Poeti dal Fondo: Carlo Bordini

Viviana Scarinci scrive su Memorie di un rivoluzionario timido di  Carlo Bordini


La rivoluzione è un movimento più o meno violento per mezzo del quale si istituisce un cambiamento. Per un poeta come Bordini, questa rivoluzione accade di continuo tra la pagina e gli occhi. Qui scorre una specie di flusso di coscienza aumentata, perché in poesia la rivoluzione è in primo luogo quella ineluttabile connaturata alla mutevolezza dei linguaggi, proprio e altrui, e al continuo instaurarsi degli uni a svantaggio degli altri. Da questo punto di vista la lettura di Memorie di un rivoluzionario timido ci appare come una ricognizione di questa mutevolezza. Sia nel senso militare che il significato del termine esprime: operazione diretta a riconoscere le forze e la posizione del nemico; sia nel senso etimologico: dal latino recognitio “conoscere di nuovo”, cioè tornare su quanto già si ritiene di conoscere dei propri passi, per rinvenire una possibile nuova e ulteriore conoscenza. Leggi tutto

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