguardo è stata prevalentemente questa: Perché la presenza delle psicologhe nell’ambito di laboratori che prevedono la produzione di materiali di un giornale? Perché nella lezione unica che condurremo in ogni singola classe in codocenza con un’insegnante dell‘Istituto Comprensivo, il nostro impegno sarà soprattutto volto, come sottolinea Emanuela Salati, a svincolare gli elaborati da un criterio di valutazione canonica, coinvolgendo tutti gli studenti nell’espressione di una creatività quanto più fedele all’originalità e alle possibilità di ciascuno.

C. Rotondo, F. Montozzi, R. VitalaL’altro cuore pulsante del progetto riguarda i laboratori condotti in collaborazione con la ASL. La novità è che, questi, si sono trasformati in una vera e propria redazione autonoma (composta da Anna De Santis, Florinda Montozzi, Rosa Vitale) che lavorerà su tre temi, conducendo ricerche e facendo interviste al fine di realizzare dei veri e propri reportage. Indica a questo proposito la dottoressa Rosa D’Acunzio, psicologa dirigente del C.S.M che segue insieme a noi i laboratori: “Devo sottolineare che i risultati ottenuti sono andati oltre ogni più ottimistica aspettativa. Abbiamo potuto constatare che i nostri utenti inseriti in un ambiente stimolante ed accogliente hanno potuto esternare le proprie capacità emotive sottolineando ancora una volta che, per un lavoro di tipo sociale e culturale rimane fondamentale creare un rapporto interpersonale che sia nello stesso tempo accogliente e che sia in grado di fornire un senso di condivisione e di partecipazione. In tal modo l’utente si sente rassicurato e può mettersi a proprio agio senza timori. Il C.S.M. continuerà a fornire il proprio contributo anche per il prossimo anno. Questa esperienza dimostra ancora una volta l’importanza della “rete” sociale nei programmi di riabilitazione psico-sociale. In questo caso ogni componente della
rete si è dimostrato all’altezza del proprio difficile compito”.

cropped-fl.jpgUn altro aspetto del tutto nuovo che amplieremo attraverso la pubblicazione di quest’anno, è quello legato al Fondo Librario di Poesia di Morlupo e agli oltre mille libri di poesia tra rari e fuori stampa raccolti negli anni. Quest’anno ci chiederemo attraverso le pagine di Zer0Magazine quale possa essere il ruolo di un fondo librario di poesia e quali possano essere le buone pratiche da agire in futuro, oltre che la raccolta e la catalogazione dei libri.

Ettore Iacomussi e Selena BettelliInfine ma non meno importante di quanto detto finora, l’assoluta novità di quest’anno è costituita dalla presenza nell’ambito del progetto di alcune tra le più importanti e attive associazioni sul territorio di Morlupo: la Proloco rappresentata da Selena Bettelli, che proponendosi come raccordo delle attività locali, ci ha illustrato le iniziative svolte e quelle in programma per il prossimo futuro. Gli antichi sentieri morlupesi e i Ragazzi dell’Archicino, rappresentata in occasione della presentazione di venerdì, da Ettore Iacomussi il quale ha illustrato tutte le azioni rivolte all’aggregazione e alla tutela del patrimonio ambientale.

Carlo BettelliI fratelli di Sant’Antonio rappresentata da Carlo Bettelli che ci ha introdotto a quelle che sono state le prime pratiche associative poste in essere atte a tramandare alcuni aspetti delle tradizioni locali che altrimenti sarebbero andate perdute e quello che può significare per la comunità il presente di queste pratiche. A loro, che ringraziamo di aver accolto il nostro invito, abbiamo chiesto di produrre un articolo ciascuno che racconti il loro percorso tematico e culturale attraverso l’appartenenza alla nostra comunità e le azioni materiale che da anni le loro associazioni pongono in atto in favore dell’origine che ci accomuna.

FOTO DI NICOLA CECCHINI

 

Zer0Magazine non è un compito!

cropped-fl.jpg
Inizierà a partire da gennaio 2018 il ciclo di laboratori rivolti alla scuola, che proponiamo  parallelamente rispetto ai laboratori già segnalati sul fumetto. Il laboratorio intitolato “Zer0Magazine non è un compito!” è volto a coinvolgere un numero ancore maggiore di studenti. Si incentra sulla modalità di composizione e produzione del magazine e si attuerà presso le classi V della primaria di secondo grado (sedi di Morlupo scalo e centro) e presso le I e II classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo.

L’incontro unico di due ore per ciascuna classe sarà condotto da Viviana Scarinci e avrà essenzialmente luogo in codocenza con l‘equipe di psicologhe e psicoterapeute del Centro Libellula (dottoresse Emanuela Salati, Marta Paniccia, Sara Agostini)  e la docente di lettere (o insegnante prevalente) della classe di appartenenza.
Il laboratorio ha l’obiettivo di tracciare, attraverso modalità adeguate alle età degli studenti, le differenze che esistono tra l’elaborazione di un testo scolastico e di un testo (o un elaborato artistico) che si rivolge a un pubblico esteso, eterogeneo e non quantificabile come quello delle lettrici e lettori di un magazine. Nell’illustrare le diverse modalità espressive offerte dalla possibilità di partecipare alla redazione del magazine, si sottolineerà in primo luogo le responsabilità che questo genere di comunicazione implica ma anche le possibilità di espressione e diffusione relative a tematiche e contenuti di specifico interesse degli studenti e quindi anche e soprattutto quelli da essi indicati nella sede del laboratorio stesso.

Annina tragicomica a Campagnano 

Ieri 15 novembre presso il Comune di Campagnano è stata concordata la data della presentazione di Annina tragicomica, sala conferenze di Palazzo Venturi.

campagnano

Siamo lieti di annunciare che sabato 13 gennaio alle ore 17,30 presso la Sala Conferenze di Palazzo Venturi con il Patrocinio e l’organizzazione del Comune di Campagnano in collaborazione con il Fondo Librario di Poesia di Morlupo – Associazione Libellula e Formebrevi Editore avrà luogo la presentazione di Annina Tragicomica.

La curatrice dell’opera Anna Maria Curci e l’autrice Viviana Scarinci insieme all’Assessore alla Cultura del Comune di Campagnano Giovanna Mariani illustreranno i temi che il libro investe.

Dalla figura mitologica di Anna Perenna (ninfa o strega?) cui il titolo dell’opera si riferisce alle ambientazioni più disparate che i brani del libro tematizzano. Attraverso situazioni di ordinaria e straordinaria sopraffazione e subalternità, quello che si andrà ricostruendo è un percorso comune che possa aiutare una migliore definizione della disparità al fine di contrastarla in primo luogo con lo strumento della consapevolezza.


Vedi anche le altre presentazioni di Annina tragicomicaL’Aquila e Morlupo, Caltanissetta.

 

Bambole magiche e antiche bambine

Foto tratta dal sito di Francesca Matteoni

Un nuovo Oggetto Magico per le Fiabe di Francesca Matteoni! Ne scrive Viviana Scarinci. Leggi qui 


Altri progetti condivisi con Francesca Matteoni

  • Novembre 2016 Melusina autrice Viviana Scarinci in Sorgenti che sanno
copsorgenti

PROGETTICONDIVISI

Maggiori info qui


  • Febbraio 2013 Il guardiano dei porci da Libellula

tratto dal libro di Là dal bosco  edito da Le voci della luna
Lettura di Angelo Zito
Testo di Viviana Scarinci

Zer0Magazine 2018: scrittura per il disagio

Iniziano questa settimana i laboratori di scrittura condotti da Viviana Scarinci che l’Associazione Culturale Libellula svolge in collaborazione con il CSM ASLRoma4 dal 2013.

Siamo lieti di annunciare che il primo laboratorio avrà luogo giovedì 16 novembre 2017. Questi incontri avranno una durata di 90 minuti e saranno svolti una volta ogni due settimane (sempre di giovedì alle 10,30) presso il Centro Libellula di Morlupo e si protrarranno fino alla pubblicazione del cartaceo della rivista Zer0Magazine prevista per il mese di maggio 2018.

Grazie al responsabile del Servizio Dottor Nicola Casarella che attraverso la concessione del patrocinio ha reso possibile anche quest’anno la nostra collaborazione con i CSM. E soprattutto grazie alla dottoressa Rosa D’Acunzio presenza imprescindibile nella conduzione dei laboratori.

Zer0Magazione 2018 e scuola

zero13

Insieme all’Istituto Comprensivo fin dalla progettazione

Rete reale e rete virtuale, come orientarsi? Quali sono le prospettive extraterritoriali e gli strumenti virtuosi che il web fornisce? Cosa intendiamo quando parliamo invece di una rete territoriale reale come luogo in cui tutti i soggetti sociali sono chiamati ad esprimersi in modo efficace e a raccontarsi contando sull’ascolto della comunità?

 

 

Zer0Magazine 2018 sarà anche quest’anno una pubblicazione in formato cartaceo e digitale a diffusione gratuita edita da Formebrevi progetto editoriale con le stesse modalità di quella prodotta l’anno precedente ma ampliata nei contenuti attraverso l’inclusione di sempre nuovi soggetti partecipanti. Si tratterà quindi della produzione, di un giornale rivolto agli studenti dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino insieme alla comunità di appartenenza, poiché i contenuti del magazine sono essenzialmente prodotti dagli studenti, dagli operatori del progetto, dagli operatori del Fondo Librario di Poesia di Morlupo, dagli utenti del DSM della ASL Roma4  e, allo scopo di mantenere la massima pluralità di espressione nell’ambito, da tutti i membri della comunità cittadina che volessero contribuire positivamente alla compilazione del magazine

ORGANIZZAZIONE LABORATORI INTERNI ALLA SCUOLA:

IL POTERE DEL FUMETTO (a cura dell’Associazione Culturale LAPUTA” Il progetto che verrà svolto secondo laboratori interni all’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino  ha l’obiettivo di far avvicinare le ragazze e i ragazzi alla lettura e al riconoscimento della forma fumetto e, attraverso questa, di guidarli nella decodifica dei messaggi impliciti ed espliciti della comunicazione. “Leggere” è interpretare la realtà, è sapere riconoscere le relazioni e gli atteggiamenti di cui siamo protagonisti e/o spettatori. Il fine è dunque quello di sapere far fronte, insieme e in modo costruttivo, ai molti messaggi di cui si è oggetto (da parte dei social e dei mass media, ma anche dalla famiglia e dalle realtà in cui vivono) e che spesso hanno una componente più o meno sottile di manipolazione e violenza. Crediamo che l’utilizzo del fumetto a questo scopo abbia il doppio beneficio di essere attraente e accessibile rendendo evidenti le logiche di ribaltamento esistenti nel pregiudizio e nelle meccaniche di sminuimento personale. È facile vedere il mezzo fumetto come “una cosa da bambini” e scoprirne invece la profondità e la complessità. Ciò può dare la possibilità di confrontarsi fin dal primo istante con il luogo comune e il suo potere. Imparando a discernere tra un buon fumetto e un fumetto che risponde a logiche commerciali, ragazze e ragazzi impareranno a svelare le mistificazioni nascoste nel linguaggio e nella comunicazione. Infine stimolando la creazione di un prodotto originale, intendiamo rendere tutti gli studenti i partecipanti, soprattutto consapevoli, del proprio potenziale e delle molte possibilità che una corretta interpretazione delle realtà può offrire loro nell’immediato presente e nel futuro.

SCRIVERE PER UN MAGAZINE NON È UN COMPITO!”  incontro unico di due ore per ciascuna classe il quale verrà svolto secondo un calendario da concordarsi, avrà essenzialmente luogo in codocenza con una psicologa e la docente di lettere (o maestra prevalente) della classe designata di volta in volta. L’incontro ha l’obiettivo di tracciare le differenze sostanziali che esistono tra l’elaborazione di un testo scolastico e di un testo (o un elaborato artistico) che si rivolge a un pubblico esteso, eterogeneo e non quantificabile come quello delle lettrici e lettori di un magazine. Nell’illustrare le diverse modalità espressive offerte dalla possibilità di partecipare alla redazione del magazine, si sottolineerà in primo luogo le responsabilità che questo genere di comunicazione implica ma anche le possibilità di espressione e diffusione relative a tematiche e contenuti di specifico interesse degli studenti (e quindi anche e soprattutto quelli da essi indicati nella sede del laboratorio stesso).


DUE EVENTI PUBBLICI CORRELATI:

UN EVENTO PUBBLICO CITTADINO NEL MESE DI NOVEMBRE ( in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino e il Comune di Morlupo dal titolo “Call for papers Zer0Magazine 2018: fare rete” con tema la presentazione pubblica del progetto e l’invito alla comunità all’adesione tramite la scrittura di articoli e/o altra modalità di partecipazione concordata.

UN EVENTO PUBBLICO CITTADINO in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino “Presentazione di Zer0Magazine 2018: fare rete”: presentazione pubblica, realizzato nell’ambito della manifestazione Scuola in Piazza nel mese di maggio/giugno 2018, dell’elaborato cartaceo.

La partecipazione a Zer0Magazine è rivolta a studentesse e gli studenti di tutte le classi e di tutte le età dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino, oltre che alle docenti e ai docenti e i genitori che volessero contribuire con un articolo inerente ai contenuti del progetto. Per tutti coloro che non sono direttamente coinvolti nell’ambito dei laboratori scolasti è possibile contattare l’Associazione Culturale Libellula per l’invio di articoli e disegni o per la definizione di uno spazio ad hoc nell’ambito del magazine per quelle classi che desiderano essere comunque coinvolte attraverso l’interessamento di un docente. A questo fine rivolgersi direttamente allo 06 98267808/ 333 2045759 c.libellula.m@gmail.com

Operatrici e operatori in ambito scolastico: Viviana Scarinci. Paola Del Zoppo. Giovanni Duminuco. Marta Paniccia. Sara Agostini.  Emanuela Salati. Ilaria Troncacci. Marzia Zuccari. Francesco Pollini. Associazione Culturale Libellula Fondo Libraio per l’ideazione, la responsabilità e l’organizzazione del progetto.

a Caltanissetta con Formebrevi

Sul sito di Formebrevi le bellissime immagini della cerimonia di premiazione del premio letterario, avvenuta il 7 ottobre 2017 a Caltanissetta. Quello di sabato è stato un momento di verifica importantissimo per il nostro progetto editoriale. Per citare Giovanni Duminuco (ideatore e organizzatore Formebrevi) cercare in quello che sono le “nuove forme della parola, tra il limite e i percorsi del senso” può significare anche un progetto culturale che funziona e un modo diverso di immaginare i legami che animano i processi della produzione artistica e editoriale

⇒ http://www.formebrevi.it/del-premio-letterario-formebrevi/

 

 

Pronti per Zer0Magazine 2018!

zerMA seguito del recente incontro con il commissario prefettizio siamo lieti di annunciare anche quest’anno la piena adesione da parte del Comune di Morlupo al progetto Zer0Magazine che lo scorso anno ha coinvolto tanta parte della comunità.

Dato lo straordinario successo dell’iniziativa quest’anno la nostra intenzione è di continuare a crescere. Infatti la fattiva cooperazione che si è verificata tra tutti i soggetti coinvolti porta ad avvalerci fin d’ora del patrocinio del CSM della ASL Roma 4 per quanto riguarda il nostro operato volontario nell’ambito dei laboratori di scrittura rivolti al disagio mentale. Gli importantissimi protocollo d’intesa e convenzione siglati nel mese di giugno di quest’anno, con l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino ci permettono  di dedicare da subito una parte considerevole del progetto Zer0Magazine alla compilazione del giornale scolastico redatto dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Morlupo.

Infine ma non meno importante, per i contenuti di Zer0Magazine 2018 è confermata la coideazione tematica e il coordinamento scientifico della professoressa Paola Del Zoppo e per gli aspetti inerenti alla produzione del magazine, la collaborazione redazionale e grafica di Giovanni Duminuco in qualità di editore Formebrevi.

La finalità del progetto è la medesima dello scorso anno: produrre un aperiodico cartaceo e digitale a diffusione gratuita che sia espressione di un sempre maggiore numero di soggetti sociali coinvolti al fine di esprimere la necessaria pluralità che questa pubblicazione ambisce ad avere. Per questo motivo da quest’anno punteremo ad approfondire ulteriormente le tematiche relative alla storia locale grazie al contributo di alcuni esperti del territorio.

È previsto inoltre un ulteriore approfondimento degli aspetti psicologici legati alla contemporaneità e alla quotidianità da parte delle specialiste che collaborano con il Centro Libellula. Infine, attraverso i contributi di diversi studiosi legati al Fondo Librario di poesia di Morlupo, approfondiremo alcune tematiche relative alla contemporaneità della poesia e alla scrittura di ricerca attraversi i testi conservati. La pubblicazione dell’aperiodico è prevista per il mese di maggio 2018 mentre, iniziano da subito, i lavori redazionali e organizzativi per la calendarizzazione dei laboratori e degli eventi pubblici legati al progetto.

il dire e il fare. Caltanissetta 7 ottobre

di Viviana Scarinci 

Il 7 ottobre alle 16,30 sarò a Caltanissetta in occasione della proclamazione dei vincitori della prima edizione del Premio Letterario indetto da Formebrevi. L’occasione di affiancare l’editore Giovanni Duminuco mi è particolarmente gradita sia come membro della giuria che come autrice e redattrice del progetto editoriale.

Insomma il momento è solenne e lo è tanto più per il carattere autenticamente no profit di questa associazione che pubblica in modo svincolato dalle logiche di mercato e senza seguire manifesti variamente ideologici. E inoltre senza chiedere nessun genere di contributo a propri autori. Il fine è solo quello di reinvestire sulle pubblicazioni future, i proventi di quanto Formebrevi pubblica oggi.

La scelta di pubblicare libri di non immediata fruizione rende l’attività editoriale di Formebrevi una realtà importantissima tra le poche presenti oggi in Italia nel contesto della scrittura di ricerca.

Nell’ambito della manifestazione avranno luogo letture dai libri vincitori e da Le case dei venti contrari di Lia Maselli, Annina tragicomica di Viviana Scarinci, La ferita distorta dell’agire di Giovanni Duminuco, Della fine di Flavio Ermini, Dal corpo di Psiche di Aldo Ferraris, In male aperto di Fabrizio Strada

Infine gli autori Formebrevi parteciperanno alle 20 dello stesso giorno al Festival della letteratura di Caltanissetta ‘Sicilia quindi penso’ quest’anno dedicato ai “Legàmi“.

Aspettiamo quindi gli amici siciliani sabato 7 ottobre a Caltanissetta alle 16,30 presso il Museo Tripisciano e alle 20 in Corso Umberto con tutti gli autori Formebrevi!

Loc7



legami

“In un tempo percorso da culture, contaminazioni e differenze, Sicilia dunque penso vuole soffermarsi, quest’anno, sui legàmi.
Connessioni all’altro, reali o immaginate. Il desiderio di non sentirsi soli. Un ricordo che ci riporta al passato, un proposito, uno sguardo a ciò che sarà. Un’affinità, una passione. La terra, l’identità, la tradizione. Un viaggio verso l’altro.
Una tessitura di relazioni, di affetti, di saperi. Di vincoli, anche.
Una riflessione sulla contemporaneità in uno spazio aperto in cui si possa ascoltare, pensare, dialogare.
Sicilia dunque penso è un festival della cultura (libri, incontri, arti, sapori, spettacoli, spazi per giovani, laboratori) ed è organizzato dall’Associazione Sicilia dunque penso con il patrocinio e il contributo del Comune di Caltanissetta, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale e delle scuole della città, con l’impegno degli studenti nello staff e di altri volontari”.

Poetarum Silva: Anna Maria Curci su Annina

Annina tragicomica. Ne scrive oggi la curatrice dell’opera Anna Maria Curci su Poetarum Silva ⇒ https://poetarumsilva.com/2017/09/28/viviana-scarinci-annina-tragicomica-2/

“Annina tragicomica. Il nome è fortemente evocativo, in più direzioni, dal significato originario dell’ebraico Hannah, che ha a vedere con la grazia, alla spontanea associazione con Anne, Annette, Nannine, Annie, Nannarelle, (…) Anna Perenna, la sorella di Didone, divenuta divinità proprio nella regione natia dell’autrice, quel Lazio nel quale Marziale, menzionato in quest’opera,collocava un luogo di culto). (…)
Annina tragicomica esplora e invita a esplorare altre modalità di accesso alla conoscenza. Indica subito in un aggettivo, «secondario», il punto di partenza e la meta alternativa. Nell’individuare questo angolo di visuale, Viviana Scarinci da un lato evidenzia espliciti richiami intertestuali in particolare alla sua opera Il significato secondo del bianco…(…)”

 

Annina tragicomica: immagini e suoni

Morlupo, Centro Culturale Libellula, 23 settembre

 


L’Aquila, Palazzo Fibbioni, 21 settembre

l3

l4

6l

L’Aquila tutte le informazioni sulla prima rassegna di Week End d’Autore a cura di Sonia Ciufettelli, Associazione “Le Muse Ritrovate” : http://www.aqbox.tv/notizie.php?view=10414

La prima giornata della rassegna: http://news-town.it/cultura-e-societa/17476-al-via-week-end-d-autore-,-la-rassegna-dedicata-ai-libri-il-programma-della-prima-giornata.html


 

23 settembre ore 17,00 Annina tragicomica da Libellula!

da Libellula settembre inizia con Annina!

Presentazione

Annina tragicomica

di Viviana Scarinci

Morlupo sabato 23 settembre ore 17,00
Centro Culturale Libellula
Via San Michele, 8

annina-tragicomica-scarinci-3DRELATRICI

Anna Maria Curci, curatrice dell’opera, germanista e poetessa
Paola Del Zoppo, ricercatrice, studiosa di letterature e culture comparate
Marta Paniccia, psicoterapeuta sistemico-relazionale, terapeuta familiare

con la partecipazione dell’editore Giovanni Duminuco via Skype


21 e 23


Con il mese di settembre 2017 si apre un ciclo di presentazioni dedicate a Annina tragicomica l’ultimo libro di Viviana Scarinci, edito dalla casa editrice Formebrevi.

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica.

L’evento di giovedì 21 settembre all’Aquila è incluso nella rassegna il Weekend d’Autore (a cura di Sonia Ciuffetelli) che si terrà dal 21 al 24 settembre a Palazzo Fibbioni, evento che coinvolgerà scrittrici ed autori del panorama nazionale ed europeo in una quattro giorni in cui si alterneranno saggisti, narratori, poeti.

L’evento successivo previsto per sabato 23 settembre presso il Centro Libellula – Fondo Librario di poesia di Morlupo si avvale della presenza di tre specialiste Anna Maria Curci, Paola Del Zoppo e Marta Paniccia che insieme all’autrice contribuiranno a inquadrare i contenuti del libro. In questa occasione parteciperà via Skype anche Giovanni Duminuco, come editore del libro e in rappresentanza della stretta collaborazione che si è instaurata tra l’Associazione Culturale Formebrevi e l’Associazione Culturale Libellula.


IMG-20160719-WA0003

Poeti dal Fondo: Carlo Bordini

Viviana Scarinci scrive su Memorie di un rivoluzionario timido di  Carlo Bordini


La rivoluzione è un movimento più o meno violento per mezzo del quale si istituisce un cambiamento. Per un poeta come Bordini, questa rivoluzione accade di continuo tra la pagina e gli occhi. Qui scorre una specie di flusso di coscienza aumentata, perché in poesia la rivoluzione è in primo luogo quella ineluttabile connaturata alla mutevolezza dei linguaggi, proprio e altrui, e al continuo instaurarsi degli uni a svantaggio degli altri. Da questo punto di vista la lettura di Memorie di un rivoluzionario timido ci appare come una ricognizione di questa mutevolezza. Sia nel senso militare che il significato del termine esprime: operazione diretta a riconoscere le forze e la posizione del nemico; sia nel senso etimologico: dal latino recognitio “conoscere di nuovo”, cioè tornare su quanto già si ritiene di conoscere dei propri passi, per rinvenire una possibile nuova e ulteriore conoscenza. Leggi tutto

Sfoglia Zer0Magazine 2017

Come si è svolto il progetto Zer0Magazine 2017

Si è trattato dell’elaborazione di una pubblicazione aperiodica che è ora edita sia in versione cartacea che digitale. Per la redazione del magazine sono stati coinvolti gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo G. Falcone e P. Borsellino di Morlupo e gli utenti DSM della ASL ROMA4. Il progetto ha avuto inizio con sei laboratori incentrati sia sulla composizione dei testi che sugli aspetti redazionali che una pubblicazione di questo tipo implica.


zero13

Insieme all’Istituto Comprensivo fin dalla progettazione

I laboratori rivolti all’Istituto Comprensivo hanno avuto luogo presso la sede centrale in orario scolastico, nella classe II B il 7 aprile dalle 10 alle 12, l’11 aprile nella classe II A dalle 11 alle 13 e il 12 aprile nella classe II C dalle 8 alle 10. I temi: “Prime nozioni di giornalismo”, “Prime nozioni di ufficio stampa” e “Le parole sono importanti” un’interessante excursus finalizzato a illustrare, attraverso la letteratura contemporanea, il valore fondamentale della parola parlata e scritta. I laboratori rivolti agli utenti del DSM si sono svolti come ogni anno presso il Centro Libellula di Morlupo che in quest’occasione mette a disposizione la sua sede di Via San Michele, 8. Questi hanno avuto luogo il 13 e il 27 aprile, e l’11 maggio e sono stati finalizzati alla composizione dei tre elaborati introdotti nell’ambito di questa pubblicazione dalla dottoressa Rosa D’Acunzio. Inoltre si è tenuto un incontro pubblico di apertura del progetto, il 12 aprile, presso Palazzetto Borghese in cui sono stati illustrati, in collaborazione con il Dirigente Scolastico e la docente collaboratrice Anna Chiara Marianelli, i contenuti e le finalità del progetto. Il progetto ha avuto sua conclusione e il suo compimento sabato 20 maggio nell’ambito della manifestazione Scuola in Piazza organizzata dall’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo. L’obiettivo è stato quindi quello di fare informazione e formazione. In questo senso abbiamo raggiunto il nostro fine: coniugare la diffusione di un contenuto complesso, come quello legato alle idee e alla creatività, a un veicolo che lo consegni in qualche modo alla nostra comunità reale e virtuale.


Direzione e coordinamento a cura di Viviana Scarinci promotrice del Centro Culturale Libellula di Morlupo.

Annina tragicomica al Centro Libellula!

at_cover_3D

Collana: Prosa | ISBN: 9788894161922
Pagine: € 11 Euro
Formebrevi Edizioni: formebrevi.it

ORDINI: formebrevi@gmail.com . c.libellula.m@gmail.com
UFFICIO STAMPA 06.98267808/ 333.2045759

Annina dal 9 maggio 2017 vi raggiungerà ovunque!

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica, terzo libro di poesia di Viviana Scarinci autrice tanto poliedrica quanto anticonvenzionale. Nella poesia contenuta in questo suo ultimo libro Scarinci vede una sorta di rivendicazione sui generis “la poesia può rivendicare il diritto di ognuno ad ascoltare parole diverse da quelle che si aspetta”. Anna, in questa tragicommedia che si situa tra prosa e poesia, è l’altra da sé, in ogni caso un’identità femminile “in febbrile attesa di tutte le parole che non sono state ancora pensate” per definirla. “Parole che vengono dal basso, dall’esperienza che di primo acchito è sempre muta, piuttosto che dall’alto, di uno scopo o da un sapere che sa già il fatto suo perché codificato in modo ineludibile» scrive Scarinci nella postfazione.
Come afferma Anna Maria Curci nell’introduzione a questo libro: “Annina si oppone alla rinuncia e al soffocamento, alla menzogna travestita con gale e merletti, al trafugare, per distruggerli, i reperti. Sta, imperterrita eppure consapevole del rischio fatale, «molto vicino al bordo», fruga, un po’ Antigone e pur sempre Anna (sorella Anna?) tra «queste alture brulle» e intanto pensa «dovrebbe cercare tra il cocciopesto, i destinatari di questa maledizione». Possiede, la sua ricerca, un fondo e un fondamento prezioso, trascurato da molti: «Fremono gli oggetti spiati, sotto l’universo che li ignora.» e, aggiungo io, se la ridono di qualsiasi catalogazione, ché etichettarli come “versi” o “prosa”, come argomenta Viviana Scarinci nella sua Postfazione, è anch’essa manovra fuorviante”. Quelli di Scarinci sono versi che denunciando il loro continuo legame con la prosa e con la componente saggistica che ha sempre contraddistinto la scrittura di questa autrice, raccontano da capo più di una vecchia storia ma cercando parole nuove per dirla.

L’autrice

cropped-2.jpg

Viviana Scarinci (1973) Vince nel 1995 il Premio Grinzane Cavour, per la sezione Scrivere i Colori. È due volte vincitrice del Premio Lorenzo Montano (nel 2014 sez. raccolta inedita e nel 2016 sez. una poesia inedita). È autrice di poesia con La favola di Lilith (ARK Records, 2013) e Piccole estensioni (Anterem, 2014). Curatrice de L’isola di Kesselring (Apeiron, 2002) e dell’edizione italiana di Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte di Aino Suhola (Iguana Editrice, 2013). Per la saggistica è autrice di un ebook monografico su Elena Ferrante (Doppiozero, 2014). Suoi testi sono presenti in numerose antologie. Ha scritto tra gli altri per Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Leggendaria, Doppiozero, Il Segnale, L’Ulisse. Si occupa del fondo librario di poesia di Morlupo. E’ co-redattrice di Formebrevi Edizioni. Gestisce il Centro Culturale Libellula.


Critica e recensioni

«A questa scrittura, senza dubbio, non è estraneo il carattere enigmatico, ma simile aspetto, lungi dal costituire una sorta di misteriosa dimensione esterna, quasi aggiunta, è il cardine attorno al quale ruota un vivido divenire linguistico che, non rifiutando del tutto il nesso logico, considera tale nesso una semplice possibilità del dire.»
Marco Furia su Amanda fiore o tartaruga

«Ma la consapevolezza di pensare una parola vivente, una voce esistenziale, si trova
proprio lì dove sembra concludersi la prospettiva dispersa di un sapere. Invece, così
ingarbugliato in ciò che si è (salda alla luce che orizzonta) o si vorrebbe essere (un segno che fermi la terra), un’oscillazione continua mantiene paradossalmente l’equilibrio e a ogni sbando rimanda a un’instabilità costante fra resistere e restare, in una situazione che è luogo di necessità e volontà»
Giorgio Bonacini su Piccole estensioni

«Come insegna Ida Travi, in Poetica del basso continuo, poeta che accosto a questo esito poetico di Viviana Scarinci, scrivere poesia oggi è cercare un varco continuo, non una verità ma una delle verità possibili fra noi e “lo spiazzo millenario nel quale irrompono le civiltà che forse dormono”.
Loredana Magazzeni su La favola di Lilith

La copertina

La copertina di Annina tragicomica è di Klaudia Ka. Nata nel 1984 a Varsavia, dove vive e lavora,  oltre alla pittura, si occupa anche di graphic designer. I suoi quadri si trovano in collezioni private in Polonia, Regno Unito, Belgio, Germania, Italia, Macedonia, Canada e Stati Uniti. Il suo sito web è: http://klaudiaka.art.pl

prossimo appuntamento: 20 maggio

Presentazione di zer0Magazine 2017!

anteprima dall’editoriale  

… Abbiamo quindi lavorato ancora una volta a stretto contatto con l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo e con il CSM della ASL Roma4 per produrre, attraverso la scrittura degli studenti e degli utenti ASL, ma anche degli operatori coinvolti, un mappa del lavoro culturale svolto negli anni precedenti e di quanto ancora si può fare, avvalendosi delle competenze reciproche acquisite nell’ambito di collaborazioni che vedono la promozione sociale e culturale tra i primi obiettivi.

Uno degli scopi di questa pubblicazione è dunque quello di offrire uno spazio ai più giovani e ai più fragili oltre che alle comunità cui essi appartengono. Uno spazio che attraverso i laboratori svolti negli anni, ha posto al centro dell’attenzione di tutti la questione nevralgica e attualissima di cosa significhi comunicare con gli altri in modo responsabile e consapevole a tutti i livelli: sia oralmente che attraverso i frammenti di testo che si usano nell’ambito dei social come Facebook, Twitter, WhatsApp sia attraverso gli articoli di una pubblicazione come questa.

Anche quest’anno il carattere sperimentale che contraddistingue i progetti dell’Associazione Culturale Libellula ci ha posto consapevolmente di fronte all’incognita di come sarebbe andata. Se avremmo avuto il realistico ascolto che questa iniziativa avrebbe richiesto per creare il presupposto di una necessaria continuità con le azioni sociali e culturali poste in essere in precedenza. E anche quest’anno gli sviluppi che ne sono conseguiti hanno di gran lunga superato le nostre aspettative, agendo come indicatore importante rispetto alle reali esigenze della comunità cui apparteniamo.

 

Editoria: il nostro accordo con FORMEBREVI

di Viviana Scarinci

formebrevi-edizioni-libri-3Sono lieta di comunicare che sulla base di un accordo di collaborazione sancito di recente con Formebrevi Edizioni, entro a far parte di questa realtà editoriale con il ruolo di co-redattrice. La collaborazione già definita tra Formebrevi e il Fondo Librario di Morlupo, che si esprimerà attraverso diverse forme di produzione editoriale dedicata, si allarga quindi fino a comprendere un mio contributo professionale più ampio. Davvero lieta di intraprendere un nuovo percorso nella microeditoria in cui sento di potere riconoscere sia il mio orientamento etico che la mia personale ricerca nell’ambito della scrittura.


Piccolo manifesto di FORMEBREVI edizioni 

Crediamo nella cultura libera da vincoli, nella libera circolazione delle idee; crediamo nelle contaminazioni, nel dialogo e nell’apertura all’alterità. La diversità è per noi strumento di crescita e di confronto, di reciproco arricchimento. Crediamo nella libertà di parola e di espressione, nella sperimentazione e nella ricerca. Crediamo nella libera fruizione e nel libero confronto del sapere. Nella libertà di modificare l’ordine.

Formebrevi è una casa editrice non a pagamento. Un progetto editoriale indipendente e autoprodotto. Pubblica scritture non convenzionali aperte alla ricerca.

Con la biblioteca consorziale di Viterbo

Il  18 gennaio a Viterbo si è aperta la rassegna Elogio alla poesia. Omaggio a Valentino Zeichen: 11 incontri dedicati alla poesia italiana contemporanea. Viviana Scarinci presenta Carlo Bordini il 15 marzo alle 17.



La poesia contemporanea apre la stagione 2017 della Biblioteca di Viterbo, lo hanno annunciato il commissario straordinario Paolo Pelliccia e la coordinatrice dell’evento la prof.ssa Elvira Federici nella conferenza stampa di venerdì 13 gennaio svoltasi nella sede della stessa Biblioteca. L’Elogio della Poesia prevede l’incontro con alcuni fra i più importanti poeti contemporanei e due sentiti omaggi a Valentino Zeichen (recentemente scomparso) e Amelia Rosselli. La rassegna, curata da Elvira Federici insieme a Rosa Riggio esplora il panorama poetico contemporaneo in compagnia di critici, professori e saggisti di rilievo nazionale.

Amelia Rosselli, Valentino Zeichen, Elio Pecora, Bianca Maria Frabotta, Sara Ventroni, Maria Grazia Calandrone, Paolo Febbraro, la viterbese Gabriella Sica, Carlo Bordini, Valerio Magrelli, Maurizio Cucchi: questi i poeti protagonisti del ciclo di incontri organizzato dal Consorzio Poesia.

A loro si aggiungono critici e professori di prestigio quali Giulio Ferroni, Gabriella Palli Baroni, Floriana Calitti, Viviana Scarinci, Carlo Serafini e Simona Sgavicchia.

L’evento è stato sostenuto dalle aziende Primaprint Viterbo, Majakovskij Comunicazione, Hotel Salus Terme, in collaborazione con il DISUCOM dell’Università della Tuscia.

“Con questo appuntamento che ci farà incontrare 11 grandi poeti e poetesse, la Biblioteca Consorziale di Viterbo si confronta – dopo la letteratura, la storia, l’architettura e le arti visive anche con questo linguaggio. L’omaggio a Valentino Zeichen era per noi necessario volendo della Poesia tessere l’elogio”, afferma Paolo Pelliccia il Commissario Straordinario della struttura di Viterbo.

Sperando in un coinvolgimento continuo con il mondo poetico da parte di tutti, la biblioteca fa suo l’augurio della curatrice Elvira Federici: “se praticassimo la poesia, nella lettura e nell’ascolto, se il nostro dialogo con i poeti non fosse episodico, il nostro stesso mondo sarebbe più vasto, le nostre vite più prossime all’inizio, più aperte all’accadere; le nostre parole non sarebbero eco del chiacchiericcio; il mondo non chiuso nelle trappole del suo funzionamento, le nostre vite capaci di sostare nella necessità e nel silenzio, che è l’ascolto di quello che c’è.”

Al seguente link il programma: http://bit.ly/ElogiodellaPoesia

La locandina è disponibile qui: http://bit.ly/locandina_Poesia

CALENDARIO INCONTRI

Per Valentino Zeichen | 18 gennaio 2017
Elio Pecora | 25 gennaio 2017
Bianca Maria Frabotta | 1 febbraio 2017
Sara Ventroni | 8 febbraio 2017
Maria Grazia Calandrone | 15 febbraio 2017
Paolo Febbraro | 22 febbraio 2017
Per Amelia Rosselli | 1 marzo 2017
Gabriella Sica | 8 marzo 2017
Carlo Bordini | 15 marzo 2017
Valerio Magrelli | 22 marzo 2017
Maurizio Cucchi | 30 marzo 2017

www.bibliotecaviterbo.it

da: http://www.tusciaup.com/lelogio-della-poesia-11-momenti-poetici-alla-biblioteca-viterbo/67909

vedi anche: https://www.unitus.it/public/platforms/15/cke_contents/2701/7f2b8420-ecde-4d72-b36e-6ad641d3ba1a_Elogio105x210.pdf

Diramazioni urbane venerdì 20 gennaio ore 17 a Roma

I began as a poet when my roots were crossed with my reading S. H.

Con agli amici romani ci vediamo nell’ambito di quest’altra gradita occasione. Ci saremo tutti: gli altri autori di Diramazioni urbane,  la curatrice Anna Maria Curci e l’editore Vincenzo Luciani venerdì 20 gennaio alle 17  via G. Arcangeli 21 Centocelle, sede Planet onlus.

PROGRAMMA

  • Introducono Anna Maria Curci e Vincenzo Luciani (Edizioni Cofine)
  • Incontro con gli autori del libro e reading: Fernando Della Posta, Davide Cortese, Michela Zanarella, Viviana Scarinci e Michele Ortore

dall’introduzione del libro

Diramazioni urbane è il titolo che raccoglie testi inediti di cinque poeti nati tra il 1973 e il 1987. Continua a leggere

Vittorio Reta

Nel 2017 verranno intensificati i lavori del fondo librario di poesia di Morlupo attraverso attività ulteriori e mirate incentrate su poesia e traduzione. Ciò avverrà anche attraverso un’esplorazione ragionata intorno ad alcuni testi di poeti che dall’istituzione del fondo ad oggi hanno voluto convergere con la loro opera nelle nostre attività di presentazione, promozione e catalogazione della poesia contemporanea. La nostra attenzione nei confronti del legame tra scrittura e disagio psichico inoltre continuerà il percorso intrapreso nel biennio 2015/16 dai laboratori di scrittura in collaborazione con il DSM della Asl Rmf. Allo stesso modo è nostra intenzione approfondire la prima vocazione del fondo librario cioè quella relativa allo studio e alla promozione della poesia e la scrittura di ricerca di autori donna. Per inaugurare l’inizio di quello che per noi, a tutti gli effetti, è un nuovo corso proponiamo un breve scritto sul poeta Vittorio Reta.


di Viviana Scarinci


reta1Nella biologia di una lacrima
. Julia Kristeva pubblica in Francia La révolution du langage poétique nel 1974, il testo esce in Italia per la prima volta da Marsilio nel 1979. Visas di Vittorio Reta viene pubblicato da Feltrinelli nel 1976. L’anno dopo, nel mese di settembre, il corpo di Reta viene rinvenuto cadavere nelle prossimità di Recco. “assolutamente da leggere in /un rischio” scriveva il poeta di Visas “il fatto di essere ciò che si scrive”. Visas che è stato scritto per Patrizia Vicinelli, come recita la dedica all’inizio del libro, è diviso in tre sezioni ognuna delle quali riporta un esergo in lingua francese: la prima si intitola 1969-1970 e l’esergo è di Julia Kristeva. Nella seconda parte che si intitola Treni 1968 l’esergo è ancora di Kristeva. Infine nell’ultima parte intitolata Sinapsi e Synopsis 1975 l’esergo è di Philippe Sollers, filosofo e romanziere francese compagno e poi marito di Kristeva dal 1966, altrimenti noto come fondatore, nel 1960, della rivista Tel Quel che Reta conosceva e leggeva.

Ne La rivoluzione del linguaggio poetico testo dalla cui versione originale potrebbero essere stati tratti gli esergo presi da Kristeva, c’è l’intenzione da parte della psicanalista di origine bulgara, di dimostrare come tutto ciò che viene definito ordine e perciò comunemente accettato dalla società, possa essere messo in discussione da una dicibilità i cui fondamenti sono diversi e si legano al composito, al difforme e all’irrazionale proprio attraverso il linguaggio della poesia. In quest’ottica quello che viene definito senso nell’ambito di un discorso poetico, assume su di sé una pluralità che sembra inesauribile, proprio perché non si rapporta al senso comune (o a ciò che vi è comunemente contrario) ma si rapporta all’individualità del poeta, alla sua irripetibile soggettività psicologica. Scrive Kristeva «Resta l’infinitesimale vortice delle forme attraverso cui si muovono il senso e nostri corpi. Senza comunità, ciascuno per sé (per un sé non identico) ma senza il “dio per tutti”. Marginalità intrinseca, obbligatoria. E rivoluzione in profondità. Penso che, tramite questa “rivoluzione del linguaggio poetico”, nel secondo senso dell’espressione or ora indicata, siamo a una nuova fase del discorso che ormai da duemila anni l’occidente fa a se stesso».

Riferisce Cecilia Bello Minciacchi, nella prefazione del Visas edito per la casa editrice Le Lettere nel 2006, che Vittorio Reta, attraverso una lettera indirizzata al prefatore della prima edizione di quel libro, rimprovera a Luciano Nanni di aver voluto interpretare le sue poesie partendo da un’attribuzione di senso dato a ogni singola parola “sbagliato pensare l’universo interiore dell’autore attraverso i significati prodotti dalle parole” scriveva Reta, in quanto Visas non appartiene a un panorama noto in cui il lettore può orientarsi ma “viene attraversato da una vera e propria nevrosi del linguaggio”. Forse qui è opportuno ricordare che la definizione comune di nevrosi è quella relativa a un dis-ordine di natura prevalentemente psicologica, derivato da un conflitto tra l’individuo e l’ambiente. Nel caso delle nevrosi il rapporto con la realtà risulta essere disturbato, difficile da gestire, ma c’è e esiste nel suo essere precipuo. È proprio Kristeva che spiega, e Reta probabilmente assorbe, il modo nel quale ciò accade attraverso il linguaggio poetico “Strumento della rimozione, il linguaggio poetico ritorna sulle proprie tracce e a forza di ripassare di là fa si che avvenga il rimosso. Non come sintomo o come angoscia consunta, analizzata. Ma quasi aurora sopra la notte, quasi luce piena sul viso incavato, quasi iperbole di un fuoco incessante”. Secondo Bello Minciacchi, Luciano Nanni risponde con implacabile onestà intellettuale, toccando al cuore un’altra questione fondamentale relativa a Visas “non poteva (Reta ndr) chiedere due cose contraddittorie: non poteva chiedere che la comunità, che io (Nanni ndr) rappresentavo in quanto prefatore, considerasse poesia i suoi testi e nello stesso tempo pretendere che la comunità li leggesse nell’unico modo in cui li leggeva lui. Doveva scegliere, altrimenti sarebbe diventato l’assassino delle sue poesie”. Quel concetto ambivalente di comunità riferito a Reta e messo in luce da Nanni, non solo riecheggia nelle parole di Kristeva (Senza comunità, ciascuno per sé (per un sé non identico) ma senza il “dio per tutti”) ma ritorna in alcune considerazioni di Edoardo Sanguineti (in Atlante del Novecento italiano, Piero Manni, 2001) rispetto a un possibile motivo per cui l’importanza di Visas non saltò immediatamente agli occhi dei suoi contemporanei “In certo modo anche qui (in Visas ndr) è un io diviso che si presenta conclusivamente e porta nella scrittura questi tratti specifici di rottura e di frammentazione. In questo modo mi pare possa testimoniare di una possibilità che poi è stata in fondo trascurata, non perché si tratti di indicarlo come modello possibile, ma perché sta a significare che non era impossibile pensare a direzioni di ricerca dopo la nuova avanguardia, anche al di fuori di quella che era la poetica organizzata”. E proprio in una poesia raccolta nella sezione Altre poesie dell’edizione di Visas edita da Le Lettere, viene espresso di fatto il motivo estremamente consapevole per cui Vittorio Reta proprio non poteva e non voleva essere immaginato entro quel che Sanguineti definisce enigmaticamente “poetica organizzata”: “L’ordine di cui non mi ricordo più/cancella tutto l’ordine alfabetico che aveva rifiutata ogni origine di grigiore in grigiore/certi frammenti sembrano seguire per affinità regioni inesistenti/ma l’importante che queste piccole reti non siano raccordate/né che scivolino al suo senso che franino/è per smettere deviare sviare questa discesa del discorso verso il vischioso/un destino del soggetto che a momenti l’alfabeto riporta all’ordine/dal disordine si può tagliare e voi dite di farlo/ma a volte è la stessa ragione che fa rompere l’alfabeto/ma questa la parte di una vibrazione dottrinale che ordina l’embrione”.

Se il principio è quello della frantumazione dell’io, Reta è figlio precoce del suo secolo “Il linguaggio poetico è la messa a nudo di questa logica, di questa rivoluzione che costituisce l’essere parlante in quanto parla cioè ripete senza sosta le proprie rotture, le proprie separazioni e le sposta indefinitamente, all’infinito, per farne quel che poi risulta un senso” scrive Kristeva.

100-passiReta realizzando in poesia quanto indicato da Kristeva, finisce per scrivere fuori di sé e così facendo parla a un livello più profondo e connaturato sia alla dedicataria del libro che alla comunità cui si rivolge. E se è vero che il Novecento, come indica Bello Minciacchi, è il secolo del montaggio e non più della sintassi, Reta ha scritto quanto di meglio si potesse rispetto all’espressione consapevole di frammentazione e separatezza tanto del vissuto quanto dell’invissuto, la cui sintassi è impossibile a darsi se non di fatto attraverso una radicale e individuale rivoluzione poetica. Come non scegliere allora Julia Kristeva per gli esergo del suo Visas? Kristeva ha scritto che il linguaggio della poesia introduce un’apertura sovversiva all’interno di qualsiasi ordine simbolico chiuso “Quello che la teoria dell’inconscio vede, il linguaggio poetico lo pratica”. Come non scegliere Patrizia Vicinelli come dedicataria di Visas. Vicinelli (1943-1991) è stata una figura di spicco della poesia di avanguardia e performer. Si dedicò anche al cinema underground e alle arti visive. Peraltro, tra le molte opere prodotte da Vicinelli anche un’insolita versione della favola di Cenerentola: detenuta a Rebibbia tra il 77 (anno in cui Vittorio Reta moriva) e il 78, Vicinelli compose e mise in scena nell’ambito carcerario Cenerentola una pièce teatrale di cui fu anche regista, che coinvolgeva le detenute in un radicale stravolgimento dell’identità femminile attraverso la riscrittura di una delle favole più note e narrata soprattutto alle bambine. Attraverso una pratica di vita dura e totalmente al di fuori degli schemi, l’esperienza artistica e esistenzialmente controversa di Patrizia Vicinelli, evidenzia l’amenità di un rigore granitico concretamente capace di una poesia fatta di cose, come sottolinea Guido Guglielmi “La Vicinelli si incontra incontrando la fisicità delle cose. L’apertura al mondo è apertura su se stessa”. Così come Antonio Porta riteneva che quello di Vittorio Reta fosse un indirizzo “mediterraneo” volto a un viaggio alla ricerca dell’altro da sé e animato da un’energia “applicata ostinatamente a un recupero del reale e a un recupero della madre”. Scriveva Reta “i contrari diventano analogie /che emanano purezza”.

Stefano Scondanibbio (1956-2012) intitola Geografia amorosa una sua opera per contrabbasso, sottraendo questo titolo a un verso di Reta e mettendo in musica quella singolare nevrosi del poeta di Visas, il cui significato coincide con un viaggio che ai più forse parve mancante di senso ma la cui destinataria stava scritta a chiare lettere all’inizio del libro. Così Scondanibbio coglie meglio di altri l’importanza assoluta dell’aspetto dedicatorio e simbolico delle poesie di Visas. Al libro Visas e altre poesie pubblicato da Le Lettere nel 2006 a cura di Cecilia Bello Minciacchi è allegata l’altra opera musicale che Scondanibbio dedica completamente al poeta: Visas per Vittorio Reta. Stefano Scondanibbio compositore e contrabbassista tra i più importanti del Novecento italiano, scriveva riferendosi alle composizioni musicali che aveva spesso dedicate al contrabbasso “un’espressione del desiderio di aiutare lo strumento a trovare finalmente la propria voce, dopo aver conosciuto solo il balbettio di voci inappropriate o le sadiche violenze della cosiddetta avanguardia”. Scondanibbio compose più di 50 opere quasi tutte per strumenti a arco, nell’opera che dedica interamente a Visas, legge lui stesso, credo come non potrebbe essere interpretata altrimenti la poesia di Vittorio Reta, la quale, diceva già Antonio Porta a suo tempo, era ed è soprattutto bellissima.

 

Prossimo appuntamento: Roma 4 dicembre ore 17 al Pentatonic

Presentazione del libro “Diramazioni urbane” 

I began as a poet when my roots were crossed with my reading S. H.

Ci vediamo in questa occasione con agli amici romani, tutti gli altri autori di Diramazioni urbane, la curatrice Anna Maria Curci e l’editore Vincenzo Luciani. L’appuntamento è il 4 dicembre alle 17, nell’ambito degli incontri domenicali del Villaggio Cultura Pentatonic curati da Anna Maria.

  • Introducono Anna Maria Curci e Vincenzo Luciani (Edizioni Cofine)
  • Incontro con gli autori del libro: Fernando Della Posta, Davide Cortese, Michela Zanarella, Viviana Scarinci e Michele Ortore

dall’introduzione

Diramazioni urbane è il titolo che ho scelto per questo “Aperilibro” che raccoglie testi inediti di cinque poeti nati tra il 1973 e il 1987. Continua a leggere

EVENTI: sabato 19 novembre a Verona

anteremCome ogni anno, il Forum Anterem si terrà presso la Biblioteca Civica di Verona e il Fondo Librario di Poesia di Morlupo quest’anno avrà il piacere di partecipare per la seconda volta. Nell’occasione del trentennale del Premio Lorenzo Montano, gli appuntamenti saranno ben quattordici e si svolgeranno dal 12 al 19 novembre. Continua a leggere

… ma chi era Caterina Paluzzi?

di Viviana Scarinci

stavo in orazione: mi parve di essere pigliata e di essere alzata da terra e io spaventata un poco ebbi paura che non fosse il demonio che così volesse ingannarmi (…) la notte mi sognai che venivano due volando, sebbene io non vidi che avessero ali, ma vidi che venivano dal cielo e volessero pigliarmi e io stavo pensando chi fossero e mi parve di sentire che erano venute tutte e due per impararmi a volare

Francesca Paluzzi, in religione Caterina, nacque il 7 marzo 1573 nel feudo Orsini di Morlupo. Secondogenita degli otto figli di Pietro e di Ortensia Giorgi, analfabeta fino all’adolescenza, presto orfana, prese su di sé, ancora giovanissima, la responsabilità del mantenimento dei fratelli. A 17 anni, pur rimanendo a vivere nella casa dei genitori come capofamiglia, divenne terziaria domenicana con il nome di ‘suor Caterina di Gesù e Maria’, in onore di Santa Caterina da Siena.

io che non avevo prudenza e carità gli risposi che bona era la parte di Marta, ma ottima quella di Maddalena e che poi ero risoluta di servire a Dio anche se mi fossi ritrovata in Turchia; e che loro mi avessero aiutata; che se io non faceva bene per me; non ci sarebbe stato chi ne avesse fatto (…) Da lì a poco morì mia Madre e poco dopo di lei morse mio Padre e a me rimase la cura di casa con otto loro figlioli, quattro maschi e quattro femmine e io ero la prima sebbene uno dei maschi era prima di me. Dio sa se ebbi da fare.

Tuttavia da molto prima di allora Francesca, pur avendo le idee molto chiare rispetto alla difficoltà della sua condizione, maturava un sogno del tutto improbabile e per di più, dall’età di dieci anni, aveva delle “visioni” che la prostravano o la esaltavano, a seconda, lasciandola comunque sconcertata. Continua a leggere

A che serve la poesia?

di Viviana Scarinci

La poesia non serve a niente, e come scrive Patrizia Cavalli, non salverà sicuramente il mondo, questo lo sappiamo tutti. Cosa vuol dire allora, nell’ambito di una comunità precisa e riconoscibile, quando la poesia ti viene a cercare? Sarà forse che ti viene a bussare alla porta di casa chiedendoti di scendere? La poesia non serve per lo più a niente, salvo che chi la scrive ti dirà che a spingerlo è qualcosa di diverso da quello che spinge te e qualsiasi altro poeta.

La poesia non serve a nessuno, salvo a chi si ostina a leggerla per se stesso, come cercando qualcosa che dopo averla trovata, si dimostra solo l’anticamera di un’altra direzione, di un altro libro, di un’altra scelta.

È per questo che la poesia qui da noi, la stiamo cercando per il secondo anno di seguito, non dentro il silenzio in cui è più facile trovarla per un poeta, ma attraverso gli incontri (e gli inevitabili scontri), i laboratori, la parola scritta e quella rivolta agli altri.

Se quest’anno ci riproviamo è perché l’anno scorso ci siamo accorti che i significati creati dai linguaggi degli altri, anche quelli insospettabili o inospitali, come quelli prontissimi e colti, sono molti, anzi infiniti, e il senso che inevitabilmente suggeriscono, questi linguaggi, può solo essere un inizio, posto alla base di una continua ricerca che si sappia a monte che non avrà esito. Oppure, di quel risultato finale non ne sapremo mai niente ma tuttavia proprio questo non saperne nulla, è ciò che alla fine, ci ha salvati da un’attribuzione più o meno arbitraria di senso. Senso o significati approssimativi che spesso si danno per ignoranza, per paura o per tornaconto rispetto a tutto quello che ci passa davanti agli occhi quotidianamente.

Arrendersi alla mancanza di parole in circolazione, parole integre, libere, accurate, genuine, desuete, neonate, leggerissime o pesanti come macigni, rende anemici. A lasciare che questa anemia si impossessi anche dei pensieri, si finisce per credere che le strade che ti suggeriscono, impongono o solo mostrano gli altri, siano alla base di un unico modo di orientarsi, pensare, ottenere.

L’anno scorso Morlupo Città della Poesia, a me personalmente, ha insegnato proprio questo, o meglio, due circostanze che sono state anche le due idee di partenza di questo progetto, mi hanno permesso di apprendere molto di più di quel “senso” che credevo di aver individuato in una mia proposta fatta agli altri. Il primo è stato il madrinaggio di Jolanda Insana che di lingua, linguaggi e pluralità conseguenti, contingenti e divergenti, risulta poetessa inarrivabile, oltre che un’eccezionale praticante della sua profondissima poetica. L’altro è stato il laboratorio condotto nell’ambito del disagio mentale che ha coinvolto donne e uomini in una condivisione di competenze linguistico/emotive da cui, grazie a loro, ho piuttosto e soprattutto appreso.

Quest’anno siamo ad un passo dal ricominciare, i percorsi sono di più, i linguaggi sono maggiormente diversi tra loro ma la consapevolezza che la poesia non serve a niente, resta integra e disposta a essere barattata con un valore proprio che gli altri si sentano pronti a voler scambiare con noi.


 

Il bando del Premio Nazionale Morlupo Città della Poesia 2016 https://morlupocittadellapoesia.com/concorso-letterario/

Il sito della manifestazione https://morlupocittadellapoesia.com

 

MCP2016 bando del premio letterario

bando PDF

L’Associazione Culturale Libellula indice la seconda edizione del Premio Letterario Nazionale Morlupo Città della Poesia 2016

Con il Patrocinio e il contributo del Comune di Morlupo e di Strade – Sindacato Traduttori Editoriali e la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo e del Dipartimento Salute Mentale della ASL RM4

Non è prevista tassa di iscrizione

SEZIONE A per la traduzione di un libro di poesia di autore straniero edito in lingua italiana tra 2015 e 2016

SEZIONE B per un libro di poesia edito di autore italiano pubblicato tra 2015 e il 2016

(Le sezioni A e B sono state istituite per incrementare il valore testimoniale e la pluralità del Fondo Librario di Poesia di Morlupo)

SEZIONE C a tre studenti che si siano distinti nella creazione di un elaborato originale nell’ambito dei laboratori sperimentali condotti nelle scuole (premio riservato agli studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino“)

SEZIONE D all’autrice o autore di un testo poetico o narrativo prodotto nell’ambito dei laboratori condotti in collaborazione con il DSM ASL RM4

REGOLAMENTO

Le sezioni A e B del Premio Letterario sono ideate e promosse al fine di favorire una sempre maggiore affluenza di libri di poesia presso Fondo Librario di Morlupo in quanto realtà pubblica di consultazione gratuita dei testi. A questo fine il premio si rivolgerà e sarà diffuso a livello nazionale e internazionale presso poeti, traduttori e editori

L’istituzione della sezione C nasce dall’intenzione di favorire nei più giovani, il loro approccio naturale alla poesia e alle arti in genere e si avvale da quest’anno fin dalla fase organizzativa, della stretta collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” attraverso laboratori sperimentali svolti all’interno delle scuole del territorio e finalizzati alla produzione dei materiali che concorreranno al Premio. “Il punto forte del Progetto è il metodo della ricerca-azione, che trova nell’allestimento dei laboratori il luogo fisico e logico per concretizzarsi: Il progetto nasce in primis come laboratorio didattico sperimentale. La finalità centrale del Progetto è creare luoghi fisici e abitudini metodologico-didattiche che considerino la poesia come parte integrante dell’esperienza umana e come laboratorio sociale: il progetto intende appunto educare il singolo alla fruizione individuale del testo poetico ma anche riunire attivamente gli alunni intorno ad un lavoro comune, educandoli così alla cooperazione, alla solidarietà e alla corresponsabilizzazione e favorendo in essi l’approccio curioso e vivace al testo letterario. Lo scopo generale di questi laboratori è di fornire agli alunni gli strumenti per capire un testo poetico dall’interno, creando una situazione favorevole per la Nascita di futuri lettori della grande poesia” Francesca Vaccarini, Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo

L’istituzione della sezione D nasce dall’intenzione di favorire una sempre più ampia partecipazione degli utenti del DSM attraverso la produzione di testi creativi. Il laboratorio di scrittura creativa nasce dal desiderio di fornire un supporto al disagio psichico. La scrittura è un mezzo di espressione che consente ai partecipanti di comunicare i propri pensieri, emozioni, sentimenti, stati d’animo; la scrittura diventa così un luogo di incontro che rende possibile la condivisione di affetti con l’altro che è diverso ma anche simile a me. Il laboratorio di scrittura creativa, vuole evidenziare la funzione terapeutica che la scrittura può svolgere potenziando competenze cognitive, affettive, comunicative che la malattia mentale spesso blocca o indebolisce. Il recupero di queste competenze può favorire una maggiore accettazione di sé e della propria condizione e in generale un miglioramento della condizione di vita” Rosa D’Acunzio, Psicoterapeuta DSM RM4 e Concetta Rotondo, Psicoterapeuta Ass. Cult. Libellula.

Montepremi

SEZIONE A alla traduzione di un libro di poesia euro 500

SEZIONE B al libro edito di poesia euro 500

SEZIONE C ai tre studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” che si siano distinti con la produzione di un elaborato poetico nel corso dei laboratori sperimentali euro 300 complessivi

SEZIONE D all’autrice o autore di un testo poetico o narrativo prodotto nell’ambito dei laboratori condotti in collaborazione con il DSM ASL RM4 euro 100

La premiazione

si terrà sabato 17 dicembre 2016 presso l’aula consiliare del Comune di Morlupo, Palazzetto Borghese. I premi in denaro verranno consegnati esclusivamente se il vincitore confermi la sua partecipazione e sia presente all’atto della premiazione. Non sono previsti rimborsi spese

La giuria

Per le sezioni A e B sarà composta da Viviana Scarinci (Fondo Librario di Poesia di Morlupo) Paola Del Zoppo (germanista e traduttrice) e Riccardo Duranti (editore, traduttore e rappresentante di STRADE Sindacato Traduttori Editoriali). Per le sezioni C e D sarà composta da rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni patrocinanti. Il giudizio della giuria è inappellabile e insindacabile.

Invio dei libri

i libri partecipanti alla sezione A e B dovranno pervenire alla segreteria del premio in un numero di 3 copie, entro e non oltre il 31 ottobre 2016. I partecipanti alle sezioni A e B dovranno indicare su un foglio a parte il proprio nome cognome, telefono, indirizzo, e-mail e data di nascita e autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del Decreto legislativo n. 196/2003. I libri (contraddistinti dalla sezione cui si intende partecipare fin dalla busta) vanno inviati a mezzo posta semplice o consegnati a mano in busta chiusa al Centro Libellula – Fondo Librario di Poesia di Morlupo, via San Michele, 8 00067 Morlupo RM (aperti dal Lun. a Ven. 9/13 15/19)

17 marzo 2016: 155° anniversario dell’Unità Nazionale: celebrazioni

Il Fondo Librario di Poesia con gioia partecipa, attraverso un reading poetico dedicato, all’iniziativa dell’ Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo “Giornata del 17 marzo 2016: 155° anniversario della proclamazione dell’Unità Nazionale: celebrazioni dal 16 al 18 marzo”. L’appuntamento è mercoledì 16 marzo alle 16 per l’apertura delle celebrazioni. Viviana Scarinci
“(…)Pertanto, in previsione del 17 marzo prossimo, tenuto conto della straordinaria rilevanza di tale ricorrenza nell’ambito della storia del nostro Paese e delle irrinunciabili finalità educative perseguite dalla scuola, in tale giorno, nonché mercoledì 16 e venerdì 18 marzo, dalle ore 15,00 alle ore 19,00, Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” – Morlupo, si terranno incontri, mostre e approfondimenti realizzati dagli alunni, aperti ai loro genitori e al territorio, in collaborazione con il Comune e con le risorse culturali e sociali locali. Tali iniziative cominceranno alle ore 15,00 di giovedì 16 e si concluderanno venerdì 18 marzo, secondo i predetti orari”. Il Dirigente Scolastico Roberto Ciminelli (http://icmorlupo.it/)

Poetesse e Poeti: Emily Dickinson


di Viviana Scarinci

“Derubati del suo volto quasi non ci riconosciamo” scrive Emily Dickinson nel 1882 all’età di 52 anni in occasione della morte dell’amatissima madre, accudita fino alla fine come fosse stata una figlia tra le più fragili. Quell’inversione di ruolo da figlia a madre di sua madre, negli ultimi anni della malattia materna aveva anche convinto la poetessa a rifiutare il matrimonio tardivo con Otis Phillips Lords, l’unico suo amante che forse, fatto quel passo, sarebbe diventato una presenza reale nella sua vita e non colui che la sua scrittura aveva elaborato come compagno assoluto nell’arco di un’intera esistenza mediando poeticamente tutti i suoi incontri maschili in un’unica figura racchiusa nelle definizioni del maestro, dell’assente, del padre o di uno strano dio, comunque un’entità sempre equiparata a una divinità pagana cui votarsi. Scrive in proposito Nadia Fusini “Emily è pagana, come dice di se stessa; e cioè incurante di ogni altro bene, se non del contatto, qui, della terra in cui coltiva il suo giardino e dove vorrebbe ogni pienezza e ogni gioia”.

Tuttavia la poesia di Emily Dickinson raggiunge vette di tale trascendenza che chi legge oggi fatica a credere possibile la sua umanità di allora, a credere possibile che la sua effettiva scelta di indossare, a un certo punto della vita, un abito bianco rinunciando a ogni possibile via di fuga da un’esistenza giocata da sempre e per sempre nello spazio ridotto di due case che si affacciavano sullo stesso giardino, fosse regolata da politiche molto più terrene di quanto la leggenda nata intorno alla figura di Emily Dickinson lasci supporre.

È singolare anche ciò che accadde alcuni anni dopo la morte di Emily, nell’ambito della disputa legale animata dalle figlie delle due persone che nella seconda parte della vita della poetessa avevano intricato ancora di più i già complessi rapporti che deregolavano l’andirivieni nel giardino Dickinson. Per Martha (la figlia di Austin Dickinson, fratello di Emily, la quale ambiva a accaparrarsi la curatela delle opere della parente) Emily è esattamente quello che la leggenda, tutelata dal rogo di molte lettere probabilmente compromettenti, afferma che sia: la donna castissima che abbraccia la poesia preferendola alla mondanità. Per Millicent, invece (la figlia dell’amante ufficiale di Austin, Mabel, alla quale Lavinia Dickinson, la sorella della poetessa, aveva affidato l’incarico di redigere la prima edizione delle poesie immediatamente dopo la morte di Emily) Dickinson è un’eroina moderna, una sacerdotessa pagana e disinibita, un’integralista della poesia che conduce fino alle estreme conseguenze il suo gioco.

Vista da qui Emily Dickinson si trova e rimarrà sempre nell’aura geografica della casa del padre, quel luogo però si trova nel Massachusetts non molto distante da quella Salem in cui poco più di un secolo prima della nascita di Emily, nel 1692 furono uccise 22 persone, quasi tutte donne, con l’accusa di stregoneria da un tribunale istituito legalmente. In una sorta di isteria collettiva in cui la realtà era stata mistificata forse intenzionalmente dall’uso ambiguo della parola Dio, furono infatti bollate con il marchio di strega alcune donne che vennero credute in diretti rapporti col diavolo in una comunità che nel diciassettesimo secolo, viveva le conseguenze di un retaggio pagano  ben radicato, e che poteva ancora nutrirsi nelle piccole pratiche domestiche di riti tributati a culti di divinità non cristiane.

Quando Emily Dickinson incontra Susan, colei che sarà la moglie di Austin e la madre di Martha, ha circa 18 anni e si innamorerà perdutamente di lei che sarà la destinataria di 276 poesie scritte nell’intero arco di una vita, alcune delle quali vibranti di accenti erotici inequivocabili. Emily poco più che adolescente intorno al 1850 già gode di una singolare consapevolezza riguardo la natura dei propri desideri e delle proprie visioni che le perveniva non certo da un’esperienza che non poteva aver maturato ma da un temperamento completamente al di fuori dei parametri pubblicamente accettati in quel luogo e in quel tempo.

“Caro … mi sembra di scrivere al cielo … mentre altri vanno in chiesa, io vado alla mia chiesa, perché non è forse vero che sei tu la mia chiesa e siamo in possesso di un inno che nessuno al di fuori di noi conosce?” Mi chiedo: le sarebbe stato davvero possibile, qualora avesse voluto, pubblicare e difendere pubblicamente versi che passavano disinvoltamente dall’amore omosessuale a dichiarazioni di ardore pagano nei confronti di una fantomatica figura maschile intercambiabile con quella di dio padre? Se avesse stabilito di fare ciò abbandonando le dinamiche nascostamente luciferine del giardino di casa sua, che pure le appartenevano, chi avrebbe salvato Emily dal rogo? Chi sarebbe stato così potente da tutelarla se su quella gogna pubblica, in quella stessa America, a meno di un secolo dalla morte di Emily era stato sul punto di soccombere anche Arthur Miller, già intellettuale accreditato, che si era macchiato della colpa di essersi richiamato, attraverso un dramma teatrale, ai fatti di Salem al fine di stigmatizzare metaforicamente l’atmosfera tra il pretestuoso e l’isterico che dalla caccia alle streghe, in quegli anni si era trasformata alla caccia legalizzata al comunista promossa dal senatore Joseph McCarthy. Miller astutamente si difese e accrebbe la sua reputazione rivendicando come uno dei principali diritti di un artista, la libertà di rappresentare se stesso attraverso l’opera. Ma Arthur Miller era un uomo, ed era già famoso. Si trovava in procinto di sposare Marylin Monroe ed erano comunque passati tre secoli dalle vicende di Salem.

Nella poesia di tutti i tempi, raramente pensiero poetico e esistenza hanno raggiunto una simile prossimità come in Emily Dickinson. Che la sua esperienza umana resti avvolta nel mistero conta fino a un certo punto al cospetto del monumento incalcolabile che è costituito dalla sua opera poetica. D’altro canto però tutte le forme esplicite di ribellione diventano presto retorica della ribellione e mi piace credere che Emily abbia agito in un certo modo perché più di ogni altra cosa disprezzasse ciò che emana da quella particolare forma di volgarità che è la retorica dei ruoli, convinta quasi da subito che in ogni realistica mancanza di alternative, sia la separazione da ciò che serve, a abbattere in modo definitivo ogni forma di impotenza.

Poesia tradotta: Charles Reznikoff (USA)

20151102_084547di Viviana Scarinci

Charles Reznikoff nasce a Brooklyn il 31 agosto 1894, nel ghetto di Brownsville, da una famiglia di ebrei russi immigrati in seguito al pogrom che seguì l’assassinio di Alessandro II nel 1881. È nel ghetto che il giovane Reznikoff comincia a esercitare la sua personalità sintonica, ossia un’attitudine che è il frutto di uno speciale equilibrio che connette le componenti intellettive, emotive e motorie di un individuo. Capace di camminare per venti miglia al giorno, pare che l’osservazione del mondo per lui fosse iniziata da bambino uscendo ogni mattina dalla sua casa nell’Upper West Side. Camminando per le strade del ghetto di Brooklyn, Charles matura una sorta di vocazione all’attraversamento e inizia a trascrivere incontri casuali e conversazioni altrui: è così che probabilmente acquista la consapevolezza dell’impermanenza del mondo, apprezzabile fin nelle più semplici scene offerte dal quotidiano. L’osservatorio di Reznikoff del resto, anche dal punto di vista identitario, transita entro una zona di mezzo che, oltre a esprimere una medianità, per il poeta diventa una necessaria terra di nessuno in cui accamparsi per semplicemente guardare. È ebreo e attinge alla fonte di quella tradizione, ma è anche un poeta americano e assorbe molto da quella lingua, tuttavia senza consentirsi di intaccare l’originalità di un principio etico che la sua poesia perseguirà fin dall’inizio.

Studente particolarmente dotato, all’età di sedici anni va a studiare giornalismo all’Università del Missouri. Ma il giornalismo non è la sua strada e l’anno successivo intraprende un nuovo percorso di studi. Si laurea infatti in legge nel 1915 alla New York University. Tuttavia pratica la giurisprudenza solo brevemente. Il primo libro di poesia, Rhythms, viene pubblicato privatamente nel 1918, per mantenersi lavora come redattore. Già dagli anni Trenta viene riconosciuto come uno dei principali esponenti dell’”oggettivismo”. Anzi, come indica il traduttore italiano di Holocaust, Andrea Raos “Reznikoff è il poeta per cui è stato inventato il termine oggettivismo: l’originatore di una poesia in cui il poeta non si sforza di creare l’emozione, ma si limita ad andarla a cercare là dove già si trova” .
L’esergo di Holocaust è una dichiarazione di Reznikoff in merito alle fonti utilizzate: “Tutto ciò che segue è basato su una pubblicazione del governo degli Stati Uniti, Trials of the Criminals Before the Nuremberg Military Tribunal, e sugli atti del processo Eichmann a Gerusalemme.” Ed è sempre il poeta, attraverso una nota iniziale, a darci un’idea seppur vaga che il testo potrebbe avere una progressione cronologica “Il Partito Nazional Socialista Tedesco dei Lavoratori, noto come partito dei nazisti, prese il potere in Germania nel gennaio 1933. Inizialmente, la loro politica si limitò a costringere gli ebrei a emigrare.” Le scene proposte nel libro si dividono in dodici capitoli con titoli come: Deportazione, Camere a gas e camion a gas, Bambini, Fosse comuni e guidano il lettore nella conoscenza di fatti realmente accaduti a partire dalle violenze perpetrate sugli ebrei indifesi dell’inizio, fino a un doppio finale: la rivolta del ghetto di Varsavia e il salvataggio degli ebrei verso il nord Europa.

Olocausto esce in Italia solo nel 2014 pubblicato da Benway Series . A leggerlo oggi, lettrici e lettori che non conoscono Reznikoff noteranno soprattutto che si tratta di un testo poetico che rifugge l’enfasi. Un testo soprattutto mancante di quell’enfasi con la quale accade spesso di sentir parlare di vittime utilizzando un vocabolario che attinge indistintamente da tutte le circostanze personali e universali in cui il genere umano si sia trovato a subire qualcosa di grave. Reznikoff, infatti, fin dagli anni Settanta, periodo in cui Holocaust fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti, rifugge dai vittimismi evitando in ogni parte del suo discorso quelle modalità di chi, per motivi diversi, intende appropriarsi della visibilità dell’altro in quanto vittima. In quest’ottica Olocausto sembra curiosamente rifarsi a quella distanza, nominata dalla filosofa americana Judith Butler , che si frappone tra corpi visibili e corpi invisibili, ossia tra perdita di vite umane che sono riconosciute, e perciò narrabili in quanto portatrici di una storia che altri possono trasmettere, e la perdita di vite collocate “al di là della sfera del pensabile” quindi private di tutto: nomi, volti, storie che siano in grado di suscitare quell’empatia necessaria alla sopravvivenza, non pretestuosa, della memoria di quanto è stato.

I timori relativi alle ambiguità cui l’enfasi espone coloro che hanno subito, interessavano molto da vicino già tutti coloro che speravano di risultare tra i superstiti nel mentre condividevano l’esperienza del lager. Primo Levi in Se questo è un uomo quei timori li espresse chiaramente attraverso il racconto del sogno, ricorrente e condiviso, che la sua storia e quella dei compagni non fossero ascoltate. Una paura così profonda da sconfinare nel mondo onirico, quella degli irrimediabilmente danneggiati che temono che la loro verità sia scambiata per un racconto enfatico, cioè vittimistico. Paura di non essere creduti o che la disattenzione prestata al racconto fatto nelle ritrovate circostanze familiari e quotidiane, minimizzi l’incomprensibilità di quanto accaduto loro e con ciò il dolore dei salvati.

La parola enfasi sia nell’accezione latina che in quella greca significa mostrare, manifestare. Per il vocabolario della lingua italiana Treccani significa anche il mostrare un calore esagerato, una forza eccessiva che, per artificio retorico e per ottenere maggiore effetto, si mette nel tono di voce o nei gesti quando si parla e anche nello scrivere, gonfiezza, ampollosità, cui non corrisponde, per lo più, una effettiva forza di pensiero o un contenuto adeguatamente significativo. La poesia di Reznikoff, essendo animata soprattutto dalla necessità di una trascrizione effettivamente letterale dei fatti, si propone di dare una testimonianza veritiera attraverso la produzione di un verbale che resti agli atti soprattutto come prova incontrovertibile dell’accaduto. Quindi è la poesia che si fa carico di uno spostamento epocale operando una traduzione, nel senso del trasferimento di un testo dal giuridico al letterario, al fine di dare una possibilità in più ai fatti: quella di persistere nel tempo e nell’immaginario collettivo anche attraverso la letteratura. Reznikoff sembra sapere che qualora il poeta ricercasse un contenuto adeguato a certe apocalittiche mancanze di significato si ridurrebbe a un sorta di rètore, che non restituirebbe mai a chi legge i fatti che è necessario ricordare.

Dai versi di Olocausto ci arriva una percezione così intensa della scabrosità dei corpi e degli atti subiti e perpetrati, che nel contesto estremo della persecuzione di un intero popolo e della realtà spettrale del lager, le immagini proposte da Reznikoff subiscono paradossalmente uno scarto minimo rispetto a quelle tratte dal racconto di una qualsiasi casualità che deregola la vita e la morte di ognuno. Ammesso che queste casualità non si incontrino con chi, come Reznikoff, si trova nella fugacità dell’osservatore spinto dalla necessità di dare conto. Ammesso che ognuna di queste casualità, dall’infinitesima alla macroscopica, si sappia di non doverle dare per scontate, anche solo attraverso la volontà di costruirne una definizione. Una poesia, quella di Olocausto, estremamente consapevole che le scene ritratte possono esistere e persistere nella loro incommensurabilità anche grazie a una tecnica che le rappresenti come ricettacoli di tutti gli oggetti e di tutti i corpi almeno salvati dal tentativo di dare inutilmente un senso ai fatti che vi si raccontano.

Ma Reznikoff è un poeta conosciuto soprattutto per un altro lavoro intitolato Testimony: The United States (1885-1915). Un’opera in più volumi, inedita in Italia e pubblicata prima di Holocaust, che si basa su documenti provenienti dai tribunali americani, relativi ad esperienze di immigrazioni, a episodi della vita di afroamericani e povertà cittadina e rurale negli Stati Uniti tra fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nelle prime stesure, Testimony consisteva in una rivisitazione in prosa di storie che Reznikoff aveva scoperto mentre lavorava per la casa editrice di testi giuridici cui era impiegato. Successivamente il poeta si concentrò sull’inserimento di questi fatti, scandendoli in tutta la loro diversità e violenza, entro la dimensione della storia americana. Però omettendo significativamente la trascrizione dei giudizi per concentrarsi sulla dinamica delle storie e sulle nude descrizioni che di rado interessano la poesia.

Per Charles Simic in Testimony, in quanto opera poetica americana, manca l’idealizzazione consueta dell’eroe, l’uomo che non distoglie lo sguardo dalla sofferenza e dalla meschinità ma che tuttavia è pieno di speranza per un futuro migliore. Ma quella di Reznikoff non sembra neanche essere un’antiepica del riscatto sociale che il poeta avrebbe potuto voler operare attraverso tutte le figure miserabili o colpite cui la sua poesia dà voce.

Per quanto il valore politico di certa poesia sia inestimabile, può la poesia essere trattata utilizzando lo stesso linguaggio con cui si definirebbe l’assunzione di una posizione politica? L’essere definiti “qualcosa” è l’anticamera del consenso o del dissenso quindi del potere assicurato dell’essere contro o l’essere a favore: non esistono terze vie. È questo ciò che per Butler priva drasticamente molte discussioni della necessaria complessità e ambivalenza che concernono la realtà. L’assunzione di una qualche postura che consenta al poeta di essere “qualcuno” probabilmente per Reznikoff avrebbe costituito un limite che la sua scrittura non si poteva permettere, se voleva lasciare lettrici e lettori nella complessità e nell’ambivalenza che vita e poesia dovrebbero suggerire allo stesso modo.

L’operazione poetica che Reznikoff compie nell’attraversamento del reale per mezzo della conversione dei documenti dal giuridico al letterario deve lasciare lettrici e lettori a se stessi, mentre sotto i loro occhi passa tutto ciò che è odioso, malvagio, sgradevole, disgustoso, atroce e umano. Scrive Raos del Reznikoff di Olocausto: “Il suo obiettivo mi sembra sia riaffermare il valore delle esistenze singole contro lo strapotere della macchina di sterminio; i rari momenti corali del libro, in cui si dice “noi”, sono quelli in cui sono i nazisti a prendere la parola. Quindi qui abbiamo una serie di voci singole che proprio perché tali rappresentano una collettività capace di sopravvivere alla massa indistinta e malefica dei persecutori.”

Il piano di consapevolezza su cui si articola la poesia di Reznikoff non sembra in questo modo provenire da dinamiche e antidinamiche note e a queste non ci si può appellare per comprenderla, prolifica e lontana com’è dalle preoccupazioni relative a una qualche appartenenza, salvo che alla sua propria etica. Etica che poi diventa un’epica inedita o una provenienza collettiva altrimenti detta, il cui intendimento di fondo potrebbe essere il rifiuto di quel prendere la parola attraverso un “noi” che situa stabilmente il potere grazie alla prevaricazione sull’altro. Tuttavia, quella prevaricazione non è possibile perpetrarla fino in fondo se è un “io” a prendere la parola attraverso i fatti di cui si compone la singolarità della sua storia. Perché nel preciso momento in cui Reznikoff presta la sua parola nuda alla storia di qualcuno, quell’“io” diventa una persona rintracciata tra i sommersi, tra quelli per cui, scriveva Primo Levi, una sola e ampia è la via della perdizione, soprattutto perché sono solo una moltitudine di storie mancanti.


20151102_084547

3.
Alcune donne ebree furono messe in fila dalle truppe tedesche a cui
era stato assegnato quel territorio,
fu detto loro di spogliarsi,
e rimasero in sottoveste.
Un ufficiale, guardando la fila delle donne,
si fermò davanti a una giovane donna –
alta, i lunghi capelli intrecciati, e occhi meravigliosi.
La guardò per un po’, poi sorrise e disse:
«Fa’ un passo avanti».
Stupita – lo erano tutte – lei non si mosse
e lui ripeté: «Fa’ un passo avanti!
Non vuoi vivere?»
Lei fece quel passo
e allora lui disse: «Che peccato
seppellire nella terra una simile bellezza.
Va’!
Ma non guardare indietro.
C’è una strada che porta al viale.
Seguila».
Lei esitò
e poi cominciò a camminare come le era stato detto.
Le altre donne la guardarono
camminare piano, passo dopo passo –
alcune senza dubbio con invidia.
E l’ufficiale estrasse la rivoltella
e le sparò alla schiena.

4.
Il soldato che sparava stava seduto sullo stretto bordo della fossa,
con i piedi a ciondoloni;
fumava una sigaretta,
e aveva il mitragliatore sulle ginocchia.

A ogni camion che arrivava, i suoi occupanti –
uomini, donne e bambini ebrei di ogni età –
dovevano spogliarsi
e mettere i vestiti in un punto preciso,
ordinati in grandi mucchi –
scarpe, vestiti e biancheria.
La SS alla fossa
lanciava un grido al suo compagno
e quello ne contava venti, ormai completamente nudi,
e gli diceva di scendere i gradini scavati nel muro di terra della fossa:
qui dovevano camminare sopra le teste dei morti
fino al punto che diceva il soldato.
Mentre andavano verso la fossa,
una donna giovane e magra, dai capelli neri,
passando davanti a un civile tedesco che stava guardando,
si indicò con il dito e disse:
«Ho ventitré anni».
Una vecchia dai capelli bianchi
teneva un bambino di circa un anno
tra le braccia,
cantandogli canzoni e facendogli il solletico,
e il bambino mugolava di piacere;
e un padre teneva la mano del figlio piccolo –
con il bambino sul punto di scoppiare in lacrime –
e parlava piano al bambino,
dandogli buffetti in testa
e indicando il cielo.

Presto i corpi furono ammucchiati in quella fossa larga,
accatastati l’uno sull’altro,
con le teste che sporgevano e il sangue che colava lungo le spalle;
alcuni però si muovevano ancora,
alzavano le braccia e giravano la testa.

testo pubblicato da Il primo amore

LABORATORIO di SCRITTURA inizio sabato 7 novembre ore 10,30

Sabato 7 novembre ore 10,30 INIZIA il laboratorio di scrittura condotto da Viviana Scarinci

bimba_che_scriveLuogo: aula multimediale del Centro Libellula
Durata: 12 ore nell’arco di 3 mesi
Finalità: pubblicazione di un ebook dei migliori testi prodotti e reading conclusivo

VITA DA SOCI: proposta associativa 2015/2016

lib1Con la proposta associativa 2015/2016  Libellula si conferma un progetto permanente di attenzione al territorio, uno spazio modernissimo, elegante e divertente per tuo tempo libero e una rete di contatti indispensabile!


Dal mese di novembre 2015 inizieranno i nostri corsi: individuali, collettivi in mini gruppi, ideati secondo le esigenze del singolo, per adulti e bambini, e relativi alla metodologia di studio. I corsi di inglese includono anche la preparazione per esami Cambridge PET and FCE. E soprattutto sono pensati per tutte le tasche!

Modulo corsi smart: attivazione continuata, min 2 max 6 part., aula multimediale, 12 ore nell’arco di 3 mesi. Un costo irrisorio per raggiungere una precisa finalità:

Costruzione di un sito su piattaforma wordpress: al termine del corso avrete costruito il vostro sito/blog personale o professionale e saprete gestirlo autonomamente
Laboratorio di scrittura condotto da Viviana Scarinci: al termine sarà pubblicato un ebook dei migliori testi sul nostro sito a cura dell’Associazione Culturale Libellula. Corso attivato: inizio sabato 7 novembre ore 10,30
Laboratori di decoro su legno e piccolo restauro (tecniche di découpage, cracklé, decapè, shabby chic): al termine del corso sarà organizzata una mostra/mercatino dei pezzi prodotti. Attività a cura di Dargo restauri, ebanistica e arte del riuso

Da noi trovi anche la consulenza di notaio, avvocato, psicoterapeuta, naturopata e fisioterapistaessere socio e vivere Libellula ti costa 20 euro l’anno, è facilissimo e ancora non sai quanto ti potrebbe essere utile!

Poesia e musica sabato 22 agosto a partire dalle 19 e 45 al TEMPIETTO

Tra gli appuntamenti di agosto ’15 sabato 22 agosto

presso il Teatro di Marcello

Viviana Scarinci con Tommaso Putignano e l’Associazione Culturale IL TEMPIETTO

Concerti del Tempietto

FESTIVAL MUSICALE DELLE NAZIONI NOTTI ROMANE AL TEATRO DI MARCELLO

Via del Teatro di Marcello, 44 –

Roma ore 19.45 – POETI E POESIA AI CONCERTI DEL TEMPIETTO: Viviana Scarinci e Tommaso Putignano

ore 20.30 – La Scuola Superiore di Marcella Crudeli LISZT: LA LUGUBRE GONDOLA, NUAGES GRIS & BALLATA N. 2 CHOPIN: BALLATA N. 3 OP. 47 & SONATA OP. 35 Marek Szlezer (pianoforte)

info e biglietti Via Nomentana, 857 – 00137 – Roma tel. 06 456 15 180 / 348 780 43 14 fax 06 233 226 360 e-mail: tempietto@tiscali.it sito Internet http://www.tempietto.it/

22 agosto

Su La favola di Lilith

Lunedì 29 giugno  su Poesia2.0 Loredana Magazzeni parla de La favola di Lilith “ La favola di Lilith, edita da ARK Records, con testo inglese a fronte, nella traduzione di Natalia Nebel, presentata nel 2014 in anteprima europea occasione del festival internazionale musicale di Lipsia, è un poema musicale in versi, su testi di Viviana Scarinci e musiche del compositore Edo Notarloberti. Il poema, che riprende e dà voce a nuclei tematici forti già presenti nella poesia di Viviana, come il rapporto col femminile, la conoscenza di sé e il tempo, si presenta nutrito di un “sentire tattile”, come scrive Giorgio Bonacini in margine a Piccole estensioni, raccolta vincitrice del premio Montano 2014.(…)” L’articolo può essere letto interamente qui.

La favola di Lilith è un’opera musicale suddivisa in due atti nata nell’ambito del Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo. Il progetto è diventato un libro, un CD e un concerto grazie alle molte professionalità d’eccezione coinvolte e soprattutto grazie alla collaborazione che si è istaurata tra il Fondo Librario di Poesia e Rossana Rossi responsabile dell’etichetta discografica ARK Records che ha prodotto l’opera. Qui la pagina che Luigia Sorrentino ha dedicato a La favola di Lilith sul blog di RaiNews Poesia

La scrittura delle donne sabato 27 giugno resoconto e galleria fotografica

di Viviana Scarinci

SABATO 27 GIUGNO ALLE 17,00 ha avuto luogo a Morlupo il secondo importante appuntamento del progetto Morlupo Città della Poesia 2015: LA SCRITTURA DELLE DONNE. Dopo il riconoscimento del premio alla carriera a Jolanda Insana, avvenuto il mese scorso e l’indimenticabile reading della poetessa come evento di apertura della nostra manifestazione, sabato 27 giugno si è trattato di un incontro dedicato alla scrittura femminile in cui ci siamo prefissate di sondare la creatività delle donne nel suo aspetto sia psicologico che di produzione, traduzione e diffusione di saperi differenti. Tre professioniste del settore hanno raccontato il pensiero, la scrittura, l’editing, la traduzione, il progetto grafico e il libro come filiera creativa attraverso le buone pratiche femminili, ma hanno parlato anche di editoria e associazionismo declinato al femminile: Marta Paniccia psicoterapeuta familiare che collabora con il Centro Libellula, Hanna Suni, HAMEDesign e traduttrice, anello di congiunzione tra l’attività editoriale del L’Iguana editrice e quella volta all’associazionismo del Centro Libellula e Viviana Scarinci scrittrice e promotrice del Fondo Librario di Poesia di Morlupo. La manifestazione si è aperta con i saluti del Sindaco Marco Commissari e agli interventi delle relatrici è seguito il reading: la prima parte riservata ai libri dall’Iguana editrice per voce del Circolo dei lettori di poesia di Morlupo, la seconda parte, riservata a letture scelte dai soci dell’Associazione Libellula. L’incontro si è concluso con i saluti di Riccardo Duranti presente nella duplice veste di editore di poesia, traduttore e inoltre rappresentate di STRADE, Strade – sindacato traduttori editoriali  Il prossimo evento della manifestazione Morlupo Città della Poesia è previsto a Palazzetto Borghese sabato 25 luglio alle 17,00 Ottavia Fusco legge La morte del padre di Alice Ceresa. All’Arpa Ornella Bartolozzi INGRESSO LIBERO.

LIBELLULA NEWS APRILE 2015

CAM00214 (600x800)

Sabato 11 alle 17: SECONDO APPUNTAMENTO MODUS VIVENDI, cultura della salute 2015, a cura di Lisa Micheletti, fisioterapista specializzata in rieducazione posturale Mézières, “La postura ci parla di noi: in dialogo con se stessi attraverso il corpo”

Creata nel 1947 da Françoise Mézières, questa tecnica rivoluzionò le concezioni tradizionali della ginnastica medica. Tutt’oggi si distingue dalla chinesiterapia classica per un approccio differente alla persona e alla malattia: i mezieristi si rifiutano di considerare l’essere umano come una macchina che si ripara pezzo per pezzo, ma lo esaminano nella sua globalità e lo curano collegando i sintomi alle cause. Il calendario di tutti gli incontri https://centrolibellulamorlupo.com/modus-vivendi-2015/

Lunedì 13 aprile alle 18: ASPETTANDO JOLANDA INSANA incontro del circolo dei lettori di poesia aperto al pubblico

Continua a leggere

LIBELLULA NEWS MARZO

tutti appuntamenti di marzo

tutti appuntamenti di marzo

Sabato 7 alle 17 Improvvisazione nella musica e nella poesia, un incontro con Giovanni Palombo a cura di Viviana Scarinci … e presentazione del libro Improvvisazione Fingerstyle (Fingerpicking.net/Curci). Nella musica, nella poesia, e in altre arti e forme di pensiero, l’improvvisazione è un culmine e una sintesi di conoscenza, legata all’approfondimento della percezione. Continua a leggere sul sito

*

Sabato 14 alle 17  Primo incontro Modus Vivendi, cultura della salute 2015: a cura di Giovanna Paoletti, naturopata La connessione Mente Corpo in Medicina secondo le 5 leggi biologiche

scoperte dal Dottor Hamer Gli altri incontri  del ciclo … Continua a leggere

Una poesia dal Fondo: Hilde Domin

di Viviana Scarinci

Hilde Domin

Hilde Domin

Lettere su un altro continente

Lettere su un altro continente

Hilde Domin, classe 1909, è tra quei poeti che hanno vissuto direttamente le conseguenze del nazismo sulle loro vite. Ma più che la bufera che imperversava in Europa in quegli anni su ebrei, minoranze etniche e oppositori al regime, Domin sosteneva che fosse stata sopratutto la poesia a entrare inaspettatamente nella sua vicenda personale come una seconda vita o come dovrebbe fare l’amore, del tutto inaspettatamente e senza invito. E’ una seconda vita quella che l’avvento della poesia impone secondo Domin, non sul piano metaforico ma bensì su quello temporale. Quindi la poesia può arrivare a dividere la vita in due parti anzi in due vite separate e differenti, quella della donna di prima e quella della seconda donna. Per quel che la riguarda lo spartiacque, la stessa Domin lo individuerà nella morte della madre avvenuta quando si trovarono, madre, figlia e il marito di lei, da esuli nella Repubblica Dominicana per un periodo di quattordici anni. Il tema nella poesia qui proposta è la distanza che fa dell’elementare inconciliabilità – tra fisica delle mani che si muovono in una stanza e metafisica dell’occasionalità di un sogno – una sorta di paradigma domestico che sfuma oltre la casa e la stanza in cui le mani sono impegnate in un’evidenza che potrebbe significare tutt’altro. Si ha come l’impressione che l’autrice confessi in questa poesia di vivere di una visione dimezzata la cui parzialità la rende una presenza integra a chi la guarda ma allo stesso tempo inconoscibile a se stessa. Impossibile sapere di sé se non attraverso l’occhio dell’altro che può a sua volta essere guardato ma solo da lontano e non oltre l’inconoscibilità del suo profilo Continua a leggere

Libri nati qui … Amami su Perigeion

Grazie di cuore a Perigeion e Massimiliano Damaggio per aver dedicato questo spazio a “Amami per rendermi forte” https://perigeion.wordpress.com/2015/02/06/aino-suhola-i-verbali-della-rimozione/comment-page-1/. Il libro di poesia di Aino Suhola, tradotto da Hanna Suni e edito da L’Iguana Editrice costituisce per Libellula FL Poesia Morlupo una scommessa dall’esito felicissimo. Tradurre curare e grazie a Chiara Turozzi, pubblicare nel nostro piccolo ambito un libro di così grande valore (Aino Suhola ha ricevuto nel mese di dicembre 2014 dal Presidente della Finlandia il massimo riconoscimento culturale del suo paese) è stato davvero la conferma che niente è impossibile!

locandina pro finlandia

sabato 7 febbraio alle 16,00 presentiamo ELENA FERRANTE ebook presso Writers # 2

DOPPIOZERO PRESENTA

Sabato 7 Febbraio alle ore 16 in Galleria
Elena Ferrante (collana starter, doppiozero scaricabile al costo di 3 euro  http://www.doppiozero.com/libro/elena-ferrante).
Interviene l’autrice Viviana Scarinci, con Luigi Grazioli.

Domenica 8 febbraio alle ore 18 in Galleria
Negli immediati dintorni. Guida letteraria al Canton Ticino e Milano
Intervengono Marco Belpoliti, Luigi Grazioli, Matteo Campagnoli e Alberto Saibene.

Writers

Writers Festival

7/8 febbraio 2015

Frigoriferi Milanesi – Via G.B. Piranesi, 10 20137 Milano

info@writersfestival.it

Tel: +39 02 73 981

Materiali dalla presentazione di ELENA FERRANTE ebook di sabato 31 gennaio

di Maurizio Lancellotti con un’intervista a Viviana Scarinci sulla figura autoriale di Elena Ferrante

Elena Ferrante copertinaViviana Scarinci studia da anni in generale quella che un tempo veniva definita la questione femminile con tutti i suoi addentellati storici, sociologici, filosofici, poetici, ed il pensiero e le opere di autrici di letteratura e di poesia e in particolare la scrittura di Elena Ferrante. A tale riguardo Scarinci è autrice del primo serio e articolato studio su questa scrittrice, sotto la forma di un ebook edito da Doppiozero, intitolato appunto Elena Ferrante. Partiamo da un dato di fatto. Ogni anno la rivista americana Foreign Policy stila una lista delle personalità dalle idee più importanti e rivoluzionarie per la collettività. Due gli italiani menzionati fra i cento personaggi più influenti: il premier Matteo Renzi, grazie al quale, testuali parole, “si è rotta la politica del bunga-bunga”, il più giovane presidente della storia italiana e l’innovatore che potrebbe “portarci fuori dalla più grave crisi economica dal 1930” e la scrittrice Elena Ferrante, perché “scrive storie anonime e oneste”, nonostante si tratti di uno pseudonimo, perché “Lei o lui non è mai apparsa in pubblico”.

Continua a leggere

SABATO 31 gennaio alle ore 17,00 in anteprima ELENA FERRANTE ebook

locandina ferrante morlupo (554x542)

ELENA FERRANTE
di Viviana Scarinci
DOPPIOZERO books
http://www.doppiozero.com/materiali/ebook/viviana-scarinci-elena-ferrante
sarà presentato

SABATO 31 gennaio alle ore 17,00 con Maurizio Lancellotti presso il Fondo Librario di poesia di Morlupo RM

Nel 2014 in pochi mesi i libri di Elena Ferrante conquistano un vastissimo consenso internazionale. E soprattutto vendono in tutto il mondo, senza che nessuno abbia mai visto Elena Ferrante o sappia chi sia. Come è stato possibile tutto questo?
Maurizio Lancellotti e Viviana Scarinci il 31 gennaio alle 17,00 dialogheranno presso il Centro Libellula sulla scrittrice che in poco più di un ventennio ha reso finalmente riconoscibile un’Italia al femminile nient’affatto risaputa.
Il libro sarà presentato la settimana successiva da Luigi Grazioli e Viviana Scarinci il 7 febbraio alle 16,00 a Milano nell’ambito della rassegna Writers#2 festival, gli scrittori si raccontano http://www.writersfestival.it/programma/

Libri nati qui: Elena Ferrante, ebook

Elena Ferrante copertina

saggistica, Starter, anno: 2014
isbn: 9788897685425
prezzo: €3,00
Categoria: Arte

Copia elettronica: PDF e ePub acquisto diretto qui


Chi è Elena Ferrante? Una donna? Un uomo? Un gruppo di scrittori che da oltre un ventennio pubblicano a turno, o collaborando insieme , con questo pseudonimo? O una scrittrice capace di rovesciare come un guanto i propri temi per renderli attualissimi, nel metodo e nel merito?

Scomparse e tentativi di cancellazione di tutta un’esistenza, isolamenti micidiali, madri e figlie tormentate, genialità proprie e delle amiche, sororanze deleterie e ambivalenti: materia ferrantiana, segni persistenti con cui l’autrice rende riconoscibile un’Italia al femminile nient’affatto risaputa, che dagli anni Cinquanta arriva ai giorni nostri con tutte le contraddizioni del caso.

Un caso non solo letterario che da italiano è ora diventato internazionale.


“Quando chi scrive ha al suo attivo libri come quelli che hanno preceduto L’amica geniale, l’autofiction di un’autrice inesistente, può agevolmente diventare una vera e propria rivelazione rispetto all’esistenza di zone ipotetiche di pensiero che si inseriscono a vario titolo in episodi largamente noti della storia più recente del nostro paese. La narratrice potrebbe avere con ciò l’intenzione di avvalorare svolte, traguardi e fallimenti privati iscritti nella contemporaneità, e così largamente individuabili nell’esperienza di chiunque, da creare una subitanea identificazione in chi legge. (…) È come se per essere goduta oggi, Ferrante affidasse la sua narrazione a quella sospensione dell’incredulità che governa non più la letteratura ma la vita quotidiana.”


 

Doppiozero presenta la prima monografia sull’opera di Elena Ferrante, scritta in modo insieme leggibilissimo e approfondito da Viviana Scarinci. Gli starter di Doppiozero sono brevi ritratti critici, puntuali e godibili, assolutamente non accademici.

qualcosa su Verona

Il momento della premiazione, l’esecuzione del Maestro Francesco Bellomi su Piccole estensioni

*

Il concerto dei Motocontrario ensemble su i testi dei vincitori

*

Radio Popolare Verona, martedì 18 novembre, A Righe Quasi Nascoste, Chiara Turozzi anima dell’Iguana: Chiara racconta tutto della comunità editoriale l’Iguana, parla del compleanno iguanesco presso la libreria Libre festeggiato insieme venerdì 14, di Amami per rendermi forte e del futuro … naturalmente.

 Il podcast http://www.radiopopolareverona.com/old/?q=content%2Fliguana-e-chiara-turozzi

7 settembre con Parinama

10406709_10203544756212896_5338802114401059244_nDomenica 7 settembre alle 14,30 Storia di tutte le storie reading (voce e chitarra acustica) un racconto inedito di Viviana Scarinci – musiche originali di Giovanni Palombo. Il reading si terrà a Morlupo RM all’interno della Chiesa del monastero francescano di Santa Maria Seconda (Via Fra’ Carlo da Sezze). A carattere puramente benefico, il reading ha luogo dell’ambito della manifestazione Seconda Giornata del Benessere, Luce & Ombra organizzata dall’Associazione Parinama. Il ricavato verrà devoluto in beneficienza alle famiglie in difficoltà della Parrocchia dei Padri Teatini di Morlupo. Informazioni e iscrizioni: associazioneparinama@libero.it

Lo straordinario esordio de La Favola di Lilith

10408007_767486696605705_6418763863223640172_n

Grazie di cuore da parte del Fondo Librario di Poesia contemporanea di Morlupo al Comune di San Giorgio a Cremano al vicesindaco e a Michele Ferrante dell’Associazione Progetto San Giorgio. Un grazie speciale va anche a tutte le persone legate all’organizzazione del concerto. Non si poteva immaginare una prima de “La Favola di Lilith” in un luogo più bello di Villa Bruno e con un’organizzazione più accurata e sensibile. Infine ma più importante in assoluto il ringraziamento va a Rossana Rossi dell’etichetta discografica ARK records che ha consentito a un’idea di Edo Notarloberti e Viviana Scarinci di diventare un disco, e grazie ai musicisti (Martina Mollo, Leonardo Massa, Caterina Bianco, Angela Musco, Irene Vanacore) di diventare lo straordinario concerto che ha avuto luogo sabato 24 maggio presso la Biblioteca di Villa Bruno.

Siti che ci hanno condiviso:

http://www.societadelleletterate.it/2014/04/la-favola-di-lilith/

http://www.noidonne.org/blog.php?ID=05422%5B/embed
http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=45146
http://www.laprovinciaonline.info/anteprima-nazionale-opera-favola-lilith-villa-bruno/
http://www.bottegadellearti.info/napoli/favola-lilith-viviana-scarinci-edo-notarloberti-biblioteca-villa-bruno-san-giorgio-cremano-na/
http://www.mydreams.it/scheda-tempo-libero/item/4034-la-favola-di-lilith
http://eventfinder.me/it/Evento/293833160775514/la-favola-di-lilith-di-viviana-scarinci-e-edo-notarloberti
http://www.e-cremano.it/cda/detail.jsp?otype=100024&id=102891
http://www.lospeaker.it/lilith-la-donna/
http://article.wn.com/view/2014/05/25/Domani_il_villa_Bruno_l_anteprima_nazionale_dell_opera_La_fa/
http://www.todaynewspress.it/in-villa-bruno-lanteprima-nazionale-dellopera-la-favola-di-lilith/
http://notizie3.it/notizie/comunicato-stampa-lilith-a-san-giorgio
http://www.argacampania.it/articolo2.asp?id=9706

con L’Iguana in vetrina!

tutte

Sono arrivate al Centro Libellula le Iguane nuovissimo formato

 

"Quando un libro di poe­sie ha la potenza di diven­tare pro­getto etico e sociale, signi­fica che ciò che è stato messo in cir­colo è altret­tanto potente. È que­sto che è suc­cesso intorno alla prima tra­du­zione ita­liana del libro di Aino Suhola, poeta e figura di spicco della cul­tura finlandese. (...) Il rea­li­smo asciutto di Aino Suhola, donna polie­drica e dagli inte­ressi ver­sa­tili, ha con­qui­stato migliaia di let­tori e let­trici e non è dif­fi­cile imma­gi­narne la ragione. I temi toc­cati in Amami per ren­dermi forte con­fer­mano infatti l’enorme risorsa insita nella lin­gua poe­tica quando, libera da orpelli e lezio­sità, punta dritta all’osso. Non per fare appa­rire ciò che ci cir­conda più scarno di quel che è, al con­tra­rio per sot­to­li­nearne la forza poli­tica ed etica della nomi­na­zione. Suhola si immerge nelle trame del dolore sociale con una par­te­ci­pa­zione secca, decisa e affatto pietistica"

“Quando un libro di poe­sie ha la potenza di diven­tare pro­getto etico e sociale, signi­fica che ciò che è stato messo in cir­colo è altret­tanto potente. È que­sto che è suc­cesso intorno alla prima tra­du­zione ita­liana del libro di Aino Suhola, poeta e figura di spicco della cul­tura finlandese. (…) Il rea­li­smo asciutto di Aino Suhola, donna polie­drica e dagli inte­ressi ver­sa­tili, ha con­qui­stato migliaia di let­tori e let­trici e non è dif­fi­cile imma­gi­narne la ragione. I temi toc­cati in Amami per ren­dermi forte con­fer­mano infatti l’enorme risorsa insita nella lin­gua poe­tica quando, libera da orpelli e lezio­sità, punta dritta all’osso. Non per fare appa­rire ciò che ci cir­conda più scarno di quel che è, al con­tra­rio per sot­to­li­nearne la forza poli­tica ed etica della nomi­na­zione. Suhola si immerge nelle trame del dolore sociale con una par­te­ci­pa­zione secca, decisa e affatto pietistica”

Luce Irigaray, Hanna Arendt, Jane Austen, Charlotte Bronte, Rosi Braidotti, Virgina Woolf, Maria Zambrano, Judith Butler, Adriana Cavarero, Teresa D’Avila, Elena Ferrante, Anna Maria Ortese, Julia Kristeva, Sylvia Plath, Luisa Muraro, Carla Lonzi … e molte altre … questa storia speciale impone, categorica e chiara, di fare proprio come le sue eroine. Spalancare le finestre per una boccata d’aria, liberare una leggerezza arguta, formulare segreti felici e sciagurati, affannarsi intorno ai buchi del linguaggio, individuare espressioni inedite per individuare cose consuete e cose sorprendenti, cavalcare l’onda perfetta per surfare alla grande, farsi beffa delle regole del gioco. E dare vita a un ordine differente.

Luce Irigaray, Hanna Arendt, Jane Austen, Charlotte Bronte, Rosi Braidotti, Virgina Woolf, Maria Zambrano, Judith Butler, Adriana Cavarero, Teresa D’Avila, Elena Ferrante, Anna Maria Ortese, Julia Kristeva, Sylvia Plath, Luisa Muraro, Carla Lonzi … e molte altre … questa storia speciale impone, categorica e chiara, di fare proprio come le sue eroine. Spalancare le finestre per una boccata d’aria, liberare una leggerezza arguta, formulare segreti felici e sciagurati, affannarsi intorno ai buchi del linguaggio, individuare espressioni inedite per individuare cose consuete e cose sorprendenti, cavalcare l’onda perfetta per surfare alla grande, farsi beffa delle regole del gioco. E dare vita a un ordine differente.

"A che serve negarlo? Io e voi corriamo tutti a perdifiato uno dietro l’altro, ignorandoci bellamente, senza imparare un granché che dagli errori e dalle cantonate clamorose. Perché non facciamo che correre e, qualche volta, fermarci. Allora guardiamo a terra e scuotiamo la testa, e lo faremo fino a quando non avremo trovato il punto in cui è indicata l’esatta distanza, che sarà come sempre: né troppo vicino né troppo lontano."

“A che serve negarlo? Io e voi corriamo tutti a perdifiato uno dietro l’altro, ignorandoci bellamente, senza imparare un granché che dagli errori e dalle cantonate clamorose. Perché non facciamo che correre e, qualche volta, fermarci. Allora guardiamo a terra e scuotiamo la testa, e lo faremo fino a quando non avremo trovato il punto in cui è indicata l’esatta distanza, che sarà come sempre: né troppo vicino né troppo lontano.”

“Bisogna sempre provare a pensare quello che non si è ancora pensato”, mettere al mondo una novità, produrre un cambiamento inatteso. Perché il proposito delle Madres de Plaza de Mayo non si risolveva semplicemente determinando una presenza scomoda per il piano dittatoriale. Esaltare la vita mentre tutti parlavano di morte e mettere in gioco la maternità: questo sì, apriva un nuovo orizzonte simbolico in cui la perdita, il vuoto, non veniva elaborato ma, imprevedibilmente, convertito nello spazio accogliente di un agire radicalmente trasformativo. E proprio qui, varcato il confine tra quotidianità e politica, accadeva l’imprevisto.

“Bisogna sempre provare a pensare quello che non si è ancora pensato”, mettere al mondo una novità, produrre un cambiamento inatteso. Perché il proposito delle Madres de Plaza de Mayo non si risolveva semplicemente determinando una presenza scomoda per il piano dittatoriale. Esaltare la vita mentre tutti parlavano di morte e mettere in gioco la maternità: questo sì, apriva un nuovo orizzonte simbolico in cui la perdita, il vuoto, non veniva elaborato ma, imprevedibilmente, convertito nello spazio accogliente di un agire radicalmente trasformativo. E proprio qui, varcato il confine tra quotidianità e politica, accadeva l’imprevisto.

24 maggio Biblioteca di Villa Bruno ore 18,30

lilith

Il progetto Lilith da cui è nato il CD La Favola di Lilith ha origine da un’idea di Edo Notarloberti e Viviana Scarinci. L’organizzazione ha avuto inizio circa due anni fa e ha coinvolto per la produzione Rossana Rossi, responsabile dell’etichetta discografica ARK Records e per la presentazione al pubblico italiano coinvolge ora l’Associazione Culturale Progetto San Giorgio e il Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo RM.

Il 24 maggio alle ore 18,30 presso la Biblioteca di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano NA sarà infatti presentata in anteprima nazionale a cura dell’Associazione Progetto San Giorgio La Favola di Lilith con testi scritti e recitati da Viviana Scarinci e musiche composte e dirette da Edo Notarloberti.

L’opera, due atti per quartetto d’archi, pianoforte e voce recitante è incentrata sulla figura di Lilith, la prima compagna di Adamo secondo la tradizione ebraica e sia dal punto dal vista testuale che musicale non è una rielaborazione meramente narrativa della figura di un demone femminile. Il primo atto attraverso una sorprendente e variegata sinergia tra testo e musica descrive simbolicamente il ritorno di Lilith dalla regione vita/morte del mito. Il secondo atto inizia con un monologo in cui le musiche acquistano una dimensione ancora più intensa, per raccontare il momento in cui Lilith si rivolge a Dio (di cui secondo una credenza dell’ebraismo è stata amante) e prosegue con un dialogo tra Lilith e Er, il personaggio del mito platonico cui è stato concesso di andare e tornare dalla morte. In questo secondo atto Er per il motivo di conoscere vita e morte assurge a essere l’uomo vedente per antonomasia, pur non avendo compiuto la sua umanità morendo.

Il Fondo Librario di Poesia di Morlupo RM, raccolto dall’Associazione Culturale Libellula e patrocinato da Biblioteche di Roma è stato già promotore nel dicembre 2013 del progetto Amami per rendermi forte, con la curatela del libro di poesie di Aino Suhola edito dall’Iguana Editrice. Con La favola di Lilith il FL si conferma ancora una volta nell’impegno alla divulgativa indipendente della poesia, della musica e dell’arte in genere intendendoli strumenti privilegiati nello scambio e nella fruizione delle esperienze umane e creative.

L’associazione PROGETTO SAN GIORGIO
in collaborazione con il FONDO LIBRARIO DI POESIA CONTEMPORANEA DI MORLUPO
presenta

anteprima nazionale

dell’opera musicale
LA FAVOLA DI LILITH

due atti di

viviana scarinci e edo notarloberti

diretto da EDO NOTARLOBERTI
interpretato da VIVIANA SCARINCI
violino CATERINA BIANCO
violino IRENE VANACORE
viola ANGELA MUSCO
violoncello LEONARDO MASSA
pianoforte MARTINA MOLLO

evento facebook:

https://www.facebook.com/events/293833160775514/

INGRESSO LIBERO
fino ad esaurimento posti

sabato 24 maggio 2014
c/o la Biblioteca di VILLA BRUNO
via Cavalli di Bronzo
San Giorgio a Cremano (NA)

Lunedì 5 maggio ore 18,00: L’albero di Diana, un incontro su Alejandra Pizarnik

pizarnik

Un giorno, forse, troveremo rifugio nella realtà vera. Intanto, posso dire fine a che punto sono in disaccordo? a. p.

Lunedì 5 maggio, per il circolo dei lettori di poesia alle ore 18,00: L’albero di Diana, un incontro su Alejandra Pizarnik a cura di Viviana Scarinci.  Centro Libellula, via San Michele 8, Morlupo RM

info c.libellula.m@gmail.com

su Pizarnik in questo sito vedi pure “Voluttuosità inaggettivale”

Gli anni tra i 60 e il 70 del novecento hanno significato grandi sommovimenti sociali, politici e culturali. Le vite di poeti come Alejandra Pizarnik le cui opere spesso costituiscono un binomio ameno tra azione e riflessione, possano essere utili al fine di analizzare anche il momento storico e culturale in cui sono state scritte e possono inoltre costituire un ponte significativo tra le generazioni di allora e quelle presenti. A questo proposito viene qui proposto il documentario Memoria iluminada un’opera dal linguaggio cinematografico estremamente eloquente e una testimonianza importante su Alejandra Pizarnik che va oltre la biografia mirando a far comprendere insieme al poeta il nucleo creativo umano inserito nel contesto storico in cui visse. Così, diari personali, lettere, poesie, la storia della sua famiglia e gli amici, sono anche lo strumento principale per rintracciare quel percorso misterioso che dalla poesia ha portato Pizarnik all’autodistruzione. Oggi, dopo la sua morte e dopo essere stata censurata dalla dittatura del suo paese, Alejandra Pizarnik è stata riscoperta dalle nuove generazioni, diventando il poeta più letto in Argentina. Eminente rappresentante del surrealismo poetico nacque a Buenos Aires il 29 aprile 1936. Battezzata con il nome di Flora Pizarnik, era la figlia di Elías Pizarnik e Rejzla Bromiker , entrambi immigrati ebrei russi che erano impegnati nel commercio di gioielli. Crebbe in un sobborgo di Avellaneda con l’unica sorella Myriam, maggiore di lei. Nel 1954, dopo il liceo, si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Buenos Aires fino al 1957, frequentando corsi di letteratura, giornalismo e filosofia, ma senza terminare gli studi. Parallelamente prese lezioni di pittura con Juan Batlle Planas. Fortemente influenzata da Antonio Porchia, dai simbolisti francesi, soprattutto Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé tra il 1960 e il 1964, Pizarnik visse a Parigi dove lavorò per la rivista “Journal” e per alcuni editori francesi. In quegli anni sue poesie e recensioni furono pubblicate in diversi giornali. Studiò religione e letteratura francese alla Sorbona, strinse amicizia con Julio Cortázar, Rosa Chacel e Octavio Paz, a quest’ultimo si deve il prologo de L’albero di Diana, la quarta raccolta di poesie uscita nel 1962, che già rifletteva pienamente la maturità del poeta Pizarnik. Tornata a Buenos Aires nel 1964, pubblicò le sue più importanti raccolte di poesia. Nel 1969 ricevette la borsa di studio Guggenheim, che le permise un viaggio a New York. Il 25 settembre 1972, all’età di 36 anni, si suicidò ingerendo 50 pillole di Seconal durante un fine settimana di permesso dall’ospedale psichiatrico di Buenos Aires, dove era stata ricoverata a seguito di una grave depressione che le era già costata ripetuti tentativi di suicidio.

 

Sono tre gli appuntamenti previsti per la prima settimana di febbraio

• Lunedì 3 febbraio alle ore 18 Centro Libellula di Morlupo, il circolo dei lettori di poesia si riunirà sul poeta cileno, Premio Nobel, Pablo Neruda.
• Mercoledì 5 alle ore 18,30 a Roma presso “Fandango incontro” nell’ambito di PWA ConneXion, prima presentazione romana di “Amami per rendermi forte”
• Sabato 8 febbraio alle 18,00 è previsto presso il Centro Libellula di Morlupo il penultimo appuntamento per il ciclo Modus Vivendi “Creatività: come scoprire le nostre risorse interiori attraverso la psicologia” a cura della psicoterapeuta Rita Martani.

sett 3 8 febbraio

Il Circolo dei lettori di poesia si riunisce presso il Centro Libellula di Morlupo lunedì 3 febbraio alle ore 18 in occasione del consueto incontro dedicato alla lettura di un poeta del quale il fondo librario custodisce l’opera. Questo mese l’appuntamento riguarda la poesia d’amore e la passione politica attraverso la lettura dei testi del poeta cileno, Premio Nobel 1971, Pablo Neruda. La scelta di questo mese cade non a caso dopo la presentazione presso il circolo dei lettori della poesia di Lorenzo Calogero, John Keats, Emily Dickinson, Vittorio Reta, Patrizia Vicinelli. Con questo appuntamento si vuole infatti mostrare attraverso le letture di Neruda, un’attitudine poetica profondamente diversa rispetto alle precedenti. Sono previste come sempre anche letture a cura degli intervenuti. INGRESSO LIBERO

Mercoledì 5 alle ore 18,30 a Roma nell’ambito di PWA ConneXion, Fandango incontro (Via dei Prefetti, 22 00186 Roma T: +39 06 97276614 http://www.fandangoincontro.it/) ospita la presentazione di Amami per rendermi forte. Si tratta un libro nato nell’ambito del Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo come progetto interculturale, dalla traduzione e dalla pubblicazione nella versione italiana da L’Iguana Editrice, del best sel¬ler fin¬nico di Aino Suhola. Il libro è una raccolta di poe¬sie che ha avuto il potere di diven¬tare in breve tempo un pro¬getto etico e sociale che ha già visto l’interessamento di importanti enti e associazioni nell’organizzazione di incontri, reading e giornate di studio. Quella di mercoledì 5 febbraio presso Fandango Incontro in collaborazione con PWA Professional Women’s Association di Roma è la prima data romana in cui il libro verrà presentato. L’evento sarà moderato da Michela De Carlo, giornalista, parteciperanno la traduttrice Hanna Suni e la curatrice Viviana Scarinci. Il reading è a cura di Ilaria Parisella (PWA membri e ospiti €10)

Sabato 8 febbraio alle 18,00 è previsto presso il Centro Libellula di Morlupo il penultimo appuntamento per il ciclo Modus Vivendi “Creatività: come scoprire le nostre risorse interiori attraverso la psicologia”. L’incontro a cura di Rita Martani, psicoterapeuta, riguarderà l’importanza dell’arte per il nostro benessere, in tutte le sue forme, sia in qualità di fruitori che di artefici ognuno della propria originale creatività. Il progetto Modus Vivendi è un ciclo di conferenze organizzate e promosse dal Centro Libellula di Morlupo al fine di valorizzare la conoscenza di alcune discipline e materie da cui poter trarre sia un’informazione generale su basi rigorose e accessibili che fornisca spunti per eventuali approfondimenti. INGRESSO LIBERO

il 4 novembre alle 18 c’è la prima riunione del circolo dei lettori di poesia a Morlupo RM

calogero

Lunedì 4 novembre alle 18,00 nell’ambito delle riunioni del Il circolo dei lettori di poesia a cura di Viviana Scarinci, sarà presentata una lettura di poesie di Lorenzo Calogero tratte dal FL di Poesia Contemporanea di Morlupo.

Nell’ambito sono previste letture di testi dei poeti presenti e della poesia preferita degli intervenuti in un incontro dall’interessante valenza interattiva.

Nato a Melicuccà in provincia di Reggio Calabria, Lorenzo Calogero (1910-1961) studiò ingegneria e poi medicina a Napoli, dove conseguì la laurea nel 1937. Esercitò saltuariamente la professione medica fino al 1955, dedicandosi intanto alla filosofia e alla poesia. Tentò in vano di stabilire contatti con il mondo della poesia, trovando solo nel poeta Leonardo Sinisgalli un attento interlocutore. È morto forse suicida, nella sua casa di Melicuccà, nel marzo 1961.

Importanti poeti come Amelia Rosselli, Eugenio Montale dopo la sua morte, lo riconobbero come un esponente di estremo rilievo della poesia italiana del novecento. A partire dal 1962, scoppiò un vero e proprio caso letterario e Calogero venne salutato come un nuovo Rimbaud.

Evento su facebook https://www.facebook.com/events/527381064010614/

Centro Libellula

Via San Michele 8, 00067 Morlupo (RM)Lunedì 4 novrembre alle 18,00 leggiamo insieme Lorenzo Calogero

Tel. 06 98267808, Mob. 333 2045759

c.libellula.m@gmail.com

https://libellulamorlupo.wordpress.com/

_______________________________________________________________________________________________________________________________________

Evento segnalato ad oggi da:

Archivio Maurizio Spatola http://archiviomauriziospatola.wordpress.com/2013/10/29/morlupo-roma-lorenzo-calogero-ricordato-al-centro-libellula/

Lazionauta http://www.lazionauta.it/a-morlupo-le-poesie-di-lorenzo-calogero/?fb_action_ids=10200889059690692&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

OggiRoma http://www.oggiroma.it/eventi/2013/10/29/riunione-del-circolo-lettori-a-morlupo/8030/

AbitareRoma  http://www.abitarearoma.net/reading-dalle-poesie-lorenzo-calogero-morlupo/