Formebrevi: un Premio alla scrittura di ricerca

L’Associazione Culturale Libellula è lieta di segnalare l’apertura delle iscrizioni alla II edizione del Premio Letterario Formebrevi. L’Associazione Culturale Formebrevi è una realtà associativa con la quale collaboriamo strettamente anche in ambito editoriale. Il Premio Formebrevi rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti coloro che credono nella scrittura come strumento di ricerca non astruso ma strettamente connesso a ogni forma di espressione della realtà che ci circonda. Inoltre, come sottolinea Giovanni Duminuco, presidente dell’Associazione Culturale Formebrevi ideatrice e promotrice dell’iniziativa: “Il Premio Letterario, così come tutte le iniziative di Formebrevi, è completamente autofinanziato e non gode di contributi pubblici. Ciò si traduce nel nostro impegno quotidiano affinché si porti avanti una pratica culturale libera e aliena alle logiche di mercato”

Di che si tratta? Il Premio Letterario Formebrevi viene assegnato ad opere di poesia e prosa che si distinguano per la qualità, la peculiarità e la ricerca stilistica. Le opere con le quali si partecipa dovranno essere inedite, in lingua italiana e mai premiate o segnalate in altri concorsi letterari. Il Premio è disciplinato dal presente regolamento e si articola nelle seguenti sezioni:
Sezione A – Poesia. Si partecipa inviando una raccolta inedita di poesie per una lunghezza minima di 250 versi;
Sezione B — Prosa. Si partecipa inviando un’opera inedita in prosa, anche in raccolta, a tema libero, per una lunghezza massima di 200.000 battute (spazi inclusi);
Sezione C — Le forme del dire. Si partecipa inviando una raccolta inedita di “scritture brevi” per una lunghezza massima di 50.000 battute (spazi inclusi). Sono ammesse raccolte di prose brevi e frammenti filosofici. Le opere con le quali si partecipa dovranno presentare uno spiccato senso di ricerca e innovazione letteraria.

Tutte le informazioni e iscrizioni Qui  

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Consigli di lettura tra poesia e fumetto

nlL’Associazione Culturale LAPUTA consiglia Nameless (scritto da Grant Morrison, disegnato da Chris Burnham, e colorato da Nathan Fairbairn) e sottolinea un possibile legame del libro con una poesia bellissima di  Dylan Thomas E LA MORTE NON AVRÀ PIÙ DOMINIO … “E la morte non avrà più dominio. I morti nudi saranno una cosa Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente; Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse, Ai gomiti e ai piedi avranno stelle; Benchè ammattiscano saranno sani di mente, Benchè spofondino in mare risaliranno a galla, Benchè gli amanti si perdano l’amore sarà salvo; E la morte non avrà più dominio” LEGGI TUTTO QUI

Poetarum Silva: Anna Maria Curci su Annina

Annina tragicomica. Ne scrive oggi la curatrice dell’opera Anna Maria Curci su Poetarum Silva ⇒ https://poetarumsilva.com/2017/09/28/viviana-scarinci-annina-tragicomica-2/

“Annina tragicomica. Il nome è fortemente evocativo, in più direzioni, dal significato originario dell’ebraico Hannah, che ha a vedere con la grazia, alla spontanea associazione con Anne, Annette, Nannine, Annie, Nannarelle, (…) Anna Perenna, la sorella di Didone, divenuta divinità proprio nella regione natia dell’autrice, quel Lazio nel quale Marziale, menzionato in quest’opera,collocava un luogo di culto). (…)
Annina tragicomica esplora e invita a esplorare altre modalità di accesso alla conoscenza. Indica subito in un aggettivo, «secondario», il punto di partenza e la meta alternativa. Nell’individuare questo angolo di visuale, Viviana Scarinci da un lato evidenzia espliciti richiami intertestuali in particolare alla sua opera Il significato secondo del bianco…(…)”

 

Annina tragicomica: immagini e suoni

Morlupo, Centro Culturale Libellula, 23 settembre

 


L’Aquila, Palazzo Fibbioni, 21 settembre

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L’Aquila tutte le informazioni sulla prima rassegna di Week End d’Autore a cura di Sonia Ciufettelli, Associazione “Le Muse Ritrovate” : http://www.aqbox.tv/notizie.php?view=10414

La prima giornata della rassegna: http://news-town.it/cultura-e-societa/17476-al-via-week-end-d-autore-,-la-rassegna-dedicata-ai-libri-il-programma-della-prima-giornata.html


 

23 settembre ore 17,00 Annina tragicomica da Libellula!

da Libellula settembre inizia con Annina!

Presentazione

Annina tragicomica

di Viviana Scarinci

Morlupo sabato 23 settembre ore 17,00
Centro Culturale Libellula
Via San Michele, 8

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Anna Maria Curci, curatrice dell’opera, germanista e poetessa
Paola Del Zoppo, ricercatrice, studiosa di letterature e culture comparate
Marta Paniccia, psicoterapeuta sistemico-relazionale, terapeuta familiare

con la partecipazione dell’editore Giovanni Duminuco via Skype


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Con il mese di settembre 2017 si apre un ciclo di presentazioni dedicate a Annina tragicomica l’ultimo libro di Viviana Scarinci, edito dalla casa editrice Formebrevi.

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica.

L’evento di giovedì 21 settembre all’Aquila è incluso nella rassegna il Weekend d’Autore (a cura di Sonia Ciuffetelli) che si terrà dal 21 al 24 settembre a Palazzo Fibbioni, evento che coinvolgerà scrittrici ed autori del panorama nazionale ed europeo in una quattro giorni in cui si alterneranno saggisti, narratori, poeti.

L’evento successivo previsto per sabato 23 settembre presso il Centro Libellula – Fondo Librario di poesia di Morlupo si avvale della presenza di tre specialiste Anna Maria Curci, Paola Del Zoppo e Marta Paniccia che insieme all’autrice contribuiranno a inquadrare i contenuti del libro. In questa occasione parteciperà via Skype anche Giovanni Duminuco, come editore del libro e in rappresentanza della stretta collaborazione che si è instaurata tra l’Associazione Culturale Formebrevi e l’Associazione Culturale Libellula.


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Giacomo Cerrai su Annina Tragicomica

UNA NOTA DI LETTURA DA IMPERFETTA ELLISSE

g“Penso che questa lettura polifunzionale sia dovuta a un certo grado di neutralità della lingua adottata, parlo di neutralità emotiva che non “pilota” necessariamente verso direzioni specifiche, parlo anche della selezione semantica, della voluta ambiguità di un tono talvolta verbalizzante, delle tecniche di disallineamento sintattico o di diacronia, come ad esempio la sospensione delle clausole (chiusure) in certe catene sintattiche, che tende a rivoluzionare l’aspettativa ordinaria di chi legge, e così via. Un effetto anche molto affascinante, come l’osservazione di un frammentato ma continuo pensiero dominante.” http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/902-Viviana-Scarinci-Annina-tragicomica.html


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Annina si oppone alla rinuncia e al soffocamento, alla menzogna travestita con gale e merletti, al trafugare, per distruggerli, i reperti. Sta, imperterrita eppure consapevole del rischio fatale, «molto vicino al bordo», fruga, un po’ Antigone e pur sempre Anna (sorella Anna?) tra «queste alture brulle» e intanto pensa «dovrebbe cercare tra il cocciopesto, i destinatari di questa maledizione». Possiede, la sua ricerca, un fondo e un fondamento prezioso, trascurato da molti: «Fremono gli oggetti spiati, sotto l’universo che li ignora.» e, aggiungo io, se la ridono di qualsiasi catalogazione, ché etichettarli come “versi” o “prosa”. (dalla prefazione, a cura di Anna Maria Curci)

Viviana Scarinci, Annina Tragicomica, Formebrevi 2017

Fondo Librario: INGEBORG BACHMANN

Io con la mia lingua /nuvola intorno a me/a me tetto e dimora/con essa vado attraverso le altre lingue/nuvola sempre più buia/e solo i suoni della pioggia, cupi, radi cadono

INGEBORG BACHMANN e l’atto di nascita della poesia tedesca del dopoguerra. Nota e traduzione di Paolo Chiarini. l’Europa letteraria. Giugno – agosto 1962. Edizione rapporti europei. Pp 79-81

Ingeborg Bachmann (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973) nota anche come Ruth Keller, è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca

Cimeli dal fondo librario di Morlupo RM

Sfoglia Zer0Magazine 2017

Come si è svolto il progetto Zer0Magazine 2017

Si è trattato dell’elaborazione di una pubblicazione aperiodica che è ora edita sia in versione cartacea che digitale. Per la redazione del magazine sono stati coinvolti gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo G. Falcone e P. Borsellino di Morlupo e gli utenti DSM della ASL ROMA4. Il progetto ha avuto inizio con sei laboratori incentrati sia sulla composizione dei testi che sugli aspetti redazionali che una pubblicazione di questo tipo implica.


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Insieme all’Istituto Comprensivo fin dalla progettazione

I laboratori rivolti all’Istituto Comprensivo hanno avuto luogo presso la sede centrale in orario scolastico, nella classe II B il 7 aprile dalle 10 alle 12, l’11 aprile nella classe II A dalle 11 alle 13 e il 12 aprile nella classe II C dalle 8 alle 10. I temi: “Prime nozioni di giornalismo”, “Prime nozioni di ufficio stampa” e “Le parole sono importanti” un’interessante excursus finalizzato a illustrare, attraverso la letteratura contemporanea, il valore fondamentale della parola parlata e scritta. I laboratori rivolti agli utenti del DSM si sono svolti come ogni anno presso il Centro Libellula di Morlupo che in quest’occasione mette a disposizione la sua sede di Via San Michele, 8. Questi hanno avuto luogo il 13 e il 27 aprile, e l’11 maggio e sono stati finalizzati alla composizione dei tre elaborati introdotti nell’ambito di questa pubblicazione dalla dottoressa Rosa D’Acunzio. Inoltre si è tenuto un incontro pubblico di apertura del progetto, il 12 aprile, presso Palazzetto Borghese in cui sono stati illustrati, in collaborazione con il Dirigente Scolastico e la docente collaboratrice Anna Chiara Marianelli, i contenuti e le finalità del progetto. Il progetto ha avuto sua conclusione e il suo compimento sabato 20 maggio nell’ambito della manifestazione Scuola in Piazza organizzata dall’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo. L’obiettivo è stato quindi quello di fare informazione e formazione. In questo senso abbiamo raggiunto il nostro fine: coniugare la diffusione di un contenuto complesso, come quello legato alle idee e alla creatività, a un veicolo che lo consegni in qualche modo alla nostra comunità reale e virtuale.


Direzione e coordinamento a cura di Viviana Scarinci promotrice del Centro Culturale Libellula di Morlupo.

Le parole con le persone dentro

COMUNICATO STAMPA

Zer0Magazine 2017

Le parole con le persone dentro

presentazione della pubblicazione ideata

dall’Associazione Culturale Libellula e edita da Formebrevi 

nell’ambito di Scuola in Piazza

una manifestazione organizzata

dall’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo

Sabato 20 maggio

ore 18 SALA CONFERENZE

Piazza Armando Diaz

Sabato 20 maggio alle 18 avrà luogo la presentazione dell’aperiodico Zer0Magazine 2017 il giornale realizzato dagli studenti dell’IC Falcone e Borsellino e dagli utenti del Servizio DSM ASL Roma4. La pubblicazione in versione cartacea sarà distribuita gratuitamente dall’Associazione Libellula a partire dal 20 maggio. Mentre a partire da martedì 30 maggio potrà essere consultata e scaricata gratuitamente tramite il sito dell’Associazione Culturale Libellula.

Alla presentazione parteciperanno oltre che i referenti dell’amministrazione comunale che hanno curato il progetto (Dott.ssa Erika De Mattia e Dott. Renato De Mattia) e alla dirigenza dell’Istituto Comprensivo (Dottor Roberto Ciminelli e Prof.ssa Anna Chiara Marianelli) che organizza e coordina l’intera giornata, saranno presenti tutti le autrici e gli autori, le operatrici e gli operatori che hanno reso possibile Zer0Magazine. Per nominarne solo alcuni: la co-ideatrice tematica di Zer0Magazine 2017 Dott.ssa Paola Del Zoppo, la Dott.ssa Rosa D’Acunzio Dirigente Psicologa ASL curatrice della sezione di Zer0Magazine dedicata ai laboratori di scrittura rivolti al disagio psichico e la Dott.ssa Marta Paniccia psicoterapeuta e socia coordinatrice dell’Associazione Libellula.

La pubblicazione di zer0Magazine è il coronamento di un lavoro organizzativo importantissimo posto in essere dall’inizio di quest’anno e culminato nei laboratori rivolti all’Istituto Comprensivo. Questi hanno avuto luogo presso la sede centrale in orario scolastico. I temi: “Prime nozioni di giornalismo”, “Prime nozioni di ufficio stampa” e “Le parole sono importanti” un’interessante excursus finalizzato a illustrare, attraverso la letteratura contemporanea, il valore fondamentale della parola parlata e scritta.

I laboratori rivolti agli utenti del DSM si sono svolti come ogni anno presso il Centro Libellula di Morlupo che in quest’occasione mette a disposizione la sua sede di Via San Michele, 8. Questi sono stati finalizzati alla composizione dei tre elaborati introdotti nell’ambito di Zer0Magazine dalla dottoressa Rosa D’Acunzio.

Zer0Mgazine corona un altro momento fondamentale per l’Associazione Libellula cioè quello della prima applicazione dell’intesa sancita con FORMEBREVI progetto editoriale siciliano con la collaborazione del quale l’Associazione Culturale Libellula da quest’anno inizia a tutti gli effetti la sua attività editoriale.

9 maggio 2017: protocollo di intesa con FORMEBREVI

FBDavvero molto lieti di annunciare la ratifica del PROTOCOLLO DI INTESA tra l’Associazione Culturale Libellula e L’Associazione FORMEBREVI avvenuto martedì 9 maggio a Caltanissetta. La nostra intesa con FORMEBREVI si propone di rafforzare la collaborazione oltre che attraverso la produzione editoriale già attivata con Zer0Magazine, anche attraverso la creazione di un gruppo di lavoro che avrà i seguenti obiettivi:

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1. collaborazione alla realizzazione di iniziative di interesse comune, nel rispetto degli scopi statutari di ciascuna associazione, allo scopo di diffondere nel territorio italiano azioni di formazione e sensibilizzazione incentrate sul tema della comunicazione;

2. collaborazione alla realizzazione del progetto zer0magazine, pubblicazione aperiodica nella quale verranno analizzate le nuove forme della comunicazione ed il loro impatto sociale, tenendo conto del mutamento che caratterizza i comportamenti sociali e relazionali, specie nelle giovani generazioni; Zer0magazine è una proposta di dialogo rivolta non soltanto ai giovanissimi nell’ambito della comunicazione;

3. promozione dell’impegno finalizzato alla diffusione della cultura poetica e della ricerca letteraria;

4. impegno comune per l’attuazione di programmi e progetti concordati e patrocinio di iniziative convergenti;

5. presenza nelle iniziative istituzionali promosse da entrambe le associazioni concernenti la promozione della cultura poetica e della ricerca letteraria.

Annina tragicomica al Centro Libellula!

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Collana: Prosa | ISBN: 9788894161922
Pagine: € 11 Euro
Formebrevi Edizioni: formebrevi.it

ORDINI: formebrevi@gmail.com . c.libellula.m@gmail.com
UFFICIO STAMPA 06.98267808/ 333.2045759

Annina dal 9 maggio 2017 vi raggiungerà ovunque!

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica, terzo libro di poesia di Viviana Scarinci autrice tanto poliedrica quanto anticonvenzionale. Nella poesia contenuta in questo suo ultimo libro Scarinci vede una sorta di rivendicazione sui generis “la poesia può rivendicare il diritto di ognuno ad ascoltare parole diverse da quelle che si aspetta”. Anna, in questa tragicommedia che si situa tra prosa e poesia, è l’altra da sé, in ogni caso un’identità femminile “in febbrile attesa di tutte le parole che non sono state ancora pensate” per definirla. “Parole che vengono dal basso, dall’esperienza che di primo acchito è sempre muta, piuttosto che dall’alto, di uno scopo o da un sapere che sa già il fatto suo perché codificato in modo ineludibile» scrive Scarinci nella postfazione.
Come afferma Anna Maria Curci nell’introduzione a questo libro: “Annina si oppone alla rinuncia e al soffocamento, alla menzogna travestita con gale e merletti, al trafugare, per distruggerli, i reperti. Sta, imperterrita eppure consapevole del rischio fatale, «molto vicino al bordo», fruga, un po’ Antigone e pur sempre Anna (sorella Anna?) tra «queste alture brulle» e intanto pensa «dovrebbe cercare tra il cocciopesto, i destinatari di questa maledizione». Possiede, la sua ricerca, un fondo e un fondamento prezioso, trascurato da molti: «Fremono gli oggetti spiati, sotto l’universo che li ignora.» e, aggiungo io, se la ridono di qualsiasi catalogazione, ché etichettarli come “versi” o “prosa”, come argomenta Viviana Scarinci nella sua Postfazione, è anch’essa manovra fuorviante”. Quelli di Scarinci sono versi che denunciando il loro continuo legame con la prosa e con la componente saggistica che ha sempre contraddistinto la scrittura di questa autrice, raccontano da capo più di una vecchia storia ma cercando parole nuove per dirla.

L’autrice

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Viviana Scarinci (1973) Vince nel 1995 il Premio Grinzane Cavour, per la sezione Scrivere i Colori. È due volte vincitrice del Premio Lorenzo Montano (nel 2014 sez. raccolta inedita e nel 2016 sez. una poesia inedita). È autrice di poesia con La favola di Lilith (ARK Records, 2013) e Piccole estensioni (Anterem, 2014). Curatrice de L’isola di Kesselring (Apeiron, 2002) e dell’edizione italiana di Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte di Aino Suhola (Iguana Editrice, 2013). Per la saggistica è autrice di un ebook monografico su Elena Ferrante (Doppiozero, 2014). Suoi testi sono presenti in numerose antologie. Ha scritto tra gli altri per Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Leggendaria, Doppiozero, Il Segnale, L’Ulisse. Si occupa del fondo librario di poesia di Morlupo. E’ co-redattrice di Formebrevi Edizioni. Gestisce il Centro Culturale Libellula.


Critica e recensioni

«A questa scrittura, senza dubbio, non è estraneo il carattere enigmatico, ma simile aspetto, lungi dal costituire una sorta di misteriosa dimensione esterna, quasi aggiunta, è il cardine attorno al quale ruota un vivido divenire linguistico che, non rifiutando del tutto il nesso logico, considera tale nesso una semplice possibilità del dire.»
Marco Furia su Amanda fiore o tartaruga

«Ma la consapevolezza di pensare una parola vivente, una voce esistenziale, si trova
proprio lì dove sembra concludersi la prospettiva dispersa di un sapere. Invece, così
ingarbugliato in ciò che si è (salda alla luce che orizzonta) o si vorrebbe essere (un segno che fermi la terra), un’oscillazione continua mantiene paradossalmente l’equilibrio e a ogni sbando rimanda a un’instabilità costante fra resistere e restare, in una situazione che è luogo di necessità e volontà»
Giorgio Bonacini su Piccole estensioni

«Come insegna Ida Travi, in Poetica del basso continuo, poeta che accosto a questo esito poetico di Viviana Scarinci, scrivere poesia oggi è cercare un varco continuo, non una verità ma una delle verità possibili fra noi e “lo spiazzo millenario nel quale irrompono le civiltà che forse dormono”.
Loredana Magazzeni su La favola di Lilith

La copertina

La copertina di Annina tragicomica è di Klaudia Ka. Nata nel 1984 a Varsavia, dove vive e lavora,  oltre alla pittura, si occupa anche di graphic designer. I suoi quadri si trovano in collezioni private in Polonia, Regno Unito, Belgio, Germania, Italia, Macedonia, Canada e Stati Uniti. Il suo sito web è: http://klaudiaka.art.pl

Editoria: il nostro accordo con FORMEBREVI

di Viviana Scarinci

formebrevi-edizioni-libri-3Sono lieta di comunicare che sulla base di un accordo di collaborazione sancito di recente con Formebrevi Edizioni, entro a far parte di questa realtà editoriale con il ruolo di co-redattrice. La collaborazione già definita tra Formebrevi e il Fondo Librario di Morlupo, che si esprimerà attraverso diverse forme di produzione editoriale dedicata, si allarga quindi fino a comprendere un mio contributo professionale più ampio. Davvero lieta di intraprendere un nuovo percorso nella microeditoria in cui sento di potere riconoscere sia il mio orientamento etico che la mia personale ricerca nell’ambito della scrittura.


Piccolo manifesto di FORMEBREVI edizioni 

Crediamo nella cultura libera da vincoli, nella libera circolazione delle idee; crediamo nelle contaminazioni, nel dialogo e nell’apertura all’alterità. La diversità è per noi strumento di crescita e di confronto, di reciproco arricchimento. Crediamo nella libertà di parola e di espressione, nella sperimentazione e nella ricerca. Crediamo nella libera fruizione e nel libero confronto del sapere. Nella libertà di modificare l’ordine.

Formebrevi è una casa editrice non a pagamento. Un progetto editoriale indipendente e autoprodotto. Pubblica scritture non convenzionali aperte alla ricerca.

Vittorio Reta

Nel 2017 verranno intensificati i lavori del fondo librario di poesia di Morlupo attraverso attività ulteriori e mirate incentrate su poesia e traduzione. Ciò avverrà anche attraverso un’esplorazione ragionata intorno ad alcuni testi di poeti che dall’istituzione del fondo ad oggi hanno voluto convergere con la loro opera nelle nostre attività di presentazione, promozione e catalogazione della poesia contemporanea. La nostra attenzione nei confronti del legame tra scrittura e disagio psichico inoltre continuerà il percorso intrapreso nel biennio 2015/16 dai laboratori di scrittura in collaborazione con il DSM della Asl Rmf. Allo stesso modo è nostra intenzione approfondire la prima vocazione del fondo librario cioè quella relativa allo studio e alla promozione della poesia e la scrittura di ricerca di autori donna. Per inaugurare l’inizio di quello che per noi, a tutti gli effetti, è un nuovo corso proponiamo un breve scritto sul poeta Vittorio Reta.


di Viviana Scarinci


reta1Nella biologia di una lacrima
. Julia Kristeva pubblica in Francia La révolution du langage poétique nel 1974, il testo esce in Italia per la prima volta da Marsilio nel 1979. Visas di Vittorio Reta viene pubblicato da Feltrinelli nel 1976. L’anno dopo, nel mese di settembre, il corpo di Reta viene rinvenuto cadavere nelle prossimità di Recco. “assolutamente da leggere in /un rischio” scriveva il poeta di Visas “il fatto di essere ciò che si scrive”. Visas che è stato scritto per Patrizia Vicinelli, come recita la dedica all’inizio del libro, è diviso in tre sezioni ognuna delle quali riporta un esergo in lingua francese: la prima si intitola 1969-1970 e l’esergo è di Julia Kristeva. Nella seconda parte che si intitola Treni 1968 l’esergo è ancora di Kristeva. Infine nell’ultima parte intitolata Sinapsi e Synopsis 1975 l’esergo è di Philippe Sollers, filosofo e romanziere francese compagno e poi marito di Kristeva dal 1966, altrimenti noto come fondatore, nel 1960, della rivista Tel Quel che Reta conosceva e leggeva.

Ne La rivoluzione del linguaggio poetico testo dalla cui versione originale potrebbero essere stati tratti gli esergo presi da Kristeva, c’è l’intenzione da parte della psicanalista di origine bulgara, di dimostrare come tutto ciò che viene definito ordine e perciò comunemente accettato dalla società, possa essere messo in discussione da una dicibilità i cui fondamenti sono diversi e si legano al composito, al difforme e all’irrazionale proprio attraverso il linguaggio della poesia. In quest’ottica quello che viene definito senso nell’ambito di un discorso poetico, assume su di sé una pluralità che sembra inesauribile, proprio perché non si rapporta al senso comune (o a ciò che vi è comunemente contrario) ma si rapporta all’individualità del poeta, alla sua irripetibile soggettività psicologica. Scrive Kristeva «Resta l’infinitesimale vortice delle forme attraverso cui si muovono il senso e nostri corpi. Senza comunità, ciascuno per sé (per un sé non identico) ma senza il “dio per tutti”. Marginalità intrinseca, obbligatoria. E rivoluzione in profondità. Penso che, tramite questa “rivoluzione del linguaggio poetico”, nel secondo senso dell’espressione or ora indicata, siamo a una nuova fase del discorso che ormai da duemila anni l’occidente fa a se stesso».

Riferisce Cecilia Bello Minciacchi, nella prefazione del Visas edito per la casa editrice Le Lettere nel 2006, che Vittorio Reta, attraverso una lettera indirizzata al prefatore della prima edizione di quel libro, rimprovera a Luciano Nanni di aver voluto interpretare le sue poesie partendo da un’attribuzione di senso dato a ogni singola parola “sbagliato pensare l’universo interiore dell’autore attraverso i significati prodotti dalle parole” scriveva Reta, in quanto Visas non appartiene a un panorama noto in cui il lettore può orientarsi ma “viene attraversato da una vera e propria nevrosi del linguaggio”. Forse qui è opportuno ricordare che la definizione comune di nevrosi è quella relativa a un dis-ordine di natura prevalentemente psicologica, derivato da un conflitto tra l’individuo e l’ambiente. Nel caso delle nevrosi il rapporto con la realtà risulta essere disturbato, difficile da gestire, ma c’è e esiste nel suo essere precipuo. È proprio Kristeva che spiega, e Reta probabilmente assorbe, il modo nel quale ciò accade attraverso il linguaggio poetico “Strumento della rimozione, il linguaggio poetico ritorna sulle proprie tracce e a forza di ripassare di là fa si che avvenga il rimosso. Non come sintomo o come angoscia consunta, analizzata. Ma quasi aurora sopra la notte, quasi luce piena sul viso incavato, quasi iperbole di un fuoco incessante”. Secondo Bello Minciacchi, Luciano Nanni risponde con implacabile onestà intellettuale, toccando al cuore un’altra questione fondamentale relativa a Visas “non poteva (Reta ndr) chiedere due cose contraddittorie: non poteva chiedere che la comunità, che io (Nanni ndr) rappresentavo in quanto prefatore, considerasse poesia i suoi testi e nello stesso tempo pretendere che la comunità li leggesse nell’unico modo in cui li leggeva lui. Doveva scegliere, altrimenti sarebbe diventato l’assassino delle sue poesie”. Quel concetto ambivalente di comunità riferito a Reta e messo in luce da Nanni, non solo riecheggia nelle parole di Kristeva (Senza comunità, ciascuno per sé (per un sé non identico) ma senza il “dio per tutti”) ma ritorna in alcune considerazioni di Edoardo Sanguineti (in Atlante del Novecento italiano, Piero Manni, 2001) rispetto a un possibile motivo per cui l’importanza di Visas non saltò immediatamente agli occhi dei suoi contemporanei “In certo modo anche qui (in Visas ndr) è un io diviso che si presenta conclusivamente e porta nella scrittura questi tratti specifici di rottura e di frammentazione. In questo modo mi pare possa testimoniare di una possibilità che poi è stata in fondo trascurata, non perché si tratti di indicarlo come modello possibile, ma perché sta a significare che non era impossibile pensare a direzioni di ricerca dopo la nuova avanguardia, anche al di fuori di quella che era la poetica organizzata”. E proprio in una poesia raccolta nella sezione Altre poesie dell’edizione di Visas edita da Le Lettere, viene espresso di fatto il motivo estremamente consapevole per cui Vittorio Reta proprio non poteva e non voleva essere immaginato entro quel che Sanguineti definisce enigmaticamente “poetica organizzata”: “L’ordine di cui non mi ricordo più/cancella tutto l’ordine alfabetico che aveva rifiutata ogni origine di grigiore in grigiore/certi frammenti sembrano seguire per affinità regioni inesistenti/ma l’importante che queste piccole reti non siano raccordate/né che scivolino al suo senso che franino/è per smettere deviare sviare questa discesa del discorso verso il vischioso/un destino del soggetto che a momenti l’alfabeto riporta all’ordine/dal disordine si può tagliare e voi dite di farlo/ma a volte è la stessa ragione che fa rompere l’alfabeto/ma questa la parte di una vibrazione dottrinale che ordina l’embrione”.

Se il principio è quello della frantumazione dell’io, Reta è figlio precoce del suo secolo “Il linguaggio poetico è la messa a nudo di questa logica, di questa rivoluzione che costituisce l’essere parlante in quanto parla cioè ripete senza sosta le proprie rotture, le proprie separazioni e le sposta indefinitamente, all’infinito, per farne quel che poi risulta un senso” scrive Kristeva.

100-passiReta realizzando in poesia quanto indicato da Kristeva, finisce per scrivere fuori di sé e così facendo parla a un livello più profondo e connaturato sia alla dedicataria del libro che alla comunità cui si rivolge. E se è vero che il Novecento, come indica Bello Minciacchi, è il secolo del montaggio e non più della sintassi, Reta ha scritto quanto di meglio si potesse rispetto all’espressione consapevole di frammentazione e separatezza tanto del vissuto quanto dell’invissuto, la cui sintassi è impossibile a darsi se non di fatto attraverso una radicale e individuale rivoluzione poetica. Come non scegliere allora Julia Kristeva per gli esergo del suo Visas? Kristeva ha scritto che il linguaggio della poesia introduce un’apertura sovversiva all’interno di qualsiasi ordine simbolico chiuso “Quello che la teoria dell’inconscio vede, il linguaggio poetico lo pratica”. Come non scegliere Patrizia Vicinelli come dedicataria di Visas. Vicinelli (1943-1991) è stata una figura di spicco della poesia di avanguardia e performer. Si dedicò anche al cinema underground e alle arti visive. Peraltro, tra le molte opere prodotte da Vicinelli anche un’insolita versione della favola di Cenerentola: detenuta a Rebibbia tra il 77 (anno in cui Vittorio Reta moriva) e il 78, Vicinelli compose e mise in scena nell’ambito carcerario Cenerentola una pièce teatrale di cui fu anche regista, che coinvolgeva le detenute in un radicale stravolgimento dell’identità femminile attraverso la riscrittura di una delle favole più note e narrata soprattutto alle bambine. Attraverso una pratica di vita dura e totalmente al di fuori degli schemi, l’esperienza artistica e esistenzialmente controversa di Patrizia Vicinelli, evidenzia l’amenità di un rigore granitico concretamente capace di una poesia fatta di cose, come sottolinea Guido Guglielmi “La Vicinelli si incontra incontrando la fisicità delle cose. L’apertura al mondo è apertura su se stessa”. Così come Antonio Porta riteneva che quello di Vittorio Reta fosse un indirizzo “mediterraneo” volto a un viaggio alla ricerca dell’altro da sé e animato da un’energia “applicata ostinatamente a un recupero del reale e a un recupero della madre”. Scriveva Reta “i contrari diventano analogie /che emanano purezza”.

Stefano Scondanibbio (1956-2012) intitola Geografia amorosa una sua opera per contrabbasso, sottraendo questo titolo a un verso di Reta e mettendo in musica quella singolare nevrosi del poeta di Visas, il cui significato coincide con un viaggio che ai più forse parve mancante di senso ma la cui destinataria stava scritta a chiare lettere all’inizio del libro. Così Scondanibbio coglie meglio di altri l’importanza assoluta dell’aspetto dedicatorio e simbolico delle poesie di Visas. Al libro Visas e altre poesie pubblicato da Le Lettere nel 2006 a cura di Cecilia Bello Minciacchi è allegata l’altra opera musicale che Scondanibbio dedica completamente al poeta: Visas per Vittorio Reta. Stefano Scondanibbio compositore e contrabbassista tra i più importanti del Novecento italiano, scriveva riferendosi alle composizioni musicali che aveva spesso dedicate al contrabbasso “un’espressione del desiderio di aiutare lo strumento a trovare finalmente la propria voce, dopo aver conosciuto solo il balbettio di voci inappropriate o le sadiche violenze della cosiddetta avanguardia”. Scondanibbio compose più di 50 opere quasi tutte per strumenti a arco, nell’opera che dedica interamente a Visas, legge lui stesso, credo come non potrebbe essere interpretata altrimenti la poesia di Vittorio Reta, la quale, diceva già Antonio Porta a suo tempo, era ed è soprattutto bellissima.

 

Libro vincitore SEZ. A MCP 2016

Qui nel recinto mentono quasi tutti ai loro cani

Philip Schultz

Paola Splendore, Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli si aggiudicano il Premio Morlupo Città della Poesia 2016 per la traduzione di Erranti senza ali di Philip Schultz edito da Donzelli Poesia

Poeti e traduttori finalisti MCP 2016

Premio Morlupo Città della Poesia 2016: libri finalisti SEZIONI A e B. La giuria composta da Paola Del Zoppo, Viviana Scarinci e Riccardo Duranti (presidente) indica come finalisti:

SEZIONE A per la traduzione di un libro di poesia di autore straniero edito in lingua italiana tra 2015 e 2016

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  • Philip Schultz  Erranti senza ali, a/c di Paola Splendore, Donzelli Poesia(traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore)
  • AA.VV.  La tesa fune rossa dell’amore, a/c di Loredana Magazzeni et al., La vita felice(traduttrici Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli)
  • Eleanor Wilner Tutto ricomincia, a/c di Fiorenza Mormile, Gattomerlino(traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore, Jane Wilkinson)
  • Gheorghe Vidican  3D – poesie 2003-2013, a/c Annamaria Ferramosca, CFR (traduttrici: Tatiana Ciobanu, Elena Todiras, Annamaria Ferramosca, Gabriella Molcsan)
  • Leyla Patricia Quintana Marxelly  Questo amore, più forte del tuo silenzio, a/c di Silvia Favaretto, Gilgamesh Edizioni

SEZIONE B per un libro di poesia di autore italiano pubblicato tra 2015 e il 2016

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  • Azzurra D’Agostino Quando piove ho visto le rane, Valigie rosse
  • Italo Testa  Tutto accadde ovunque, Aragno
  • Ilaria Seclì La sposa nera, Joker
  • Annamaria Ferramosca Trittici, ComPress
  • Rosa Gallitelli Selva creatura leggera, Passigli

Le sezioni A e B sono state istituite per incrementare il valore testimoniale e la pluralità del Fondo Librario di Poesia di Morlupo. I vincitori della sezione A e B saranno resi pubblici nell’ambito della cerimonia di premiazione che si terrà a Morlupo il 17 dicembre 2016 alle ore 17, presso Palazzetto Borghese (info c.libellula.m@gmail.com – 0698267808)

EVENTI: sabato 19 novembre a Verona

anteremCome ogni anno, il Forum Anterem si terrà presso la Biblioteca Civica di Verona e il Fondo Librario di Poesia di Morlupo quest’anno avrà il piacere di partecipare per la seconda volta. Nell’occasione del trentennale del Premio Lorenzo Montano, gli appuntamenti saranno ben quattordici e si svolgeranno dal 12 al 19 novembre. Continua a leggere

Premio Letterario Morlupo Città della Poesia 2016

concorsoEntrano nel vivo i lavori della giuria del Premio Morlupo Città della Poesia 2016!  Grazie di cuore a poeti, traduttrici e traduttori e editori che con i loro invii hanno contribuito a incrementare il valore testimoniale del Fondo Librario di Morlupo  e a rendere questa seconda edizione del Premio veramente interessante.

Addio a Jolanda Insana

Il 27 ottobre 2016 è morta Jolanda Insana. Una grandissima della poesia italiana. Premio Morlupo Città della poesia 2016 per la carriera poetica e la traduzione. Con la scomparsa di Jolanda Insana finisce un mondo straordinario e irriproducibile di cui la “sua” lingua, confluenza di latino, greco, arabo, dialetto concorreva a una lingua italiana demiurgica, capace di creare con la sola parola una civiltà irreperibile, una lingua Stato in grado di legiferare altrimenti sulla realtà. Lascia moltissimo, lascia tutta la sua lunga vita guerriera dentro la sua opera ma non per questo si avvertirà di meno la sua mancanza.

Alice Ceresa: sabato 10 settembre!

Nell’ambito dell’evento dedicato a Alice Ceresa previsto per sabato 10 settembre, alle 18 presso Palazzetto Borghese, l’arpista Ornella Bartolozzi sarà sostituita dal chitarrista Giovanni Palombo. Ciò per motivi indipendenti dalla volontà di tutti. A Ornella va il nostro forte abbraccio e molti auguri.


GPGiovanni Palombo è uno dei chitarristi acustici più noti e rappresentativi dell’attuale scena musicale italiana. Le sue composizioni sono tese a valorizzare le proprie radici culturali in un contesto che, avvalendosi in parte del linguaggio jazz, ribadisca sempre la propria solida collocazione etnica con la vocazione tutta italiana verso la melodia e la cantabilità dei temi musicali. http://www.giovannipalombo.com/

30 luglio L’amore è una bestia cronica

Terzo evento Morlupo Città della Poesia 2016
Il Fondo Librario di Poesia di Morlupo

presenta

L’amore è una bestia cronica

Uno spettacolo di Claudio Rotunno con Beatrice Miozzi

“Tra sacro e profano, da Ovidio a Alda Merini, da Dante a Angela da Foligno un dialogo tra femminile e maschile, due millenni di poesie d’amore e un testo di Viviana Scarinci

 Piazza Armando Diaz

sabato 30 luglio alle 21,00 a Morlupo RM

 

Chi scrisse la prima poesia? Potrebbe sorprendere che fosse una donna, una donna sumera, il suo nome era Enheduanna. Visse tra il 2285 e il 2250  a.C., Enheduanna è il più lontano autore noto al mondo, le cui opere sono state scritte in caratteri cuneiformi oltre 4300 anni fa. Inizia da qui il dialogo poetico tra poesia femminile e maschile che la compagnia teatrale Dietro le quinte offre attraverso l’interpretazione di alcune tra le poesie d’amore più belle della letteratura di tutti i tempi custodite nel Fondo Librario di Poesia.

L’idea del Fondo Librario nasce a Morlupo nel 2011, dalla necessità di creare un luogo in cui possano convergere e essere consultabili i libri di poesia, che sono i più difficili da leggere e i più difficili da trovare in libreria. E attorno a questo luogo, creare iniziative per far vivere i libri, raccontandoli, facendoli conoscere. Da allora il Fondo Librario ha proposto importanti incontri di respiro internazionale, come quello con la poetessa finlandese Aino Suhola, con il poeta sudafricano Mario D’Offizi e con la poetessa brasiliana, candidata Nobel, Marcia Theophilo. L’Associazione Libellula, con l’apertura del centro culturale omonimo, ha pensato la raccolta di un Fondo Librario di Poesia anche come uno spazio che fosse accessibile a tutti e Biblioteche di Roma ha sancito quest’iniziativa attraverso il patrocinio concesso nel 2012. Con il progetto Morlupo Città della Poesia, quest’anno alla seconda edizione, è stato indetto un premio letterario, a partecipazione gratuita, che rivolgendosi agli autori e ai traduttori dei libri di poesia avesse lo scopo di incrementi il valore testimoniale del Fondo attraverso l’acquisizione di un sempre maggiore numero di testi.

Questo terzo evento Morlupo Città della Poesia intende celebrare quello da cui tutto ciò è nato, ossia l’amore per quell’arte immortale che è la parola poetica “La poesia per un attore è una prova doppiamente avvincente – spiega Claudio Rotunno ideatore dello spettacolo e interprete – si tratta di restituire ai versi tutta l’emozione di cui sono portatori, proponendo al pubblico e alla nostra comunità, queste meravigliose parole che fanno parte del vissuto di ciascuno di noi.”

A presentare l’evento, volto alla promozione del Fondo Librario di Poesia di Morlupo, l’Associazione Culturale Libellula in collaborazione con la compagnia teatrale Dietro le quinte e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il patrocinio e il contributo del Comune di Morlupo e di Strade – Sindacato Traduttori Editoriali.

A che serve la poesia?

di Viviana Scarinci

La poesia non serve a niente, e come scrive Patrizia Cavalli, non salverà sicuramente il mondo, questo lo sappiamo tutti. Cosa vuol dire allora, nell’ambito di una comunità precisa e riconoscibile, quando la poesia ti viene a cercare? Sarà forse che ti viene a bussare alla porta di casa chiedendoti di scendere? La poesia non serve per lo più a niente, salvo che chi la scrive ti dirà che a spingerlo è qualcosa di diverso da quello che spinge te e qualsiasi altro poeta.

La poesia non serve a nessuno, salvo a chi si ostina a leggerla per se stesso, come cercando qualcosa che dopo averla trovata, si dimostra solo l’anticamera di un’altra direzione, di un altro libro, di un’altra scelta.

È per questo che la poesia qui da noi, la stiamo cercando per il secondo anno di seguito, non dentro il silenzio in cui è più facile trovarla per un poeta, ma attraverso gli incontri (e gli inevitabili scontri), i laboratori, la parola scritta e quella rivolta agli altri.

Se quest’anno ci riproviamo è perché l’anno scorso ci siamo accorti che i significati creati dai linguaggi degli altri, anche quelli insospettabili o inospitali, come quelli prontissimi e colti, sono molti, anzi infiniti, e il senso che inevitabilmente suggeriscono, questi linguaggi, può solo essere un inizio, posto alla base di una continua ricerca che si sappia a monte che non avrà esito. Oppure, di quel risultato finale non ne sapremo mai niente ma tuttavia proprio questo non saperne nulla, è ciò che alla fine, ci ha salvati da un’attribuzione più o meno arbitraria di senso. Senso o significati approssimativi che spesso si danno per ignoranza, per paura o per tornaconto rispetto a tutto quello che ci passa davanti agli occhi quotidianamente.

Arrendersi alla mancanza di parole in circolazione, parole integre, libere, accurate, genuine, desuete, neonate, leggerissime o pesanti come macigni, rende anemici. A lasciare che questa anemia si impossessi anche dei pensieri, si finisce per credere che le strade che ti suggeriscono, impongono o solo mostrano gli altri, siano alla base di un unico modo di orientarsi, pensare, ottenere.

L’anno scorso Morlupo Città della Poesia, a me personalmente, ha insegnato proprio questo, o meglio, due circostanze che sono state anche le due idee di partenza di questo progetto, mi hanno permesso di apprendere molto di più di quel “senso” che credevo di aver individuato in una mia proposta fatta agli altri. Il primo è stato il madrinaggio di Jolanda Insana che di lingua, linguaggi e pluralità conseguenti, contingenti e divergenti, risulta poetessa inarrivabile, oltre che un’eccezionale praticante della sua profondissima poetica. L’altro è stato il laboratorio condotto nell’ambito del disagio mentale che ha coinvolto donne e uomini in una condivisione di competenze linguistico/emotive da cui, grazie a loro, ho piuttosto e soprattutto appreso.

Quest’anno siamo ad un passo dal ricominciare, i percorsi sono di più, i linguaggi sono maggiormente diversi tra loro ma la consapevolezza che la poesia non serve a niente, resta integra e disposta a essere barattata con un valore proprio che gli altri si sentano pronti a voler scambiare con noi.


 

Il bando del Premio Nazionale Morlupo Città della Poesia 2016 https://morlupocittadellapoesia.com/concorso-letterario/

Il sito della manifestazione https://morlupocittadellapoesia.com

 

Segnalazioni: “Guidonia Marathon Poetry Slam”

Lieta di aderire all’iniziativa di Manuel Cohen “Guidonia Marathon Poetry Slam” e reading poetico presso la Biblioteca Comunale in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. Ci vediamo a Guidonia sabato 19 marzo alle 16! Viviana Scarinci
“L’appuntamento celebrato per la prima volta nella nostra città, si terrà presso la Biblioteca di Guidonia, in via Moris, sabato 19 marzo alle h. 16.00. Sono ancora aperte le iscrizioni alla Maratona dei Poeti, organizzata a Guidonia per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’Unesco e che vedrà numerose personalità della poesia italiana intervenire al reading poetico. All’interno della manifestazione, si svolgerà una piccola gara, “Guidonia Marathon Poetry Slam”, riservata agli autori under 45, la cui giuria sarà presieduta dal Prof. Salvatore Ritrovato, poeta e docente di italianistica dell’Università di Urbino. Tutta la cittadinanza e i giovani del territorio sono invitati a partecipare e a concorrere al premio (per contatti, sarà sufficiente inviare un messaggio privato al mio profilo fb). Grazie per l’attenzione” Manuel Cohen

Oggi alle 18 il circolo dei lettori su Claudia Ruggeri

Il testo che segue  è tratto dal sito http://www.claudiaruggeri.it/

claudia-ruggeri_immagineFototessera2Claudia Ruggeri nacque a Napoli nel 1967 da madre napoletana e da padre leccese. Nel 1968, si trasferì, con la famiglia, a Lecce dove visse fino alla fine. Frequentò il Liceo Scientifico approfondendo in contemporanea lo studio della lingua inglese. In seguito si iscrisse, simultaneamente, alla facoltà di lettere moderne ed a quella di teologia. Malgrado avesse sempre ottenuto risultati brillanti, non riuscì a laurearsi perché i problemi psichici l’aggredirono sopraffacendola. Dedicava buona parte del suo tempo libero alla lettura attraverso la quale acquisì una notevole cultura. La sua formazione culturale risultò ampiamente arricchita dai numerosi viaggi effettuati sin dall’infanzia. Particolarmente significativi per lei furono il lungo, avvincente, periplo della Turchia che la pose in contatto con il fascino di antiche civiltà nostre antenate. In seguito partecipò ad un tour, attuato prima della caduta del muro di Berlino, nei paesi dell’est europeo (Polonia, Ungheria, Russia) durante il quale potè constatare, de visu, parte di alcune realtà contemporanee allora pressoché sconosciute alla maggior parte dell’occidente. Un’altra esperienza significativa fu quella che le procurò un viaggio in India e nello Sri Lanka. Dall’età di circa 18 anni fece parte del “Laboratorio di poesia” creato nel 1985 e diretto da un docente dell’Università di Lecce, il Prof. Arrigo Colombo, filosofo scrittore e poeta il quale, con la collaborazione di un altro intellettuale, il Prof. Walter Vergallo, riuscì a dare un forte impulso al fermento culturale salentino. Nacque la rivista “L’incantiere” e prese il via il festival “Salentopoesia”. Si trattava dei primi reading pugliesi dove i migliori autori italiani si cimentavano, per intere serate, nella lettura di poesie. Vi partecipò anche Claudia incantando la platea non solo per la sua straordinaria bellezza, ma anche per il fascino delle sue performance. Nel “Laboratorio di poesia” convergevano i maggiori poeti salentini e Claudia fu considerata come la più dotata, forte e fortemente creativa nel discorso lirico, straordinaria ed incomparabile nella recitazione; personalissima sempre. Con la sua poetica ardua e singolare, Claudia si impose per la vitalità espressiva e per l’uso quasi spregiudicato della lingua, tanto che Franco Fortini, pur riconoscendo in lei le stimmate dell’artista, le rimproverò la foga letteraria in termini di “impunità” della parola. Fu in quegli anni che fece conoscenza, e sovente strinse relazioni di amicizia, con numerosi personaggi del mondo letterario ed artistico; dal già citato Franco Fortini (a cui fu legata da un insolito vincolo di stima ed affetto), a Dario Bellezza; e poi, Adolfo Oxilia, Giampiero Neri, Enzo Di Mauro, Antonio Verri, Bruno Brancher, Michelangelo Zizzi, M. Luisa Spaziani ed altri. La sua morte fisica segnò la sua “cancellazione” dalla mente e dal cuore di quei tanti che le si erano proclamati amici ed estimatori. Tranne un numero della rivista “L’incantiere” interamente dedicato a testi suoi ed a saggi critici sulla sua poetica, pubblicato dopo la sua morte e in concomitanza di una serata commemorativa organizzata presso l’Università di Lecce, più nulla accadde. Otto anni dopo la sua scomparsa lo scrittore Mario Desiati, caporedattore di “Nuovi argomenti”, rivista letteraria edita dalla Mondadori, le dedicò un’ampia sezione nel n° 28 (ottobre-dicembre 2004) pubblicandone una significativa selezione di versi, testimonianze e ritratti fotografici. E fu lo stesso Mario Desiati che in seguito, per conto della casa editrice peQuod, nel 2006 ha curato anche la stampa del volume “Inferno minore” che contiene, altresì, “Le pagine del travaso” ed un cospicuo numero di altri componimenti. Nel 2007 “Terra d’ulivi” di Lecce edita “Oppure mi sarei fatta altissima” saggio sulla poetica di Claudia Ruggeri di Alessandro Canzian, che ha dedicato altri scritti alla poetessa mostrando una notevole perspicacia ed una grande sensibilità nell’interpretazione di testi di non facile approccio. In dicembre 2007 viene bandito dalla stessa Associazione culturale “Terra d’ulivi” di Lecce un premio letterario “Claudia Ruggeri” da assegnare a giovani autori. Buona parte dei manoscritti della poetessa si trova a Firenze, presso il “Gabinetto G.P. Vieusseux”, dietro richiesta del suo Direttore Prof. Giovanni Gozzini.

Poetesse e Poeti: Emily Dickinson


di Viviana Scarinci

“Derubati del suo volto quasi non ci riconosciamo” scrive Emily Dickinson nel 1882 all’età di 52 anni in occasione della morte dell’amatissima madre, accudita fino alla fine come fosse stata una figlia tra le più fragili. Quell’inversione di ruolo da figlia a madre di sua madre, negli ultimi anni della malattia materna aveva anche convinto la poetessa a rifiutare il matrimonio tardivo con Otis Phillips Lords, l’unico suo amante che forse, fatto quel passo, sarebbe diventato una presenza reale nella sua vita e non colui che la sua scrittura aveva elaborato come compagno assoluto nell’arco di un’intera esistenza mediando poeticamente tutti i suoi incontri maschili in un’unica figura racchiusa nelle definizioni del maestro, dell’assente, del padre o di uno strano dio, comunque un’entità sempre equiparata a una divinità pagana cui votarsi. Scrive in proposito Nadia Fusini “Emily è pagana, come dice di se stessa; e cioè incurante di ogni altro bene, se non del contatto, qui, della terra in cui coltiva il suo giardino e dove vorrebbe ogni pienezza e ogni gioia”.

Tuttavia la poesia di Emily Dickinson raggiunge vette di tale trascendenza che chi legge oggi fatica a credere possibile la sua umanità di allora, a credere possibile che la sua effettiva scelta di indossare, a un certo punto della vita, un abito bianco rinunciando a ogni possibile via di fuga da un’esistenza giocata da sempre e per sempre nello spazio ridotto di due case che si affacciavano sullo stesso giardino, fosse regolata da politiche molto più terrene di quanto la leggenda nata intorno alla figura di Emily Dickinson lasci supporre.

È singolare anche ciò che accadde alcuni anni dopo la morte di Emily, nell’ambito della disputa legale animata dalle figlie delle due persone che nella seconda parte della vita della poetessa avevano intricato ancora di più i già complessi rapporti che deregolavano l’andirivieni nel giardino Dickinson. Per Martha (la figlia di Austin Dickinson, fratello di Emily, la quale ambiva a accaparrarsi la curatela delle opere della parente) Emily è esattamente quello che la leggenda, tutelata dal rogo di molte lettere probabilmente compromettenti, afferma che sia: la donna castissima che abbraccia la poesia preferendola alla mondanità. Per Millicent, invece (la figlia dell’amante ufficiale di Austin, Mabel, alla quale Lavinia Dickinson, la sorella della poetessa, aveva affidato l’incarico di redigere la prima edizione delle poesie immediatamente dopo la morte di Emily) Dickinson è un’eroina moderna, una sacerdotessa pagana e disinibita, un’integralista della poesia che conduce fino alle estreme conseguenze il suo gioco.

Vista da qui Emily Dickinson si trova e rimarrà sempre nell’aura geografica della casa del padre, quel luogo però si trova nel Massachusetts non molto distante da quella Salem in cui poco più di un secolo prima della nascita di Emily, nel 1692 furono uccise 22 persone, quasi tutte donne, con l’accusa di stregoneria da un tribunale istituito legalmente. In una sorta di isteria collettiva in cui la realtà era stata mistificata forse intenzionalmente dall’uso ambiguo della parola Dio, furono infatti bollate con il marchio di strega alcune donne che vennero credute in diretti rapporti col diavolo in una comunità che nel diciassettesimo secolo, viveva le conseguenze di un retaggio pagano  ben radicato, e che poteva ancora nutrirsi nelle piccole pratiche domestiche di riti tributati a culti di divinità non cristiane.

Quando Emily Dickinson incontra Susan, colei che sarà la moglie di Austin e la madre di Martha, ha circa 18 anni e si innamorerà perdutamente di lei che sarà la destinataria di 276 poesie scritte nell’intero arco di una vita, alcune delle quali vibranti di accenti erotici inequivocabili. Emily poco più che adolescente intorno al 1850 già gode di una singolare consapevolezza riguardo la natura dei propri desideri e delle proprie visioni che le perveniva non certo da un’esperienza che non poteva aver maturato ma da un temperamento completamente al di fuori dei parametri pubblicamente accettati in quel luogo e in quel tempo.

“Caro … mi sembra di scrivere al cielo … mentre altri vanno in chiesa, io vado alla mia chiesa, perché non è forse vero che sei tu la mia chiesa e siamo in possesso di un inno che nessuno al di fuori di noi conosce?” Mi chiedo: le sarebbe stato davvero possibile, qualora avesse voluto, pubblicare e difendere pubblicamente versi che passavano disinvoltamente dall’amore omosessuale a dichiarazioni di ardore pagano nei confronti di una fantomatica figura maschile intercambiabile con quella di dio padre? Se avesse stabilito di fare ciò abbandonando le dinamiche nascostamente luciferine del giardino di casa sua, che pure le appartenevano, chi avrebbe salvato Emily dal rogo? Chi sarebbe stato così potente da tutelarla se su quella gogna pubblica, in quella stessa America, a meno di un secolo dalla morte di Emily era stato sul punto di soccombere anche Arthur Miller, già intellettuale accreditato, che si era macchiato della colpa di essersi richiamato, attraverso un dramma teatrale, ai fatti di Salem al fine di stigmatizzare metaforicamente l’atmosfera tra il pretestuoso e l’isterico che dalla caccia alle streghe, in quegli anni si era trasformata alla caccia legalizzata al comunista promossa dal senatore Joseph McCarthy. Miller astutamente si difese e accrebbe la sua reputazione rivendicando come uno dei principali diritti di un artista, la libertà di rappresentare se stesso attraverso l’opera. Ma Arthur Miller era un uomo, ed era già famoso. Si trovava in procinto di sposare Marylin Monroe ed erano comunque passati tre secoli dalle vicende di Salem.

Nella poesia di tutti i tempi, raramente pensiero poetico e esistenza hanno raggiunto una simile prossimità come in Emily Dickinson. Che la sua esperienza umana resti avvolta nel mistero conta fino a un certo punto al cospetto del monumento incalcolabile che è costituito dalla sua opera poetica. D’altro canto però tutte le forme esplicite di ribellione diventano presto retorica della ribellione e mi piace credere che Emily abbia agito in un certo modo perché più di ogni altra cosa disprezzasse ciò che emana da quella particolare forma di volgarità che è la retorica dei ruoli, convinta quasi da subito che in ogni realistica mancanza di alternative, sia la separazione da ciò che serve, a abbattere in modo definitivo ogni forma di impotenza.

Morlupo Città della Poesie 2016 …

di Viviana Scarinci

Morlupo Città della Poesia 2015 è stato un progetto ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Libellula. Nato dalla collaborazione con il Comune di Morlupo e STRADE – Sindacato Traduttori Editoriali e con il patrocinio gratuito di Biblioteche di Roma, si è composto di una serie di iniziative volte all’aggregazione e all’integrazione attraverso l’esercizio della memoria, delle arti e nel rispetto delle diversità con un’attenzione particolare ai bambini, alla poesia, alla traduzione editoriale, alla scrittura delle donne e alle criticità sociali del nostro territorio.
A Morlupo nel 2015 la cultura, attraverso l’Associazione Libellula, è stata in grado di sollecitare l’interesse e la partecipazione di un vasto pubblico sia a livello locale che a livello nazionale. Un incredibile partecipazione ha infatti premiato la prima edizione di un progetto unico nel suo genere e che si è protratto per la durata di sei mesi. Lo straordinario successo ottenuto in termini di attenzione e adesione ci ha spinto a proporre per il 2016 l’ampliamento di un’iniziativa che sia in grado di incidere ancor più efficacemente, e in modo permanente, nell’ambito della richiesta di cultura e di aggregazione che il nostro territorio e non soltanto, ha mostrato di necessitare. A presto quindi con Morlupo Città della Poesia 2016 …!

Le immagini del conferimento del Premio Morlupo Città della Poesia 2015

A Morlupo la poesia cura, cresce e nomina il mondo con un progetto durato sei mesi e dedicato ai bambini, al disagio mentale, alla poesia, alla traduzione e alla scrittura delle donne. Per dare ascolto e luogo a tutte le voci cui oggi, più che mai, è necessario prestare la massima attenzione.

Sabato 31 ottobre, presso il Palazzetto Borghese di Morlupo, con la premiazione di tutte le sezioni del premio letterario si è conclusa la prima edizione di Morlupo Città della Poesia, un progetto ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Libellula in collaborazione con il Comune di Morlupo, STRADE – Sindacato Traduttori Editoriali e con il patrocinio gratuito di Biblioteche di Roma.
LA CERIMONIA. La cerimonia di premiazione è stata presieduta dal Sindaco di Morlupo, Marco Commissari, da Maria Ceccucci, funzionario comunale delegato come membro della giuria del premio, da Riccardo Duranti, rappresentate del Sindacato Traduttori Editoriali e da Viviana Scarinci, ideatrice e organizzatrice dell’iniziativa per conto dell’Associazione Culturale Libellula. All’apertura della manifestazione, il primo ringraziamento è andato al “Circolo dei lettori di poesia” di Morlupo, sorto nell’ambito dell’Associazione. Un gruppo di lettori appassionati che, nei sei mesi interessati dal progetto Morlupo Città della Poesia, si è andato confermando come vera e propria costola delle nostre iniziative culturali. Morlupo città della Poesia è stato quindi anche un momento di conferma per il circolo dei lettori, che con ciò risulta a pieno titolo un’iniziativa di promozione tra le più valide nell’ambito dell’approfondimento e della diffusione dei contenuti legati alla poesia custodita dal Fondo Librario di Morlupo.
IL READING DEGLI ELABORATI DEL LABORATORIO DI SCRITTURA. La cerimonia è entrata nel vivo con il reading di tre tra i migliori elaborati prodotti nell’ambito del Laboratorio di Scrittura volto al disagio, ideato in collaborazione con il DSM – Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma F sede del CSM F4. I tre testi letti sono il risultato di sei incontri, da maggio a ottobre 2015, organizzati gratuitamente dall’Associazione Culturale Libellula (con la psicoterapeuta volontaria Concetta Rotondo, che fa parte dell’Associazione) nell’ambito del progetto Morlupo Città della Poesia. I laboratori condotti dal personale specializzato ASL nelle figure professionali di Rosa D’Acuzio, Alessia Cardile e Gabriella Marini sono stati coordinati dalla responsabile del Servizio, Daniela Foglietta e da Viviana Scarinci.Dopo il reading dei testi, è stato conferito alle operatrici e alle utenti il tesseramento-premio all’Associazione Libellula per l’anno 2016.
LA PREMIAZIONE DEI BAMBINI.L’altro aspetto fondamentale che era inteso promuovere con il progetto Morlupo Città della Poesia è stata la partecipazione dei bambini. A questo proposito è stata ideato una sezione del premio letterario dedicata ai ragazzi nati dopo il 2000, e la cerimonia di premiazione è stata preceduta dal reading di alcuni tra gli elaborati giunti al premio. I giovani artisti che hanno letto poesie e racconti sono stati Emma Pandolfi, Lavinia Beghelli accompagnata dall’insegnate Francesca Vaccarini, Alessio Barbieri e Diego Manetta. Matteo Barbieri ha infine descritto l’ispirazione che l’ha guidato nella creazione del plastico rappresentante la città di New York. Al reading è seguito il conferimento del premio Morlupo Città della Poesia sezione C all’Istituto Comprensivo Statale di Morlupo per l’elaborato realizzato da Tiziano Attanasi, Silvia Cammerinesi e Aina Hanta della Scuola Statale dell’Infanzia di Morlupo Scalo, sotto la guida della maestra Anna Cecchitelli. Ha ritirato il premio la Vicepreside Cosetta Cosi. Il premio ai tre giovani è stato conferito con la seguente motivazione: “Il riconoscimento Morlupo Città della Poesia 2015 sezione C va a un piccolo gruppo di lavoro di giovanissimi sorto spontaneamente nell’ambito di una classe della scuola dell’infanzia che unisce al notevole esito raggiunto attraverso l’armonia tra il disegno e la parola, una freschezza espressiva che avvalora in pieno le intenzioni della nostra iniziativa”.
LA PREMIAZIONE AL TRADUTTORE DI UN LIBRO DI POESIA. La premiazione della sezione B per la traduzione di un libro di poesia è avvenuta con la partecipazione di Riccardo Duranti in rappresentanza di STRADE, Sindacato Traduttori Editoriali. La nostra attenzione per la traduzione, come sottolineato dallo stesso Duranti, risiede nella volontà di conferire al mestiere del traduttore tutta l’importanza dovuta a una specializzazione fondamentale nell’ambito della trasmissione dei saperi. Ha preceduto il conferimento del premio la lettura di Chi piange dietro al muro di Ferida Duraković fatta dalla traduttrice Alice Parmeggiani, menzione d’onore per aver tradotto Si paga con la vita di Ferida Duraković.
Al termine della lettura è avvenuto il conferimento del premio Morlupo Città della Poesia 2015 sezione B a Michele Zaffarano per la traduzione di Cognizione del periodo che annuncia la primavera di Francis Ponge edito da Benway Series. La motivazione: “Il riconoscimento va a Michele Zaffarano, traduttore di quest’opera di Ponge che rappresenta un elemento indispensabile per una più vasta comprensione dei significati che la poesia può assumere. Inoltre il nostro riconoscimento va al progetto editoriale, indipendente e autoprodotto proposto dall’editore Benway che ha consentito a lettrici e lettori italiani di entrare in contatto con una forma di poesia la cui conoscenza ci risulta fondamentale anche rispetto ad altri campi della scrittura contemporanea.” Al conferimento è seguito un reading dal libro premiato offerto dal traduttore.
LA PREMIAZIONE AL LIBRO DI POESIA. Il premio Morlupo Città della Poesia è stato ideato e promosso anche per favorire l’affluenza di libri di poesia italiana e straniera al Fondo Librario raccolto dall’Associazione Libellula, obiettivo pienamente raggiunto grazie al notevole numero di libri prevenuti. Il conferimento del premio Morlupo Città della Poesia 2015 sezione A è andato ad Amedeo Sementa autore della raccolta poetica …verso te, con la seguente motivazione “Per aver tracciato, attraverso la poesia, con semplicità ed efficacia, un percorso di coscienza che andando verso quel “te” in cui l’autore identifica l’altro fin dal titolo della raccolta, conduce lettrici e lettori verso un approfondimento dei valori fondamentali alla base della nostra società”. Al conferimento è seguito un reading offerto dal poeta vincitore.

La manifestazione si è chiusa con un arrivederci all’anno prossimo condiviso da organizzatori e sostenitori della nostra iniziativa.

SABATO 31 OTTOBRE conferimento del Premio Morlupo Città della Poesia SEZ.B MICHELE ZAFFARANO

SABATO 31 OTTOBRE presso l’aula consiliare del Comune di Morlupo alle ore 17,00 (Palazzo Borghese Piazzetta Camillo Benso Conte Di Cavour 3) avrà luogo la cerimonia di conferimento del Premio Morlupo Città della Poesia 2015, per la traduzione di un libro di poesia edito tra il 2013 e il 2015, a MICHELE ZAFFARANO per Cognizione del periodo che annuncia la primavera di Francis Ponge edito da Benway Series


copertina-it-frMOTIVAZIONE: Il riconoscimento va Michele Zaffarano, traduttore di quest’opera di Ponge che rappresenta un elemento indispensabile per una più vasta comprensione dei significati che la poesia può assumere. Inoltre il nostro riconoscimento va al progetto editoriale, indipendente e autoprodotto proposto dall’editore Benway che ha consentito a lettrici e lettori italiani di entrare in contatto con una forma di poesia la cui conoscenza ci risulta fondamentale anche rispetto ad altri campi della scrittura contemporanea.

Zaffarano__Michele Zaffarano è poeta e traduttore.  Nel 2011 è stato incluso nell’antologia Poeti degli anni Zero, a cura di Vincenzo Ostuni (Ponte Sisto), mentre del 2013 è Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series). Con Gherardo Bortolotti dirige la collana «Chapbooks» per l’editore Arcipelago di Milano. Ha tradotto vari autori, soprattutto francesi (Alferi, Badiou, Beckett, Cadiot, Ducasse, Espitallier, Flaubert, Gleize, Godard, Hocquard, Perec, Ponge, Quintane, Reznikoff, Roche, Tarkos), È tra i fondatori di gammm.org, del progetto editoriale Benway Series e delle giornate di EX_IT Materiali fuori contesto. Ha pubblicato «Bianca come neve» (La Camera Verde) «Paragrafi sull’armonia» (ikonaLíber 2014), «Todestrieb» (Arcipelago 2015), «La vita, la teoria e le buche» (Oèdipus 2015).

SABATO 31 OTTOBRE conferimento del Premio Morlupo Città della Poesia SEZ.A AMEDEO SEMENTA

SABATO 31 OTTOBRE presso l’aula consiliare del Comune di Morlupo alle ore 17,00 (Palazzo Borghese Piazzetta Camillo Benso Conte Di Cavour 3) avrà luogo la cerimonia di conferimento del Premio Morlupo Città della Poesia 2015 per un libro di poesia edito tra il 2013 e il 2015 a ….verso te di AMEDEO SEMENTA edito da Italicpequod


sementaMOTIVAZIONE: Per aver tracciato attraverso la poesia, con semplicità ed efficacia, un percorso di coscienza che andando verso quel “te” in cui l’autore identifica l’altro fin dal titolo della raccolta, conduce lettrici e lettori verso un approfondimento dei valori fondamentali alla base della nostra società.

amAmedeo Sementa lavora in ambito informatico con un ruolo manageriale. …verso te! è la sua prima raccolta.

LABORATORIO di SCRITTURA inizio sabato 7 novembre ore 10,30

Sabato 7 novembre ore 10,30 INIZIA il laboratorio di scrittura condotto da Viviana Scarinci

bimba_che_scriveLuogo: aula multimediale del Centro Libellula
Durata: 12 ore nell’arco di 3 mesi
Finalità: pubblicazione di un ebook dei migliori testi prodotti e reading conclusivo

FRATELLO POETA martedì 10 novembre alle 17,30. I Circolo di Lettura su GIUSEPPE PICCOLI

Con questo appuntamento ha inizio il nuovo ciclo di incontri del circolo di lettura e scrittura di Libellula. Oltre alle riunioni dedicate alla poesia custodita nel fondo librario, si avranno incontri con poeti, narratrici e narratori, saggiste e saggisti, traduttrici e traduttori, editrici e editori presenti fisicamente o via skype, presentazioni di libri e corsi, seminari, laboratori intesivi e residenziali dedicati alle varie tipologie di scrittura. 


La speranza che converte. Una poesia di Giuseppe Piccoli

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Giuseppe Piccoli nacque il 5 aprile 1949 a Verona. Seguì studi classici senza però portarli a termini, dedicandosi giovanissimo a scrivere poesia, prosa e articoli di critica letteraria per “L’Arena”. Nel settembre del 1981, in seguito a una ricaduta della sua malattia psichica, ferì il padre, che morì dopo pochi giorni, e la madre, che invece si salvò. Venne recluso nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia per un periodo di detenzione di dieci anni. In seguito fu trasferito in altri reclusori. L’ultimo che lo ospitò fu quello di Napoli dove, nel febbraio del 1987, si tolse la vita.

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Di certe presenze di tensione (Guanda 1981), Foglie, con prefazione di Maurizio Cucchi, nell’”Almanacco dello Specchio”, 1983. Postumo è uscito, curato di Arnaldo Ederle, Chiusa poesia della chiusa porta (Bertani 1987). Una scelta delle sue poesie si trova in Cucchi, Giovanardi, Poeti italiani del secondo novecento (Mondadori 1990). Nel numero 103 di Poesia, Febbraio 1997, escono alcuni inediti a cura di Arnaldo Ederle. Nel numero 213 di Poesia, Febbraio 2007, escono alcuni inediti sempre a cura di Arnaldo Ederle mentre nel 2012 esce, nella collana I giardini della minerva, diretta da Maurizio Cucchi per LietoColle, Fratello poeta.

Poesia e musica sabato 22 agosto a partire dalle 19 e 45 al TEMPIETTO

Tra gli appuntamenti di agosto ’15 sabato 22 agosto

presso il Teatro di Marcello

Viviana Scarinci con Tommaso Putignano e l’Associazione Culturale IL TEMPIETTO

Concerti del Tempietto

FESTIVAL MUSICALE DELLE NAZIONI NOTTI ROMANE AL TEATRO DI MARCELLO

Via del Teatro di Marcello, 44 –

Roma ore 19.45 – POETI E POESIA AI CONCERTI DEL TEMPIETTO: Viviana Scarinci e Tommaso Putignano

ore 20.30 – La Scuola Superiore di Marcella Crudeli LISZT: LA LUGUBRE GONDOLA, NUAGES GRIS & BALLATA N. 2 CHOPIN: BALLATA N. 3 OP. 47 & SONATA OP. 35 Marek Szlezer (pianoforte)

info e biglietti Via Nomentana, 857 – 00137 – Roma tel. 06 456 15 180 / 348 780 43 14 fax 06 233 226 360 e-mail: tempietto@tiscali.it sito Internet http://www.tempietto.it/

22 agosto

Su La favola di Lilith

Lunedì 29 giugno  su Poesia2.0 Loredana Magazzeni parla de La favola di Lilith “ La favola di Lilith, edita da ARK Records, con testo inglese a fronte, nella traduzione di Natalia Nebel, presentata nel 2014 in anteprima europea occasione del festival internazionale musicale di Lipsia, è un poema musicale in versi, su testi di Viviana Scarinci e musiche del compositore Edo Notarloberti. Il poema, che riprende e dà voce a nuclei tematici forti già presenti nella poesia di Viviana, come il rapporto col femminile, la conoscenza di sé e il tempo, si presenta nutrito di un “sentire tattile”, come scrive Giorgio Bonacini in margine a Piccole estensioni, raccolta vincitrice del premio Montano 2014.(…)” L’articolo può essere letto interamente qui.

La favola di Lilith è un’opera musicale suddivisa in due atti nata nell’ambito del Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo. Il progetto è diventato un libro, un CD e un concerto grazie alle molte professionalità d’eccezione coinvolte e soprattutto grazie alla collaborazione che si è istaurata tra il Fondo Librario di Poesia e Rossana Rossi responsabile dell’etichetta discografica ARK Records che ha prodotto l’opera. Qui la pagina che Luigia Sorrentino ha dedicato a La favola di Lilith sul blog di RaiNews Poesia

poeti dal fondo: Andrea Raos

di Viviana Scarinci

In occasione di alcune domande poste a Andrea Raos su poesia e traduzione il discorso è andato oltre il presupposto iniziale toccando attraverso il tema della poesia argomenti di attualità e interesse generale. Di seguito uno stralcio del discorso che può essere letto interamente qui.

“(…) Del resto, se pensi a quanto è giovane l’umanità rispetto alle galassie, a quanto è niente, ci rendiamo conto che le possibilità future della scrittura – o di quello che sarà – sono sconfinate, perchè davvero abbiamo a malapena iniziato. Chissà se nella nostra ridicolaggine e piccolezza verremo un giorno cantati dai pianeti, magari in un poema satirico su questo piccolo popolo che aveva un pianeta meraviglioso e l’ha ucciso. Un po’ come noi barbaramente sorridiamo degli antichi abitanti dell’isola di Pasqua.
La galassia è la nostra forma e i nostri pochi momenti di vita (il nostro “tempo degli insetti”), da mattina a sera, sono il bene e il male che improvvisiamo (…) . Andrea Raos

Giorgio Bonacini

E dove il tempo degli occhi
finiva, uno spreco inusuale
nella generosità di se stessi
avrebbe attraversato l’incanto
con la velocità delle nostre
parole, scivoli ormai intrattenibili
presi da un’allucinazione
nel sintagma di un cuore isolato.
E qui si sarebbero forse adagiati
e lasciati l’un l’altro a guardare
compressi nei loro segreti
avrebbero avuto altri suoni
e pensieri – e movimenti di muscoli
agli occhi, e bocche precise.

INFANZIA DEI NOMI di Giorgio Bonacini è disponibile sul sito Poesia2.0 in versione ebook scaricabile gratuitamente http://www.poesia2punto0.com/2015/03/22/inediti-n-24-giorgio-bonacini/

I libri di poesia di Giorgio Bonacini sono tutti disponibili in consultazione presso il Fondo Librario

 

Vita da soci: lunedì 23 marzo alle 18, un tè con Elfi. Reading poetico

tutti appuntamenti di marzo

tutti appuntamenti di marzo

Per il lunedì del socio siamo lieti di invitarvi a una lettura di poesia con pasticcini a cura di Elfi Buda. Che cos’è il lunedì del socio? Ogni terzo lunedì del mese Libellula presenta un progetto artistico o professionale che i soci ospiti della struttura con le loro attività desiderano proporre e illustrare con l’appoggio dell’Associazione. Oppure, come in questo caso, si prende un tè insieme e si legge un po’ di poesia.

Una poesia dal Fondo: Hilde Domin

di Viviana Scarinci

Hilde Domin

Hilde Domin

Lettere su un altro continente

Lettere su un altro continente

Hilde Domin, classe 1909, è tra quei poeti che hanno vissuto direttamente le conseguenze del nazismo sulle loro vite. Ma più che la bufera che imperversava in Europa in quegli anni su ebrei, minoranze etniche e oppositori al regime, Domin sosteneva che fosse stata sopratutto la poesia a entrare inaspettatamente nella sua vicenda personale come una seconda vita o come dovrebbe fare l’amore, del tutto inaspettatamente e senza invito. E’ una seconda vita quella che l’avvento della poesia impone secondo Domin, non sul piano metaforico ma bensì su quello temporale. Quindi la poesia può arrivare a dividere la vita in due parti anzi in due vite separate e differenti, quella della donna di prima e quella della seconda donna. Per quel che la riguarda lo spartiacque, la stessa Domin lo individuerà nella morte della madre avvenuta quando si trovarono, madre, figlia e il marito di lei, da esuli nella Repubblica Dominicana per un periodo di quattordici anni. Il tema nella poesia qui proposta è la distanza che fa dell’elementare inconciliabilità – tra fisica delle mani che si muovono in una stanza e metafisica dell’occasionalità di un sogno – una sorta di paradigma domestico che sfuma oltre la casa e la stanza in cui le mani sono impegnate in un’evidenza che potrebbe significare tutt’altro. Si ha come l’impressione che l’autrice confessi in questa poesia di vivere di una visione dimezzata la cui parzialità la rende una presenza integra a chi la guarda ma allo stesso tempo inconoscibile a se stessa. Impossibile sapere di sé se non attraverso l’occhio dell’altro che può a sua volta essere guardato ma solo da lontano e non oltre l’inconoscibilità del suo profilo Continua a leggere

Il primo appuntamento del circolo di lettura eccezionalmente lunedì 12 alle 18

CAM00438 (600x800)Da gennaio 2015 ha inizio il nuovo ciclo di incontri dedicati al circolo di lettura di Libellula. Da quest’anno il circolo allargherà i suoi orizzonti oltre le riunioni dedicate alla poesia custodita nel fondo librario, verso incontri con poeti, narratori e saggisti presenti fisicamente o via skype e seminari dedicati alle varie tipologie di scrittura. Gli incontri si terranno ogni primo lunedì del mese alle 18 e sono riservati ai soci.

Giuseppe Piccoli, lunedì 1 dicembre alle 18,00

PiccoliLunedì 1 dicembre alle 18,00 l’ultimo incontro del circolo dei lettori di poesia sarà su Giuseppe Piccoli. Nella rete su Piccoli:
• Nicola Crocetti http://www.ilgiornale.it/news/cultura/verso-giusto-disperazione-piccoli-ardori-ladro-fuoco-1034886.html
• Giuseppe Martella http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2012/12/13/giuseppe-piccoli-una-pelle-troppo-sottile/
• Luca Minola http://poetarumsilva.com/2013/05/30/fratello-poeta-di-giuseppe-piccoli/
• Stefano Guglielmin http://golfedombre.blogspot.it/2006/10/giuseppe-piccoli.html
• Viviana Scarinci http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/437-Viviana-Scarinci-su-una-poesia-di-Giuseppe-Piccoli.html#extended
• Luigia Sorrentino http://poesia.blog.rainews.it/2012/12/10/giuseppe-piccoli-fratello-poeta/

qualcosa su Verona

Il momento della premiazione, l’esecuzione del Maestro Francesco Bellomi su Piccole estensioni

*

Il concerto dei Motocontrario ensemble su i testi dei vincitori

*

Radio Popolare Verona, martedì 18 novembre, A Righe Quasi Nascoste, Chiara Turozzi anima dell’Iguana: Chiara racconta tutto della comunità editoriale l’Iguana, parla del compleanno iguanesco presso la libreria Libre festeggiato insieme venerdì 14, di Amami per rendermi forte e del futuro … naturalmente.

 Il podcast http://www.radiopopolareverona.com/old/?q=content%2Fliguana-e-chiara-turozzi

7 settembre con Parinama

10406709_10203544756212896_5338802114401059244_nDomenica 7 settembre alle 14,30 Storia di tutte le storie reading (voce e chitarra acustica) un racconto inedito di Viviana Scarinci – musiche originali di Giovanni Palombo. Il reading si terrà a Morlupo RM all’interno della Chiesa del monastero francescano di Santa Maria Seconda (Via Fra’ Carlo da Sezze). A carattere puramente benefico, il reading ha luogo dell’ambito della manifestazione Seconda Giornata del Benessere, Luce & Ombra organizzata dall’Associazione Parinama. Il ricavato verrà devoluto in beneficienza alle famiglie in difficoltà della Parrocchia dei Padri Teatini di Morlupo. Informazioni e iscrizioni: associazioneparinama@libero.it

qualcosa su di noi …

Il Fondo Librario di Poesia contemporanea di Morlupo è stato fondato nell’agosto 2011 ed è promosso dall’Associazione Culturale Libellula. Da allora si sono proposti incontri straordinari come quello con il poeta sudafricano Mario D’Offizi, e con la poetessa brasiliana Marcia Theophilo, concerti di grande rilievo come nel gennaio 2012, quando il gruppo degli Argine ha suonato in occasione della Giornata della memoria. Seminari, come quello in collaborazione con la rivista Filosofi per caso, sull’attuale situazione della comunicazione tra virtuale e reale. Il Fondo Librario di Morlupo ha inoltre organizzato la sezione poesia edita del Premio Rosa d’Eventi patrocinato dal comune di Ustica e dalla Provincia di Palermo. L’Associazione ha pensato la raccolta di un Fondo Librario di Poesia come uno spazio che fosse accessibile a tutti e Biblioteche di Roma ha sancito quest’iniziativa attraverso il patrocinio concesso nel 2012. L’idea del Fondo Librario nasce dalla necessità di creare un luogo in cui possano convergere e essere consultabili i libri di poesia, che sono i più difficili da leggere, i più difficili da comprare e attorno a questo luogo creare pretesti per far vivere i libri, raccontandoli, facendoli conoscere. Riguardo ciò si è pensato di coinvolgere le scuole del territorio attraverso l’organizzazione del Progetto “Poeti al liceo” in collaborazione con il Liceo Scientifico G. Piazzi di Morlupo. Si è trattato di un ciclo di tre conferenze proposte presso l’aula magna del liceo Piazzi tra il 2012 e il 2013 in cui la poetessa e giornalista Rai Luigia Sorrentino, e i poeti Carlo Bordini e Marco Giovenale si sono rivolti agli studenti al fine di far comprendere la poesia in una visione attuale e necessaria rispetto alla lettura della realtà contemporanea. Al Poetry Slam che l’Associazione Libellula ha organizzato nel giugno 2013 si sono iscritti 31 poeti provenienti anche da zone non propriamente limitrofe. E ciò ha rappresentato un grande risultato, proprio perché uno dei principali problemi della nostra area territoriale è la mancanza di una rete informativa che si occupi della diffusione delle notizie che riguardano soprattutto le realtà locali di natura culturale. Dal novembre 2013, ogni primo lunedì del mese Il Fondo Librario organizza il circolo dei lettori di poesia. I lettori del Fondo in questa occasione si riuniscono per leggere i testi di un poeta i cui scritti sono conservati presso il Centro Libellula. L’incontro è preceduto da una introduzione critico biografica a cura del Fondo Librario. L’ingresso è sempre libero e son graditi gli ospiti! Infine per quanto riguarda la produzione di cultura gli anni 2013 e 2014 sono stati straordinariamente fecondi: Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte è un libro nato nell’ambito del Fondo Librario come progetto interculturale, dalla traduzione e dalla pubblicazione nella versione italiana da l’Iguana Editrice, del best seller finnico di Aino Suhola tradotto da Hanna Suni. Il libro è una raccolta di poesie che ha avuto il potere di diventare in breve tempo un progetto etico e sociale che ha già visto l’interessamento di importanti enti e associazioni nell’organizzazione di incontri, reading e giornate di studio. La favola di Lilith è un’opera musicale suddivisa in due atti che nasce dall’incontro di due linguaggi artistici diversi e insieme profondamente affini, quello della poesia e quello della musica. E’ nell’ambito del Fondo Librario che il compositore Edo Notarloberti e la poetessa Viviana Scarinci, hanno accettato di confrontarsi nella realizzazione di un’opera attraverso un vero e proprio work in progress, la cui profonda vocazione interculturale viene pienamente rappresentata dal tema costituito dalla figura di Lilith. Il progetto ora diventa un’opera musicale edita in versione bilingue, grazie alla collaborazione che si è istaurata tra il Fondo Librario e Rossana Rossi responsabile dell’etichetta discografica ARK Records. sarà presentata in anteprima europea nell’ambito del Festival Musicale Internazionale di Lipsia, domenica 8 giugno 2014.

Il Centro Libellula, il tema e i luoghi

Il Centro Libellula prende il suo nome da uno scritto della poetessa Amelia Rosselli risalente al 1958. Il poemetto cui ci siamo ispirati per dare il nome a questo luogo, si intitola La libellula o Panegirico della libertà. E noi abbiamo voluto intendere un tipo di libertà che solo la cultura può dare. Abbiamo infatti investito oltre che sulla riqualificazione strutturale di un luogo anche in un’idea che basa attivamente la sua etica su due capisaldi che a nostro avviso non possono venire scissi: la particolarità delle nostre proposte rivolte agli appassionati di poesia e letteratura insieme alla promozione di un’attività associativa culturale legata alla musica e all’intrattenimento che coinvolge scuole, istituzioni, istituti pubblici e privati. Si è trattato di un progetto ambizioso quello da cui è stato concepito e realizzato il Centro Libellula. Il nostro primo obiettivo è stato la ristrutturazione a norma degli impianti e all’allestimento dei locali secondo i più moderni criteri che regolano l’apertura di un centro culturale all’avanguardia passando anche attraverso la necessaria riconversione di un piccolo parcheggio limitrofo al centro che abbiamo adibito a giardino predisponendolo per l’accoglienza di qualsiasi evento all’aperto. Il giardino, denominato Orto di Melusina prende il suo nome dal poemetto di Antonio Porta dedicato all’aspetto acquatico e fecondo della femminilità. Si accede al centro attraverso il Salotto Libellula, che è il cuore del centro, dotato di maxi schermo per la presentazione di libri anche via skype è il luogo ideale per le attività di un caffè letterario: arredato come un vero e proprio soggiorno con divani e librerie consente presentazioni di libri anche a carattere informale e conviviale. La Sala Amelia Rosselli è pensata per essere adibita sia a presentazioni che prevedano un buon numero di relatori che mostre d’arte in quanto munita di una doppia illuminazione dedicata espressamente a questo, che ai cineforum e videoconferenze, data la presenza di un maxischermo che può essere collegato molto semplicemente a un computer o a un lettore dvd, la capienza della sala è di 20/25 posti seduti. Infine il Fondo Librario di Poesia Contemporanea è una sala preposta alla lettura e posta in modo appartato rispetto al resto della struttura con un tavolo di tipo fratino che consente lo studio e la concentrazione. La stanza è intitolata al poeta e critico d’arte Emilio Villa. Altri due ambienti del Centro Libellula sono intitolati alle poetesse Alda Merini e Antonia Pozzi. La scelta di battezzare ogni ambiente con il nome di una poetessa della tradizione italiana più recente, vuole essere un segnale forte, soprattutto per quanto concerne l’urgenza di un definitivo riconoscimento rispetto all’irrinunciabile necessità che la società e la cultura italiana hanno della creatività femminile.

info c.libellula.m@gmail.com

con L’Iguana in vetrina!

tutte

Sono arrivate al Centro Libellula le Iguane nuovissimo formato

 

"Quando un libro di poe­sie ha la potenza di diven­tare pro­getto etico e sociale, signi­fica che ciò che è stato messo in cir­colo è altret­tanto potente. È que­sto che è suc­cesso intorno alla prima tra­du­zione ita­liana del libro di Aino Suhola, poeta e figura di spicco della cul­tura finlandese. (...) Il rea­li­smo asciutto di Aino Suhola, donna polie­drica e dagli inte­ressi ver­sa­tili, ha con­qui­stato migliaia di let­tori e let­trici e non è dif­fi­cile imma­gi­narne la ragione. I temi toc­cati in Amami per ren­dermi forte con­fer­mano infatti l’enorme risorsa insita nella lin­gua poe­tica quando, libera da orpelli e lezio­sità, punta dritta all’osso. Non per fare appa­rire ciò che ci cir­conda più scarno di quel che è, al con­tra­rio per sot­to­li­nearne la forza poli­tica ed etica della nomi­na­zione. Suhola si immerge nelle trame del dolore sociale con una par­te­ci­pa­zione secca, decisa e affatto pietistica"

“Quando un libro di poe­sie ha la potenza di diven­tare pro­getto etico e sociale, signi­fica che ciò che è stato messo in cir­colo è altret­tanto potente. È que­sto che è suc­cesso intorno alla prima tra­du­zione ita­liana del libro di Aino Suhola, poeta e figura di spicco della cul­tura finlandese. (…) Il rea­li­smo asciutto di Aino Suhola, donna polie­drica e dagli inte­ressi ver­sa­tili, ha con­qui­stato migliaia di let­tori e let­trici e non è dif­fi­cile imma­gi­narne la ragione. I temi toc­cati in Amami per ren­dermi forte con­fer­mano infatti l’enorme risorsa insita nella lin­gua poe­tica quando, libera da orpelli e lezio­sità, punta dritta all’osso. Non per fare appa­rire ciò che ci cir­conda più scarno di quel che è, al con­tra­rio per sot­to­li­nearne la forza poli­tica ed etica della nomi­na­zione. Suhola si immerge nelle trame del dolore sociale con una par­te­ci­pa­zione secca, decisa e affatto pietistica”

Luce Irigaray, Hanna Arendt, Jane Austen, Charlotte Bronte, Rosi Braidotti, Virgina Woolf, Maria Zambrano, Judith Butler, Adriana Cavarero, Teresa D’Avila, Elena Ferrante, Anna Maria Ortese, Julia Kristeva, Sylvia Plath, Luisa Muraro, Carla Lonzi … e molte altre … questa storia speciale impone, categorica e chiara, di fare proprio come le sue eroine. Spalancare le finestre per una boccata d’aria, liberare una leggerezza arguta, formulare segreti felici e sciagurati, affannarsi intorno ai buchi del linguaggio, individuare espressioni inedite per individuare cose consuete e cose sorprendenti, cavalcare l’onda perfetta per surfare alla grande, farsi beffa delle regole del gioco. E dare vita a un ordine differente.

Luce Irigaray, Hanna Arendt, Jane Austen, Charlotte Bronte, Rosi Braidotti, Virgina Woolf, Maria Zambrano, Judith Butler, Adriana Cavarero, Teresa D’Avila, Elena Ferrante, Anna Maria Ortese, Julia Kristeva, Sylvia Plath, Luisa Muraro, Carla Lonzi … e molte altre … questa storia speciale impone, categorica e chiara, di fare proprio come le sue eroine. Spalancare le finestre per una boccata d’aria, liberare una leggerezza arguta, formulare segreti felici e sciagurati, affannarsi intorno ai buchi del linguaggio, individuare espressioni inedite per individuare cose consuete e cose sorprendenti, cavalcare l’onda perfetta per surfare alla grande, farsi beffa delle regole del gioco. E dare vita a un ordine differente.

"A che serve negarlo? Io e voi corriamo tutti a perdifiato uno dietro l’altro, ignorandoci bellamente, senza imparare un granché che dagli errori e dalle cantonate clamorose. Perché non facciamo che correre e, qualche volta, fermarci. Allora guardiamo a terra e scuotiamo la testa, e lo faremo fino a quando non avremo trovato il punto in cui è indicata l’esatta distanza, che sarà come sempre: né troppo vicino né troppo lontano."

“A che serve negarlo? Io e voi corriamo tutti a perdifiato uno dietro l’altro, ignorandoci bellamente, senza imparare un granché che dagli errori e dalle cantonate clamorose. Perché non facciamo che correre e, qualche volta, fermarci. Allora guardiamo a terra e scuotiamo la testa, e lo faremo fino a quando non avremo trovato il punto in cui è indicata l’esatta distanza, che sarà come sempre: né troppo vicino né troppo lontano.”

“Bisogna sempre provare a pensare quello che non si è ancora pensato”, mettere al mondo una novità, produrre un cambiamento inatteso. Perché il proposito delle Madres de Plaza de Mayo non si risolveva semplicemente determinando una presenza scomoda per il piano dittatoriale. Esaltare la vita mentre tutti parlavano di morte e mettere in gioco la maternità: questo sì, apriva un nuovo orizzonte simbolico in cui la perdita, il vuoto, non veniva elaborato ma, imprevedibilmente, convertito nello spazio accogliente di un agire radicalmente trasformativo. E proprio qui, varcato il confine tra quotidianità e politica, accadeva l’imprevisto.

“Bisogna sempre provare a pensare quello che non si è ancora pensato”, mettere al mondo una novità, produrre un cambiamento inatteso. Perché il proposito delle Madres de Plaza de Mayo non si risolveva semplicemente determinando una presenza scomoda per il piano dittatoriale. Esaltare la vita mentre tutti parlavano di morte e mettere in gioco la maternità: questo sì, apriva un nuovo orizzonte simbolico in cui la perdita, il vuoto, non veniva elaborato ma, imprevedibilmente, convertito nello spazio accogliente di un agire radicalmente trasformativo. E proprio qui, varcato il confine tra quotidianità e politica, accadeva l’imprevisto.

24 maggio Biblioteca di Villa Bruno ore 18,30

lilith

Il progetto Lilith da cui è nato il CD La Favola di Lilith ha origine da un’idea di Edo Notarloberti e Viviana Scarinci. L’organizzazione ha avuto inizio circa due anni fa e ha coinvolto per la produzione Rossana Rossi, responsabile dell’etichetta discografica ARK Records e per la presentazione al pubblico italiano coinvolge ora l’Associazione Culturale Progetto San Giorgio e il Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo RM.

Il 24 maggio alle ore 18,30 presso la Biblioteca di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano NA sarà infatti presentata in anteprima nazionale a cura dell’Associazione Progetto San Giorgio La Favola di Lilith con testi scritti e recitati da Viviana Scarinci e musiche composte e dirette da Edo Notarloberti.

L’opera, due atti per quartetto d’archi, pianoforte e voce recitante è incentrata sulla figura di Lilith, la prima compagna di Adamo secondo la tradizione ebraica e sia dal punto dal vista testuale che musicale non è una rielaborazione meramente narrativa della figura di un demone femminile. Il primo atto attraverso una sorprendente e variegata sinergia tra testo e musica descrive simbolicamente il ritorno di Lilith dalla regione vita/morte del mito. Il secondo atto inizia con un monologo in cui le musiche acquistano una dimensione ancora più intensa, per raccontare il momento in cui Lilith si rivolge a Dio (di cui secondo una credenza dell’ebraismo è stata amante) e prosegue con un dialogo tra Lilith e Er, il personaggio del mito platonico cui è stato concesso di andare e tornare dalla morte. In questo secondo atto Er per il motivo di conoscere vita e morte assurge a essere l’uomo vedente per antonomasia, pur non avendo compiuto la sua umanità morendo.

Il Fondo Librario di Poesia di Morlupo RM, raccolto dall’Associazione Culturale Libellula e patrocinato da Biblioteche di Roma è stato già promotore nel dicembre 2013 del progetto Amami per rendermi forte, con la curatela del libro di poesie di Aino Suhola edito dall’Iguana Editrice. Con La favola di Lilith il FL si conferma ancora una volta nell’impegno alla divulgativa indipendente della poesia, della musica e dell’arte in genere intendendoli strumenti privilegiati nello scambio e nella fruizione delle esperienze umane e creative.

L’associazione PROGETTO SAN GIORGIO
in collaborazione con il FONDO LIBRARIO DI POESIA CONTEMPORANEA DI MORLUPO
presenta

anteprima nazionale

dell’opera musicale
LA FAVOLA DI LILITH

due atti di

viviana scarinci e edo notarloberti

diretto da EDO NOTARLOBERTI
interpretato da VIVIANA SCARINCI
violino CATERINA BIANCO
violino IRENE VANACORE
viola ANGELA MUSCO
violoncello LEONARDO MASSA
pianoforte MARTINA MOLLO

evento facebook:

https://www.facebook.com/events/293833160775514/

INGRESSO LIBERO
fino ad esaurimento posti

sabato 24 maggio 2014
c/o la Biblioteca di VILLA BRUNO
via Cavalli di Bronzo
San Giorgio a Cremano (NA)

Lunedì 5 maggio ore 18,00: L’albero di Diana, un incontro su Alejandra Pizarnik

pizarnik

Un giorno, forse, troveremo rifugio nella realtà vera. Intanto, posso dire fine a che punto sono in disaccordo? a. p.

Lunedì 5 maggio, per il circolo dei lettori di poesia alle ore 18,00: L’albero di Diana, un incontro su Alejandra Pizarnik a cura di Viviana Scarinci.  Centro Libellula, via San Michele 8, Morlupo RM

info c.libellula.m@gmail.com

su Pizarnik in questo sito vedi pure “Voluttuosità inaggettivale”

Gli anni tra i 60 e il 70 del novecento hanno significato grandi sommovimenti sociali, politici e culturali. Le vite di poeti come Alejandra Pizarnik le cui opere spesso costituiscono un binomio ameno tra azione e riflessione, possano essere utili al fine di analizzare anche il momento storico e culturale in cui sono state scritte e possono inoltre costituire un ponte significativo tra le generazioni di allora e quelle presenti. A questo proposito viene qui proposto il documentario Memoria iluminada un’opera dal linguaggio cinematografico estremamente eloquente e una testimonianza importante su Alejandra Pizarnik che va oltre la biografia mirando a far comprendere insieme al poeta il nucleo creativo umano inserito nel contesto storico in cui visse. Così, diari personali, lettere, poesie, la storia della sua famiglia e gli amici, sono anche lo strumento principale per rintracciare quel percorso misterioso che dalla poesia ha portato Pizarnik all’autodistruzione. Oggi, dopo la sua morte e dopo essere stata censurata dalla dittatura del suo paese, Alejandra Pizarnik è stata riscoperta dalle nuove generazioni, diventando il poeta più letto in Argentina. Eminente rappresentante del surrealismo poetico nacque a Buenos Aires il 29 aprile 1936. Battezzata con il nome di Flora Pizarnik, era la figlia di Elías Pizarnik e Rejzla Bromiker , entrambi immigrati ebrei russi che erano impegnati nel commercio di gioielli. Crebbe in un sobborgo di Avellaneda con l’unica sorella Myriam, maggiore di lei. Nel 1954, dopo il liceo, si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Buenos Aires fino al 1957, frequentando corsi di letteratura, giornalismo e filosofia, ma senza terminare gli studi. Parallelamente prese lezioni di pittura con Juan Batlle Planas. Fortemente influenzata da Antonio Porchia, dai simbolisti francesi, soprattutto Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé tra il 1960 e il 1964, Pizarnik visse a Parigi dove lavorò per la rivista “Journal” e per alcuni editori francesi. In quegli anni sue poesie e recensioni furono pubblicate in diversi giornali. Studiò religione e letteratura francese alla Sorbona, strinse amicizia con Julio Cortázar, Rosa Chacel e Octavio Paz, a quest’ultimo si deve il prologo de L’albero di Diana, la quarta raccolta di poesie uscita nel 1962, che già rifletteva pienamente la maturità del poeta Pizarnik. Tornata a Buenos Aires nel 1964, pubblicò le sue più importanti raccolte di poesia. Nel 1969 ricevette la borsa di studio Guggenheim, che le permise un viaggio a New York. Il 25 settembre 1972, all’età di 36 anni, si suicidò ingerendo 50 pillole di Seconal durante un fine settimana di permesso dall’ospedale psichiatrico di Buenos Aires, dove era stata ricoverata a seguito di una grave depressione che le era già costata ripetuti tentativi di suicidio.

 

Calendario di maggio

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  • Lunedì 5 ore 18 per il circolo dei lettori di poesia: Alejandra Pizarnik

  • Domenica 11 dalle 10 alle 19 Dargo Open House, mostra oggetti d’arte e artigianato

  • Lunedì 19 alle 18,00 per la giornata mensile dedicata ai soci di Libellula HAMEDesign racconta la sua esperienza nel mondo della grafica e dell’architettura

  • Sabato 24 ore 18,30 San Giorgio a Cremano NA, presentazione de La Favola di Liltih a cura dell’Associazione Culturale Progetto San Giorgio e del Fondo Librario di poesia di Morlupo

 

… poesia, yoga, videodocumenti, musica: il calendario di aprile!

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Il Centro Libellula  per il mese di aprile 2014 propone 4 incontri imperdibili …

• Per il circolo dei lettori di poesia di lunedì 7 alle 18 la scelta è caduta su Adrienne Rich, americana morta nel 2012. La poetica della Rich è quella più recente di cui si è parlato finora e come sempre nel caso del circolo dei lettori la scelta della figura al centro dell’incontro non è casuale. “l’arte” pronuncia Rich in un celebre discorso “non significa nulla se serve semplicemente ad abbellire la tavola del potere che la tiene in ostaggio”. E’ proprio alla luce della nostra contemporaneità di cui Rich fu pienamente partecipe che si vuole mostrare come il rapporto tra una donna e il potere, possa essere testimoniato in modo estremamente eloquente da un’opera poetica. INGRESSO LIBERO

sabato 12 dalle ore 16 alle 19 “La colonna vertebrale la montagna sacra che sorregge il corpo”, seminario yoga pratico intensivo sulla colonna vertebrale, docente Carla Ciangola (http://parinama.it/) – max 8 partecipanti . Il dolore alla schiena è una sintomatologie tra le più diffuse oggi. Le cause vanno ricercate nella sedentarietà e nelle posture scorrette, soprattutto sul posto di lavoro ma anche nelle immancabili prove emotive e psicologiche cui la vita ci sottopone. La validità della pratica yoga consiste nel ridare centralità e armonia al corpo e ai suoi movimenti al fine di assumere attraverso le asana (gli esercizi tipici della tradizione yoga) una buona integrazione tra le qualità del corpo e della mente. Nella cosmologia Hindu la colonna vertebrale viene chiamata Merudanda e il paragone sta ad indicare che come il monte Meru, dimora del dio Shiva, è l’asse del mondo, così la colonna vertebrale, la montagna sacra, sorregge il nostro corpo. –E’ prevista una quota di partecipazione, info e prenotazione tel. 06 98267808, mob. 333 2045759 c.libellula.m@gmail.com

• Per il lunedì dedicato soci e con i soci come protagonisti 28 aprile alle 18 Non sono solo canzonette” il ruolo degli autori meno conosciuti, l’influenza sociale della canzone d’autore italiana, il rock progressivo,  un excursus con chitarra classica dagli anni 60 agli 80 a cura di Lucio Decina e Viviana Scarinci. INGRESSO RISERVATO AI SOCI

D’amore e di politica: Pablo Neruda lunedì 3 febbraio ore 18,00

frasi-pablo-nerudaIl Circolo dei lettori di poesia si riunisce presso il Centro Libellula di Morlupo lunedì 3 febbraio alle ore 18 in occasione del consueto incontro dedicato alla lettura di un poeta del quale il fondo librario custodisce l’opera. Questo mese l’appuntamento riguarda la poesia d’amore e la passione politica attraverso la lettura dei testi del poeta cileno, Premio Nobel 1971, Pablo Neruda. La scelta di questo mese cade non a caso dopo la presentazione presso il circolo dei lettori della poesia di Lorenzo Calogero, John Keats, Emily Dickinson, Vittorio Reta, Patrizia Vicinelli. Con questo appuntamento si vuole infatti mostrare attraverso le letture di Neruda, un’attitudine poetica profondamente diversa rispetto alle precedenti. Sono previste come sempre anche letture a cura degli intervenuti. INGRESSO LIBERO

Sono tre gli appuntamenti previsti per la prima settimana di febbraio

• Lunedì 3 febbraio alle ore 18 Centro Libellula di Morlupo, il circolo dei lettori di poesia si riunirà sul poeta cileno, Premio Nobel, Pablo Neruda.
• Mercoledì 5 alle ore 18,30 a Roma presso “Fandango incontro” nell’ambito di PWA ConneXion, prima presentazione romana di “Amami per rendermi forte”
• Sabato 8 febbraio alle 18,00 è previsto presso il Centro Libellula di Morlupo il penultimo appuntamento per il ciclo Modus Vivendi “Creatività: come scoprire le nostre risorse interiori attraverso la psicologia” a cura della psicoterapeuta Rita Martani.

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Il Circolo dei lettori di poesia si riunisce presso il Centro Libellula di Morlupo lunedì 3 febbraio alle ore 18 in occasione del consueto incontro dedicato alla lettura di un poeta del quale il fondo librario custodisce l’opera. Questo mese l’appuntamento riguarda la poesia d’amore e la passione politica attraverso la lettura dei testi del poeta cileno, Premio Nobel 1971, Pablo Neruda. La scelta di questo mese cade non a caso dopo la presentazione presso il circolo dei lettori della poesia di Lorenzo Calogero, John Keats, Emily Dickinson, Vittorio Reta, Patrizia Vicinelli. Con questo appuntamento si vuole infatti mostrare attraverso le letture di Neruda, un’attitudine poetica profondamente diversa rispetto alle precedenti. Sono previste come sempre anche letture a cura degli intervenuti. INGRESSO LIBERO

Mercoledì 5 alle ore 18,30 a Roma nell’ambito di PWA ConneXion, Fandango incontro (Via dei Prefetti, 22 00186 Roma T: +39 06 97276614 http://www.fandangoincontro.it/) ospita la presentazione di Amami per rendermi forte. Si tratta un libro nato nell’ambito del Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo come progetto interculturale, dalla traduzione e dalla pubblicazione nella versione italiana da L’Iguana Editrice, del best sel¬ler fin¬nico di Aino Suhola. Il libro è una raccolta di poe¬sie che ha avuto il potere di diven¬tare in breve tempo un pro¬getto etico e sociale che ha già visto l’interessamento di importanti enti e associazioni nell’organizzazione di incontri, reading e giornate di studio. Quella di mercoledì 5 febbraio presso Fandango Incontro in collaborazione con PWA Professional Women’s Association di Roma è la prima data romana in cui il libro verrà presentato. L’evento sarà moderato da Michela De Carlo, giornalista, parteciperanno la traduttrice Hanna Suni e la curatrice Viviana Scarinci. Il reading è a cura di Ilaria Parisella (PWA membri e ospiti €10)

Sabato 8 febbraio alle 18,00 è previsto presso il Centro Libellula di Morlupo il penultimo appuntamento per il ciclo Modus Vivendi “Creatività: come scoprire le nostre risorse interiori attraverso la psicologia”. L’incontro a cura di Rita Martani, psicoterapeuta, riguarderà l’importanza dell’arte per il nostro benessere, in tutte le sue forme, sia in qualità di fruitori che di artefici ognuno della propria originale creatività. Il progetto Modus Vivendi è un ciclo di conferenze organizzate e promosse dal Centro Libellula di Morlupo al fine di valorizzare la conoscenza di alcune discipline e materie da cui poter trarre sia un’informazione generale su basi rigorose e accessibili che fornisca spunti per eventuali approfondimenti. INGRESSO LIBERO

Prossimi incontri: il 7 e l’11 gennaio alle 18,00

Due incontri a cura del Fondo Librario di Poesia di Morlupo RM

“Bisogna lasciare lo spazio alle cose. Il verbo non è l’essere, è forse questo che salva la poesia. Il poeta viene considerato tale anche se lavora all’Olivetti … Non è che la società richieda poeti attraverso annunci sui giornali. Lo “status” sociale dell’essere poeta non dipende da una merce qualsiasi ma dalla parola prestabilita che il poeta usa come merce particolarissima, la quale viene valorizzata sempre a posteriori da un mercato dell’ideologia”. Vittorio Reta

  • Martedì 7 gennaio ore 18 il circolo dei lettori di poesia del Fondo Librario di Morlupo si riunisce presso il Centro Libellula. Letture dai testi di Patrizia Vicinelli e Vittorio Reta
  • Sabato 11 gennaio ore 18 terzo incontro del Ciclo Modus Vivendi “Un tè con Emily Dickinson” una possibile lettura biografica e psicologica della figura di Emily Dickinson a cura di Rita Martani e Viviana Scarinci

Il Centro Libellula inizierà le attività culturali del 2014 sotto il segno della poesia con due incontri a cura del Fondo Librario di Poesia di Morlupo. Il circolo dei lettori martedì 7 gennaio alle 18,00 si riunirà come ormai di consueto, per condividere letture di poesia. Questo mese saranno letti alcuni brani tratti dalle opere di Patrizia Vicinelli (1943-1991) figura di spicco della poesia di avanguardia, performer di altissimo livello che si dedicò anche al cinema underground e alle arti visive. Attraverso una pratica di vita totalmente al di fuori degli schemi, l’esperienza artistica e esistenziale di Patrizia Vicinelli evidenzia ora più mai la matrice di un rigore antideologico concretamente capace di una poesia delle cose tanto trascendente quanto antimetafisica, come sottolinea Guido Guglielmi “La Vicinelli si incontra incontrando la fisicità delle cose. L’apertura al mondo è apertura su se stessa” . Tra le molte opere prodotte da Vicinelli uno dei testi su cui porremo l’attenzione è un’insolita versione della favola di Cenerentola. Detenuta a Rebibia tra il 77 e il 78 Vicinelli compose e mise in scena nell’ambito carcerario Cenerentola una pièce teatrale di cui fu anche regista, che coinvolgeva le detenute in un radicale stravolgimento dell’identità femminile attraverso la riscrittura di una delle favole più note, e narrata soprattutto alle bambine. L’altro poeta cui è dedicato l’incontro del 7 gennaio è Vittorio Reta (1947-1977) il cui unico libro costituisce un documento di rara originalità in nessun modo paragonabile a scritture poetiche di epoche precedenti o successive. Il libro dedicato esplicitamente a Patrizia Vicinelli, che Reta frequentò per un periodo, è la manifestazione attraverso la poesia della necessità di un radicale scardinamento rispetto al “ruolo” che a volte il poeta crede di accondiscendere nei confronti della società e del reale “La poesia non è un’ontologia ma una funzione. Per questo ogni ponte tra parola e cosa è crollato. La lingua in quanto rappresentazione della realtà, è una macchina che non funziona”. Nel 1977 Vittorio Reta concluse volontariamente la sua esistenza avendo pubblicato soltanto le poesie di Visas per l’editore Feltrinelli.

Sabato 11 gennaio alle 18,00 è previsto l’altro appuntamento che il Centro Libellula dedica alla poesia. L’incontro a cura del Fondo Librario di Poesia e di Rita Martani, psicoterapeuta, riguarda la figura della poetessa americana Emily Dickinson. Si tratta del terzo appuntamento di un ciclo di conferenze gratuite organizzate e promosse dal Centro Libellula di Morlupo al fine di valorizzare la conoscenza di alcune discipline e materie da cui poter trarre sia un’informazione generale su basi rigorose e accessibili che spunti per eventuali approfondimenti. Nell’ambito di questo incontro, attraverso la lettura dei testi e il profilo psicologico e biografico dell’enigmatica poetessa americana, ci chiederemo insieme alla psicologa chi fosse Emily Dickinson: una donna castissima che abbraccia la poesia preferendola alla mondanità? Un’eroina moderna, una sacerdotessa pagana e disinibita, un’integralista che conduce fino alle estreme conseguenze il suo gioco? Oppure, come una suggestiva ipotesi biografica suggerisce, niente di tutto questo … Per chi volesse approfondire, oltre che partecipare all’incontro, qui trova una lettura alternativa di alcune circostanze della biografia di Emily Dickinson https://viadellebelledonne.wordpress.com/2013/10/05/qualche-ipotesi-sul-caso-emily-dickinson/

“Maestro. Se lei vedesse una pallottola colpire un Uccello – e lui le dicesse che non è stato colpito – lei magari sarebbe commosso dalla sua gentilezza, ma certamente dubiterebbe della sua parola – Ancora una goccia dalla ferita che macchia il petto della sua Margherita – allora ci crederebbe? La fede di Tommaso nell’Anatomia era più forte della sua fede nella fede. Mi ha fatta Dio, signore – non mi sarebbe dato di essermi fatta da me stessa. Non so come sia avvenuto – Lui mi ha formato un cuore – Via via è diventato più grande di me – e come una madre piccola – con un figlio grosso – mi sono stancata di tenerlo – Ho sentito parlare di una cosa chiamata “Redenzione” – che ha dato pace a uomini e donne – Si ricorderà che gliel’ho chiesta – ma lei mi diede qualcosa di diverso – Dimenticai la Redenzione (tra i Redenti – a lungo glielo nascosi – ma sapevo che lei mi aveva cambiata – io) e ero stanca – basta – questo straniero mi era diventato così prezioso che se esso e il mio stesso respiro – fossero stati l’Alternativa – di quest’ultimo avrei fatto a meno con un sorriso ”. Emily Dickinson