23 settembre ore 17,00 Annina tragicomica da Libellula!

da Libellula settembre inizia con Annina!

Presentazione

Annina tragicomica

di Viviana Scarinci

Morlupo sabato 23 settembre ore 17,00
Centro Culturale Libellula
Via San Michele, 8

annina-tragicomica-scarinci-3DRELATRICI

Anna Maria Curci, curatrice dell’opera, germanista e poetessa
Paola Del Zoppo, ricercatrice, studiosa di letterature e culture comparate
Marta Paniccia, psicoterapeuta sistemico-relazionale, terapeuta familiare

con la partecipazione dell’editore Giovanni Duminuco via Skype


21 e 23


Con il mese di settembre 2017 si apre un ciclo di presentazioni dedicate a Annina tragicomica l’ultimo libro di Viviana Scarinci, edito dalla casa editrice Formebrevi.

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica.

L’evento di giovedì 21 settembre all’Aquila è incluso nella rassegna il Weekend d’Autore (a cura di Sonia Ciuffetelli) che si terrà dal 21 al 24 settembre a Palazzo Fibbioni, evento che coinvolgerà scrittrici ed autori del panorama nazionale ed europeo in una quattro giorni in cui si alterneranno saggisti, narratori, poeti.

L’evento successivo previsto per sabato 23 settembre presso il Centro Libellula – Fondo Librario di poesia di Morlupo si avvale della presenza di tre specialiste Anna Maria Curci, Paola Del Zoppo e Marta Paniccia che insieme all’autrice contribuiranno a inquadrare i contenuti del libro. In questa occasione parteciperà via Skype anche Giovanni Duminuco, come editore del libro e in rappresentanza della stretta collaborazione che si è instaurata tra l’Associazione Culturale Formebrevi e l’Associazione Culturale Libellula.


IMG-20160719-WA0003

Annunci

Aperte le iscrizione ai corsi di inglese 2017/18

Da oggi sono aperte le iscrizioni per i corsi di inglese 2017/18!

IMG-20151012-WA0000 (800x450)CENTRO LIBELLULA CORSI 2017/2018 info 06.98267808 – 333.2045759, per conoscere tutte le nostre attività

IMG_6259 (528x800)

INGLESE per tutti!

Individuali o collettivi da 12 ore calendarizzate alla prenotazione. Ideati secondo le esigenze del singolo, per adulti e bambini. I corsi di inglese includono anche la preparazione per esami Cambridge PET and FCE.

banner-inglese-5

Corsi

 
IMG-20160719-WA0003

Anno 2017/18 … Libellula cresce!

di Viviana Scarinci

Libellula inizia la stagione 2017/18 confermando e proseguendo le attività nelle quali si è sempre distinta sia a livello organizzativo che contenutistico: lezioni di inglese per adulti e bambini tenute da docenti madrelingua altamente specializzati e pensate per qualsiasi tipo di esigenza, organizzazione di eventi culturali di rilievo, stretta collaborazione con le Istituzioni del territorio, gemellaggi con importati realtà culturali nazionali e internazionali, editoria (che da quest’anno vedrà il fondo librario di poesia di Morlupo coinvolto in un’attività di produzione oltre che di conservazione), collaborazione con numerosi professionisti, tra i quali  spicca il nostro team di psicoterapeute che da quest’anno si avvale di un nuovo membro: la dottoressa Sara Agostini. Inauguriamo poi in questo mese una nuova sezione di lavori culturali: quella che si occuperà nello specifico di servizi editoriali. Ed infine, ma non meno importante, il progetto Zer0Magazine 2018 che punta a un tipo di pubblicazione sia cartacea che digitale che sia espressione ancora più capillare e pregnante di tutte le realtà virtuose pubbliche e private che affianchiamo e di cui ci occupiamo localmente ma non solo. Inoltre Libellula si presenta quest’anno con alcune importanti innovazioni e ampliamenti dei locali. Si vanno infatti ad aggiungere ai locali esistenti, due nuove postazioni lavorative offerte alla condivisione e un secondo spazio servizi e sala d’attesa che grazie all’arredo Dargo contribuiscono a rendere la sede associativa ancora più bella e funzionale. Dunque tutto è pronto per questo nuovo inizio! Buona cultura a tutti!

LAPUTA e la parola CONDIVISIONE

Ieri da Libellula abbiamo festeggiato la nascita di un’associazione culturale di cui in futuro si sentirà molto parlare. L’associazione culturale LAPUTA con sede a Bracciano nasce per promuovere la cultura del fumetto, la poesia e la letteratura in genere. Una partnership importantissima per noi di Libellula! Un’occasione di incontro, confronto e scambio nel vivo di azioni concrete condivise. Di seguito condividiamo la carta di intenti della neonata associazione con tutto quello che significa la parola condivisione. Info 329 7561909


Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che
chiunque altro sta pensando
Haruki Murakami

Carta di intenti

L’associazione Laputa nasce con l’intento di promuovere iniziative culturali che siano di stimolo al territorio contribuendo a formare una società dinamica e non fossilizzata su categorie e stereotipi che interferiscono con un naturale e giusto progresso. Miriamo a costruire un piccolo nucleo di positività nella realtà territoriale, in cui il confronto intersociale e intergenerazionale sia favorito, nella speranza di contribuire ad abbattere le mille barriere che la società di una piccola cittadina – e forse non accade solo nelle piccole cittadine – tende a innalzare. Obiettivo fondamentale è la creazione di una camera d’eco sottile che stimoli allo sviluppo del personale gusto della bellezza e dell’unitarietà tra etica e arte, e quindi all’impegno nell’affrontare le dissonanze cognitive non con l’aderenza al mainstream ma con una graduale presa di coscienza dell’autonomia del proprio giudizio. Crediamo che per raggiungere obiettivi duraturi che sappiano fare davvero la differenza sia fondamentale che le idee di confronto sereno, scambio aperto e paritario e riconoscimento della ricchezza dell’altro entrino a far parte del sentire comune e di una cultura condivisa. A questo fine, l’individuazione di un linguaggio nuovo, autentico e nonviolento è la chiave essenziale per stimolare una trasformazione culturale che abbia radici profonde. Per rendere possibile tutto questo, riteniamo necessario favorire la creazione di un ambiente protetto da atteggiamenti poco accoglienti, autoritari, o in ogni modo violenti, un luogo ordinato, in cui la trasparenza e la limpidezza di regole e ruoli condivisi aiutino e stimolino l’espressione. Crediamo altresì che favorire la creazione di un luogo protetto non sia sinonimo di esclusività o svilimento di chi non è parte di questa realtà, ma che interpreti l’idea di inclusione e inclusività in senso più profondo, non come semplice partecipazione. Siamo convinti che, vivendo esperienze positive, che siano queste esperienze di lettura condivisa o la scoperta e l’incontro con realtà sempre nuove, le persone imparino a discernere la bellezza e l’autenticità, e quindi a vivere meglio in generale, riconoscendo ciò che è artefatto o non-bello. Per poter garantire il raggiungimento di tale obiettivo è indispensabile riuscire a creare e mantenere all’interno dell’associazione e durante ogni iniziativa proposta, un clima aperto, accogliente e cortese, un luogo in cui a tutti sia data la possibilità di esprimere le proprie idee e in cui la ricchezza apportata dall’incontro con l’altro sia sempre considerata valore aggiunto. Crediamo inoltre che agire politicamente voglia dire agire sulla cultura e con la cultura, per questo oltre a favorire l’individuazione di strumenti in grado di stimolare consapevolezza del singolo, intendiamo proporre iniziative in grado di ristabilire sebbene con lentezza, gli equilibri di un mercato culturale troppo incentrato sul profitto a scapito della qualità, il che ha comportato inevitabilmente, nel tempo, lo svilimento del ruolo politico e di crescita sociale della lettura, della letteratura e dell’arte.

I soci fondatori

Poeti dal Fondo: Carlo Bordini

Viviana Scarinci scrive su Memorie di un rivoluzionario timido di  Carlo Bordini


La rivoluzione è un movimento più o meno violento per mezzo del quale si istituisce un cambiamento. Per un poeta come Bordini, questa rivoluzione accade di continuo tra la pagina e gli occhi. Qui scorre una specie di flusso di coscienza aumentata, perché in poesia la rivoluzione è in primo luogo quella ineluttabile connaturata alla mutevolezza dei linguaggi, proprio e altrui, e al continuo instaurarsi degli uni a svantaggio degli altri. Da questo punto di vista la lettura di Memorie di un rivoluzionario timido ci appare come una ricognizione di questa mutevolezza. Sia nel senso militare che il significato del termine esprime: operazione diretta a riconoscere le forze e la posizione del nemico; sia nel senso etimologico: dal latino recognitio “conoscere di nuovo”, cioè tornare su quanto già si ritiene di conoscere dei propri passi, per rinvenire una possibile nuova e ulteriore conoscenza. Leggi tutto

Giacomo Cerrai su Annina Tragicomica

UNA NOTA DI LETTURA DA IMPERFETTA ELLISSE

g“Penso che questa lettura polifunzionale sia dovuta a un certo grado di neutralità della lingua adottata, parlo di neutralità emotiva che non “pilota” necessariamente verso direzioni specifiche, parlo anche della selezione semantica, della voluta ambiguità di un tono talvolta verbalizzante, delle tecniche di disallineamento sintattico o di diacronia, come ad esempio la sospensione delle clausole (chiusure) in certe catene sintattiche, che tende a rivoluzionare l’aspettativa ordinaria di chi legge, e così via. Un effetto anche molto affascinante, come l’osservazione di un frammentato ma continuo pensiero dominante.” http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/902-Viviana-Scarinci-Annina-tragicomica.html


IMG-20170509-WA0003

Annina si oppone alla rinuncia e al soffocamento, alla menzogna travestita con gale e merletti, al trafugare, per distruggerli, i reperti. Sta, imperterrita eppure consapevole del rischio fatale, «molto vicino al bordo», fruga, un po’ Antigone e pur sempre Anna (sorella Anna?) tra «queste alture brulle» e intanto pensa «dovrebbe cercare tra il cocciopesto, i destinatari di questa maledizione». Possiede, la sua ricerca, un fondo e un fondamento prezioso, trascurato da molti: «Fremono gli oggetti spiati, sotto l’universo che li ignora.» e, aggiungo io, se la ridono di qualsiasi catalogazione, ché etichettarli come “versi” o “prosa”. (dalla prefazione, a cura di Anna Maria Curci)

Viviana Scarinci, Annina Tragicomica, Formebrevi 2017

Giovanni Duminuco finalista al Premio Montano 2017

E’ veramente una grande gioia per noi dell’Associazione Culturale Libellula, apprendere che la raccolta di poesie “La ferita distorta dell’agire” di Giovanni Duminuco (Formebrevi Edizioni 2016) è finalista alla XXXI edizione del Premio Lorenzo Montano http://www.anteremedizioni.it/opera_edita

Giovanni Duminuco ( già Premio Lorenzo Montano 2013 per la raccolta poetica inedita “Dinamiche del disaccordo”) conferma così quello che noi già sapevamo da tempo: di essere un autore di poesia di assoluto rilievo, e con il progetto editoriale Formebrevi, un partner fondamentale per le future iniziative culturali e editoriali del Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo.

Leggi tutto


formebrevi_2

Poesia in prosa quella di Duminuco, che slarga contemporaneamente su diversi universi semantici dove mondi solitamente tenuti in disparte vengono connessi da una forza sintattica che ha dell’epico. L’autore passa da una riflessione filosofica già teologizzata al nichilismo, al lamento per non essere fatto parte di una memoria comune la quale a sua volta, in una vorticosa associazione, dichiara che quando pensiamo ci stiamo mentendo, poiché in effetti le parole si ripiegano nel breve orizzonte della vita dei corpi. Tutto ciò nel giro di un periodo sintattico che consegue lo spazio dell’aforisma.
(dalla postfazione, a cura di Peter Carravetta)

Giovanni Duminuco, La ferita distorta dell’agire

Un’intervista di Maurizio Corrado a Giovanni Duminuco su Repubblica online

di Viviana Scarinci

Giovanni-DuminucoUn’intervista di Maurizio Corrado a Giovanni Duminuco sul blog di Repubblica online “L’Architetto nella foresta”. Essere autori di poesia e di saggistica oggi. Essere editori. Creare forme di partecipazione sociale nell’ambito del proprio lavoro culturale. In questo senso il proprio legame con la poesia diventa un moltiplicatore veramente capace di (ri)generare tessuti culturali diversificati. E’ questo che indica Giovanni Duminuco.


“Mi piace molto l’idea che i libri di Formebrevi siano sostenibili: ognuno di loro è parte di un progetto che con il tempo comincia a divenire più interessante. Tra i nostri libri vige un senso di responsabilità, che si traduce non solo nel totale reinvestimento dell’eventuale ricavato dalle vendite di un libro per coprire le spese di stampa e distribuzione del libro successivo, ma nel legame di co-appartenenza che unisce i libri e gli autori che fanno parte del nostro progetto”.

Leggi tutto


formebrevi_2

Poesia in prosa quella di Duminuco, che slarga contemporaneamente su diversi universi semantici dove mondi solitamente tenuti in disparte vengono connessi da una forza sintattica che ha dell’epico. L’autore passa da una riflessione filosofica già teologizzata al nichilismo, al lamento per non essere fatto parte di una memoria comune la quale a sua volta, in una vorticosa associazione, dichiara che quando pensiamo ci stiamo mentendo, poiché in effetti le parole si ripiegano nel breve orizzonte della vita dei corpi. Tutto ciò nel giro di un periodo sintattico che consegue lo spazio dell’aforisma.
(dalla postfazione, a cura di Peter Carravetta)

Giovanni Duminuco, La ferita distorta dell’agire

Pausa estiva

So much Summer
Me for showing
Illegitimate –
Would a Smile’s minute bestowing
Too exorbitant

To the Lady
With the Guinea
Look – if She should know
Crumb of Mine
A Robin’s Larder
Would suffice to stow –

Così tanta Estate
Per mostrarmi
Illegittima –
L’esiguo dono di un Sorriso
Troppo esorbitante

Alla Dama
Con la Ghinea
Parrebbe – se sapesse
Che una Briciola delle Mie
Una Dispensa di Pettirosso
Basterebbe a stipare –

Emily Dickinson 

Pausa sobria iEcp

PROTOCOLLO D’INTESA con l’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”

Siamo veramente lieti di rende noto che venerdì 16 giugno 2017 l’Associazione Culturale Libellula e Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo hanno firmato un PROTOCOLLO DI INTESA e una CONVENZIONE volta a una collaborazione ancora più stretta.

Introduzione Dirigente Ciminelli

Il dirigente Ciminelli introduce

In sostanza l’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” riconosce l’Associazione Culturale “Libellula”  la condivisione di iniziative a carattere culturale, artistico, ricreativo e sociale come componenti significative della formazione dei giovani, con l’intento di attivare azioni in favore degli studenti, promuovere e sostenere la diffusione di occasioni culturali ed educative a completamento delle attività didattiche e di apprendimento. Il protocollo di intesa firmato con l’Istituto Comprensivo segue di poco quello siglato con il progetto Editoriale Fomebrevi che oltre a riguardare la realizzazione dell’aperiodico zer0magazine, promuove azioni e pubblicazioni concordate finalizzate alla diffusione della cultura poetica e della ricerca letteraria a livello locale e nazionale.

La convenzione stipulata con l’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” si articola sui seguenti punti:

1. All’Associazione “Libellula” viene affidato il compito di cooperare con l’Istituto, con propri collaboratori che potranno affiancare gli insegnanti in orario scolastico e/o extrascolastico.

2. L’Istituzione Scolastica si impegna a mettere a disposizione, per la realizzazione delle attività, le aule normali e speciali e tutti i materiali necessari allo svolgimento di quanto previsto, ampliando la diffusione presso gli alunni e le famiglie delle iniziative intraprese dall’Associazione per la crescita della comunità sociale e civica.

3. Le attività potranno interessare le classi dell’infanzia, della primaria e della secondaria di I grado, e si potranno svolgere, dopo aver informato i genitori degli alunni, sia in occasione di ricorrenze civili che religiose, di carattere locale e non, sia al di fuori delle stesse, secondo quanto previsto nel POF e/o nel PTOF.

4. Il calendario degli interventi sarà predisposto per anno scolastico o per periodi più brevi, a seconda delle esigenze organizzative e funzionali dell’Istituto e dell’Associazione.

5. La Convenzione avrà durata sino al 31 agosto 2018 e potrà essere rinnovata.

Fondo Librario: INGEBORG BACHMANN

Io con la mia lingua /nuvola intorno a me/a me tetto e dimora/con essa vado attraverso le altre lingue/nuvola sempre più buia/e solo i suoni della pioggia, cupi, radi cadono

INGEBORG BACHMANN e l’atto di nascita della poesia tedesca del dopoguerra. Nota e traduzione di Paolo Chiarini. l’Europa letteraria. Giugno – agosto 1962. Edizione rapporti europei. Pp 79-81

Ingeborg Bachmann (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973) nota anche come Ruth Keller, è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca

Cimeli dal fondo librario di Morlupo RM

DSA: apprendimento su Zer0Magazine

Proponiamo l’articolo che la Dottoressa Emanuela Salati  ha scritto per zer0Magazine. Emanuela Salati è psicologa e psicoterapeuta presso il Centro Libellula e collabora con la nostra redazione. Leggi tutto lo sfogliabile di Zer0Magazine 2017


di Emanuela Salati

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e in quasi tutte le classi c’è almeno un bambino con questa diagnosi, ma cosa sono nello specifico? E come possiamo riconoscerli?

Nei DSA rientrano i disturbi della lettura (Dislessia), degli aspetti ortografici della scrittura (Disortografia) ed i disturbi delle abilità matematiche (Discalculia). Questi disturbi hanno un’origine biologica e spesso c’è familiarità, cioè un bambino che ha ricevuto questa diagnosi avrà un genitore, zio o cugino con difficoltà simili. Queste difficoltà inoltre non devono dipendere da problemi sensoriali (ad es. problemi di vista), neurologici (ad es. epilessia), da difficoltà emotive o da uno svantaggio socio-culturale. Se un bambino ad esempio si è trasferito da poco a vivere in Italia e non padroneggia bene la lingua, avrà ovviamente difficoltà di lettura e scrittura, ma queste non rientrano nei DSA. Un altro dei requisiti fondamentali per poter fare la diagnosi di DSA è che l’intelligenza del bambino sia nella norma.

Ma come si manifestano? Sono bambini che nonostante impegno ed esercizio mostrano una lettura lenta, con molti errori; nella scrittura sembrano non automatizzare le regole della grammatica come i loro compagni, continuano a scrivere una lettera al posto di un’altra o a omettere le lettere all’interno delle parole. Nella matematica hanno molte difficoltà ad imparare le tabelline e nel fare i calcoli a mente.

Questi errori sono normali nelle prime fasi dell’apprendimento, inoltre ogni bambino ha i suoi tempi e per questo la diagnosi di Dislessia e Disortografia non si può fare prima della fine della seconda elementare, mentre per la Discalculia prima della fine della terza elementare. È importante pertanto riconoscere precocemente queste difficoltà nei bambini in modo da poterli aiutare fornendogli sia gli strumenti compensativi e dispensativi riconosciuti dalla legge 170/2010, sia attraverso una terapia mirata al potenziamento delle abilità carenti.

Dialoghi tra operatori. Giovanni Duminuco

FB

Proponiamo l’articolo che Giovanni Duminuco (autore di poesia e saggistica e responsabile del progetto editoriale Formebreviha scritto per zer0Magazine. Giovanni Duminuco collabora con l’Associazione Libellula ed è l’editore di zer0Magazine. Leggi tutto lo sfogliabile di Zer0Magazine 2017

7

“Riteniamo che alla base dei processi formativi, culturali ed interculturali della società contemporanea, il dialogo tra gli operatori rappresenti il presupposto di una crescita condivisa e coerente con gli obiettivi della promozione sociale”

 

di Giovanni Duminuco

L’associazione Formebrevi ed il suo progetto editoriale Formebrevi Edizioni hanno accolto con grande entusiasmo la partecipazione a zeroMagazine, promosso dall’Associazione Libellula, la prima di una serie di tappe verso un percorso finalizzato alla riflessione sulla parola, nella sua accezione di veicolo significativo dei processi comunicativi. Il mutamento dei paradigmi della comunicazione contemporanea, legati all’utilizzo di linguaggi ulteriori, pongono in essere una serie di riflessioni necessarie sul senso della scrittura.

Nel nostro piccolo, non possiamo far altro che gioire di questi momenti, così come accade ogni qualvolta si presenti la possibilità di entrare in rete con chi, della cultura, ne porta alto il valore. Riteniamo che alla base dei processi formativi, culturali ed interculturali della società contemporanea, il dialogo tra gli operatori rappresenti il presupposto di una crescita condivisa e coerente con gli obiettivi della promozione sociale e territoriale, l’arma vincente per superare gli ostacoli che spesso si interpongono nell’operato di chi fa cultura perché crede ancora nella possibilità di un cambiamento.

 

Zer0Magazine psicologia: corpo e relazioni

Proponiamo l’articolo che la dott.ssa Marta Paniccia ha scritto per zer0Magazine in occasione della giornata mondiale per i Disturbi Alimentari. Marta Paniccia collabora a zer0Magazine ed è psicoterapeuta sistemico relazionale presso il Centro Libellula. Leggi tutto lo sfogliabile di Zer0Magazine 2017

Un corpo perfetto per gustare la vita

Marta Paniccia, psicoterapeuta

Gli ingredienti di un disturbo alimentare sono relazioni il cui sapore dominante è quello della compiacenza, sono la cultura della competizione, del controllo, dell’approvazione estetica e della perfezione che pesano, questi sì davvero troppo, su una personalità in formazione


“Ma questa bambola ha gli occhi scuri come i miei!” Lo stupore felice di una bambina di 5 anni nel vedersi rispecchiata in una bambola simile a lei (le altre bambole hanno tutte gli occhi chiari e i capelli piuttosto lisci) mi ha ricordato le parole di Misty Copeland, la Prima Ballerina dell’ABT (American Ballet Theatre di New York), che nel suo libro illustrato Firebird scrive per incoraggiare le ragazze a credere in se stesse: “quando guardavo i libri sul balletto io non vedevo me stessa. Vedevo l’immagine di quello che una ballerina sarebbe dovuta essere e non ero io, così scura e con i riccioli attorno al viso. Io avevo bisogno di trovare anche ME. In questo libro ci siamo io e te. Voglio allargare l’idea della bellezza e dell’arte”.

Misty Copeland

Misty Copeland fotografata da Christina Lessa

Misty Copeland ne sa qualcosa di cosa significa non essere considerata fisicamente “adatta”: è stata rifiutata più volte nelle accademie di danza perché troppo vecchia per studiare danza classica (ha iniziato a 13 anni), troppo formosa, priva dei piedi “giusti” e troppo muscolosa. È afroamericana quindi forse non è “adatta” all’immagine della ballerina in tutù bianco e piume. Nel 2015 Misty Copeland ha ballato ne Il lago dei cigni come Prima Ballerina afroamericana in 75 anni di vita dell’ABT e ad oggi è una stella della danza, invitata su tutti i palcoscenici del mondo.

Il corpo di bambini e bambine è oggetto costante di valutazioni, misurazioni e pesature fin da quando nascono, neanche dovessero partecipare a un mondiale di boxe (dove un kilo di differenza può farti trovare davanti a un avversario che pesa 10 kg più di te, tutti di muscoli). Oppure c’è un mondiale in corso e non ce ne siamo accorti. Una sorta di qualifica per il campionato intergalattico di perfezione, in cui non importa più nemmeno a cosa serve un corpo, cosa ci si fa con un corpo, cosa prova un corpo. Il corpo è sensibilità e potrebbe essere usato per esprimere ciò che si sente.

Ci sono bambine che sanno contare le calorie a 7-8 anni: diventeranno delle matematiche? Davvero ci sembra normale che lo sport sia fatto per “dimagrire” e “tenersi in forma” anche da ragazzine in perfetta salute e non sia fatto principalmente per divertirsi, per imparare, per stare bene? La prima persona a credere nelle capacità di Misty fu un’insegnate che notò quel fuoco di gioia nel muoversi. Non pensò “è nera e non ballerà mai il ruolo di Odette nel Lago dei Cigni, non ne vale la pena”, pensò solo “questa ragazza ha talento”. E Misty, ballando, si sentiva sicura di sé e felice, come in nessun’altra esperienza. Forse potremmo tutti preoccuparci meno dell’ossessivo invito a mangiare “sano” e potremmo preoccuparci dell’appetito per la vita e nutrirlo.

Edgar Degas

“Piccola danzatrice di quattordici anni” è un modello in cera realizzato dal pittore Edgar Degas dal quale sono poi state eseguite varie sculture bronzee.

Anche della possibilità di scegliere in base alla passione e non in base alle possibilità di “carriera” in una certa disciplina: se non sei alto ti può piacere lo stesso giocare a Basket non è detto che ogni bambino voglia diventare professionista. Ragazzi e ragazze potrebbero, nello sport o nella danza, scoprirsi nel senso di trovare chi sono, non solo mostrarsi. Non è la danza a causare i disturbi alimentari ma è vero che le ballerine hanno un rischio da 3 a 6 volte superiore di sviluppare un rapporto distorto e infelice con il loro corpo, complici insegnanti poco attenti alla psicologia degli adolescenti, ambiente fortemente competitivo e pressante, ideali di perfezione applicati anche in ambito amatoriale.

Il rischio riguarda anche la ginnastica, l’atletica leggera, il pattinaggio: “così ci si ammazza di allenamento” per compensare una fetta di torta o un gelato, oppure si digiuna euforizzati dall’iniziale adrenalina, ci si scambiano dritte sugli integratori per sostituire i pasti, sui lassativi e su come basti “uno yoghurt e una mela”, in una gara a chi è più “adatta” all’immagine stereotipata di riferimento. Gli ingredienti di un disturbo alimentare sono relazioni il cui sapore dominante è quello della compiacenza, sono la cultura della competizione, del controllo, dell’approvazione estetica e della perfezione che pesano, questi sì davvero troppo, su una personalità in formazione.

Viviana Scarinci su Elena Ferrante

⇒ http://www.doppiozero.com/materiali/chi-sono-i-contemporanei-di-elena-ferrante

Tutte le protagoniste di Ferrante fanno riferimento alle molte possibili interpretazioni di un femminile singolarmente vissuto nell’ambito di un tempo storico collettivo. Scrive la stessa Ferrante a questo proposito su Delia e Olga, protagoniste rispettivamente de L’amore molesto (1992) e de I giorni dell’abbandono (2002): “Sono donne che dicono la loro storia dal centro di una vertigine. Quindi non soffrono per il conflitto tra ciò che vorrebbero essere loro e ciò che sono state le loro madri, non sono il punto d’approdo sofferto di una genealogia femminile cronologicamente ordinata che muove dal mondo arcaico, dai grandi miti dell’area mediterranea, per arrivare a loro in quanto picco visibile di progresso. Il dolore deriva invece dal fatto che intorno a loro, simultaneamente, in una sorta di acronia, si affolla il passato delle loro antenate e il futuro di ciò che cercano di essere”

 

Zer0Magazine 2017 pp. 4 e 5

Di seguito l’articolo di Paola Del Zoppo ideatrice con Viviana Scarinci tematica del progetto zer0magazine 2017. Le vignette sono realizzate per noi da Luigi Cecchi. L’aperiodico Zer0Magazine nasce da una collaborazione tra L’Associazione Culturale Libellula e Formebrevi 

leggi tutto lo sfogliabile di Zer0Magazine 2017


Le parole con gli altri dentro

zero3

Prof.ssa Paola Del Zoppo co-ideatarice tematica del proegetto

di Paola Del Zoppo

“Se fin da bambini si mantiene un contatto costante con il racconto e con le storie, con la possibilità che esistano mondi sconosciuti, e che le parole possano creare realtà positive, sarà molto più facile riconoscere le relazioni veritiere o, di contro, le situazioni di violenza come bullismo, sessismo, manipolazioni. Questo perché la letteratura non “alta” o “bassa”, bensì semplicemente autentica nella sua coerenza di forma, contenuto e messaggio.”

Questo slideshow richiede JavaScript.


La tendenza contemporanea all’accelerazione delle innumerevoli interazioni comunicative favorisce l’attecchimento di linguaggi e convenzioni che portano all’affermazione di realtà fittizie e manipolazioni, e rende sempre più difficile soprattutto ai più fragili e ai giovani attuare modalità di comunicazione assertiva. La comunicazione sul web e sui social network in particolare si presenta priva di profondità, disumanizzante, anche a causa del graduale indebolimento delle facoltà euristiche e inferenziali dei partecipanti. Il potenziamento e la valorizzazione di queste capacità avvengono tramite la consuetudine con la parola creativa e la letteratura. Prendiamo ad esempio la seguente microstoria di Reinhard Lettau, dal titolo Breve visita:

Manig trova la strada. Arriva alla casa. Le finestre sono illuminate, vede la società. Ci sono due uomini nel fascio della luce. Uno parla, poi parla l’altro, poi entrambi parlano contemporaneamente, poi uno ride, poi annuisce, poi scuote la testa e poi tocca all’altro, poi a entrambi, poi uno dopo l’altro, poi uno fa un passo in avanti, poi l’altro indietro, entrambi avanti, entrambi indietro, uno mostra all’altro una mano, l’altro le mostra entrambe, Manig lo sa, meglio tornare indietro, e basta con la società.

Un testo letterario di questo genere presenta una molteplicità di possibili interpretazioni (politica, simbolica, relazionale, storico-culturale, formale) che, al di là della lettura dei significati conduce alla consapevolezza dell’importanza del contesto comunicativo. Il linguaggio semplice svela immediatamente la metafora della vita come rappresentazione ripetitiva di azioni, delle relazioni come istinto a sopraffarsi, della società come “balletto” programmato. Ecco quindi che nel brusco finale il termine “società”, di per sé neutro, assume sfumatura negativa. Lo stesso accade con molti termini in interazioni più rapide.

ImageUn esempio molto chiaro è offerto dalla vignetta 1) in cui la parola “sognatore”, che a sé stante viene generalmente percepita come termine positivo, viene utilizzata, di fatto, come un termine dispregiativo e sminuente. La vignetta 2) mostra come una generale tendenza e giustificazione del giudizio porti a rovesciamenti valoriali anche di incidenza psicologica significativa, con conseguenze sull’autostima e spostamenti del set di valori. Nelle vignette 3) e 4) viene più esplicitamente commentata la dinamica di interazione sui social che spinge a presentare un’immagine di sé non rispondente al vero, e che anzi con il tempo può arrivare a sostituire l’identità percepita, soprattutto in soggetti con fragilità socio-psicologiche, senza una base relazionale adeguata. Anche il livello di percezione dell’insulto è maneggiato dalla sua collocazione sul web, come nel caso della vignetta 3), in cui il “post” rappresentato, in congiunzione con l’immagine/ foto, mette in scena una vera e propria denigrazione delle relazioni autentiche in favore di quelle online.

Il meccanismo di disprezzo, di isolamento e di rovesciamento che è alla base di molte interazioni manipolative nella vita quotidiana si fa virulento e incontrollabile nelle interazioni veloci a distanza (es. chat, whatsapp) e ancor più nell’interazione sui social network (es. Facebook), poiché l’interazione non ha mai il corpo delle relazioni tra persone. Così come nel caso di “sognatore” un termine, un’immagine o persino un’opera d’arte assumono significati diversi e potenzialmente violenti e manipolatori se “postati” su Facebook, spesso svincolati dal loro contesto d’uso o utilizzati per attirare l’attenzione, esaltare una propria presunta condizione di disagio rispetto ad altre, conquistare la fiducia di amici fittizi a scapito, talvolta, di quelli autentici, svilire alcuni conoscenti (anche più vicini nella vita quotidiana) reagendo in maniera indifferente o offensiva ai loro commenti per favorire il plauso di altri.

Tra le pressoché infinite varietà di manipolazione nell’interazione, sono interessanti due sviluppi che coinvolgono la creatività: negli ultimi anni si è visto un numero sempre crescente di comic strips o vignette dedicati a stati ansiogeni o depressivi, solitudine, incapacità relazionale, vittimismo, “rigirate” su Facebook. Se spesso si tratta di vignette non particolarmente interessanti, create ad hoc per servire questo tipo di dinamiche, altre volte sono lavori di ottimo livello, che però perdono il carattere umoristico per essere asservite all’affermazione di sé tramite una falsa autoironia. Per esempio, una vignetta in cui la/il giovane protagonista ironizza sulla propria incapacità relazionale e la propria timidezza, letta in un contesto di una rivista o in un volume non presenta caratteristiche negative in sé, mentre postata su FB si trasforma in uno strumento efficace di comunicazione subdola e di affermazione di sé sugli altri. Si è inoltre potuto notare che nella maggioranza dei casi chi posta vignette che mettono in risalto la sua timidezza o difficoltà a interagire correda la propria pagina Facebook o Instagram anche di foto che lo ritraggono in situazioni che ritiene valorizzanti per la cerchia di suoi “amici” sui social, fatto solo apparentemente in contrasto con l’identità dichiarata tramite la vignetta. Tutto questo incoraggia e rafforza un’idea di una persona che non ha alcun appiglio con la realtà. Con le narrazioni fotografiche del sé si crea una verità alternativa, costituita di testo e immagini (foto, ricordi, dialoghi), che in casi particolari potrà sembrare molto più vera di una realtà narrata, o solo “ricordata”.

Il fenomeno della diffusione delle fotografie sui social, soprattutto su Facebook e Instagram è legato a molteplici derive della commercializzazione dei corpi (tra cui la stereotipata tendenza a raffigurare e raffigurarsi in pose languide o provocanti, nonché al fenomeno del cosplay, che in Italia ha acquisito preoccupanti sfumature di svilimento della corporeità e della libertà soprattutto femminile). Un altro meccanismo di svilimento e utilizzo manipolativo del linguaggio è l’uso degli “hashtag”, che da strumento di richiamo di contenuti sono diventati un vero e proprio “sottotitolo”. Anche qui, un malinteso concetto di ironia fa sì che siano molto frequenti hashtag come #mainagioia, #maiunacosabella, #almenounacosabella, #odiotutti, #nientefiducianelgenereumano, eccetera, atti ad esprimere una generica lamentela sul proprio quotidiano e di nuovo a connotare in maniera egocentrica e vittimista moltissimi post su Facebook o Twitter. Tutti questi meccanismi manipolativi non sono diversi da quelli attuati nella manipolazione relazionale e affettiva (gaslighting, ricatto morale, rovesciamento, svilimento, ecc.), ma l’interazione sui social moltiplica potenzialmente all’infinito la quantità di input negativi, contestualmente confondendo le manifestazioni e le possibilità di reazione alle dinamiche.

Un ritorno alla consuetudine con i libri e la letteratura è oggigiorno quanto mai necessario anche perché utile a scardinare questo tipo di sviluppi. Se fin da bambini si mantiene un contatto costante con il racconto e con le storie, con la possibilità che esistano mondi sconosciuti, e che le parole possano creare realtà positive, sarà molto più facile riconoscere le relazioni veritiere o, di contro, le situazioni di violenza (bullismo, sessismo, manipolazioni). Questo perché la letteratura (non “alta” o “bassa”, bensì semplicemente autentica nella sua coerenza di forma, contenuto e messaggio) non è fatta di termini difficili, ma di semantizzazioni interne e di tensioni alla verticalità, di polisemie e quindi di aperture continue al lettore. La letteratura è una proposta alternativa di realtà che sorprende e spiazza il lettore, rendendolo gradualmente più autonomo, e solo svincolata dalle possibili categorizzazioni e riduzioni può restare quell’irredimibile strumento di resistenza contro un mondo talvolta inumano, proprio perché all’aridità dei fatti contrappone la bellezza, generando vera libertà.


Paola Del Zoppo. PhD in Comparative Literature and Literary Translation, Adjunct Lecturer in German Translation Studies Tuscia University. Researcher for German Translation Studies, Lecturer for German Translation Studies and
German Cultural History Università di Roma LUMSA

Sfoglia Zer0Magazine 2017

Come si è svolto il progetto Zer0Magazine 2017

Si è trattato dell’elaborazione di una pubblicazione aperiodica che è ora edita sia in versione cartacea che digitale. Per la redazione del magazine sono stati coinvolti gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo G. Falcone e P. Borsellino di Morlupo e gli utenti DSM della ASL ROMA4. Il progetto ha avuto inizio con sei laboratori incentrati sia sulla composizione dei testi che sugli aspetti redazionali che una pubblicazione di questo tipo implica.


zero13

Insieme all’Istituto Comprensivo fin dalla progettazione

I laboratori rivolti all’Istituto Comprensivo hanno avuto luogo presso la sede centrale in orario scolastico, nella classe II B il 7 aprile dalle 10 alle 12, l’11 aprile nella classe II A dalle 11 alle 13 e il 12 aprile nella classe II C dalle 8 alle 10. I temi: “Prime nozioni di giornalismo”, “Prime nozioni di ufficio stampa” e “Le parole sono importanti” un’interessante excursus finalizzato a illustrare, attraverso la letteratura contemporanea, il valore fondamentale della parola parlata e scritta. I laboratori rivolti agli utenti del DSM si sono svolti come ogni anno presso il Centro Libellula di Morlupo che in quest’occasione mette a disposizione la sua sede di Via San Michele, 8. Questi hanno avuto luogo il 13 e il 27 aprile, e l’11 maggio e sono stati finalizzati alla composizione dei tre elaborati introdotti nell’ambito di questa pubblicazione dalla dottoressa Rosa D’Acunzio. Inoltre si è tenuto un incontro pubblico di apertura del progetto, il 12 aprile, presso Palazzetto Borghese in cui sono stati illustrati, in collaborazione con il Dirigente Scolastico e la docente collaboratrice Anna Chiara Marianelli, i contenuti e le finalità del progetto. Il progetto ha avuto sua conclusione e il suo compimento sabato 20 maggio nell’ambito della manifestazione Scuola in Piazza organizzata dall’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo. L’obiettivo è stato quindi quello di fare informazione e formazione. In questo senso abbiamo raggiunto il nostro fine: coniugare la diffusione di un contenuto complesso, come quello legato alle idee e alla creatività, a un veicolo che lo consegni in qualche modo alla nostra comunità reale e virtuale.


Direzione e coordinamento a cura di Viviana Scarinci promotrice del Centro Culturale Libellula di Morlupo.

Le parole con le persone dentro

COMUNICATO STAMPA

Zer0Magazine 2017

Le parole con le persone dentro

presentazione della pubblicazione ideata

dall’Associazione Culturale Libellula e edita da Formebrevi 

nell’ambito di Scuola in Piazza

una manifestazione organizzata

dall’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo

Sabato 20 maggio

ore 18 SALA CONFERENZE

Piazza Armando Diaz

Sabato 20 maggio alle 18 avrà luogo la presentazione dell’aperiodico Zer0Magazine 2017 il giornale realizzato dagli studenti dell’IC Falcone e Borsellino e dagli utenti del Servizio DSM ASL Roma4. La pubblicazione in versione cartacea sarà distribuita gratuitamente dall’Associazione Libellula a partire dal 20 maggio. Mentre a partire da martedì 30 maggio potrà essere consultata e scaricata gratuitamente tramite il sito dell’Associazione Culturale Libellula.

Alla presentazione parteciperanno oltre che i referenti dell’amministrazione comunale che hanno curato il progetto (Dott.ssa Erika De Mattia e Dott. Renato De Mattia) e alla dirigenza dell’Istituto Comprensivo (Dottor Roberto Ciminelli e Prof.ssa Anna Chiara Marianelli) che organizza e coordina l’intera giornata, saranno presenti tutti le autrici e gli autori, le operatrici e gli operatori che hanno reso possibile Zer0Magazine. Per nominarne solo alcuni: la co-ideatrice tematica di Zer0Magazine 2017 Dott.ssa Paola Del Zoppo, la Dott.ssa Rosa D’Acunzio Dirigente Psicologa ASL curatrice della sezione di Zer0Magazine dedicata ai laboratori di scrittura rivolti al disagio psichico e la Dott.ssa Marta Paniccia psicoterapeuta e socia coordinatrice dell’Associazione Libellula.

La pubblicazione di zer0Magazine è il coronamento di un lavoro organizzativo importantissimo posto in essere dall’inizio di quest’anno e culminato nei laboratori rivolti all’Istituto Comprensivo. Questi hanno avuto luogo presso la sede centrale in orario scolastico. I temi: “Prime nozioni di giornalismo”, “Prime nozioni di ufficio stampa” e “Le parole sono importanti” un’interessante excursus finalizzato a illustrare, attraverso la letteratura contemporanea, il valore fondamentale della parola parlata e scritta.

I laboratori rivolti agli utenti del DSM si sono svolti come ogni anno presso il Centro Libellula di Morlupo che in quest’occasione mette a disposizione la sua sede di Via San Michele, 8. Questi sono stati finalizzati alla composizione dei tre elaborati introdotti nell’ambito di Zer0Magazine dalla dottoressa Rosa D’Acunzio.

Zer0Mgazine corona un altro momento fondamentale per l’Associazione Libellula cioè quello della prima applicazione dell’intesa sancita con FORMEBREVI progetto editoriale siciliano con la collaborazione del quale l’Associazione Culturale Libellula da quest’anno inizia a tutti gli effetti la sua attività editoriale.

9 maggio 2017: protocollo di intesa con FORMEBREVI

FBDavvero molto lieti di annunciare la ratifica del PROTOCOLLO DI INTESA tra l’Associazione Culturale Libellula e L’Associazione FORMEBREVI avvenuto martedì 9 maggio a Caltanissetta. La nostra intesa con FORMEBREVI si propone di rafforzare la collaborazione oltre che attraverso la produzione editoriale già attivata con Zer0Magazine, anche attraverso la creazione di un gruppo di lavoro che avrà i seguenti obiettivi:

fl

1. collaborazione alla realizzazione di iniziative di interesse comune, nel rispetto degli scopi statutari di ciascuna associazione, allo scopo di diffondere nel territorio italiano azioni di formazione e sensibilizzazione incentrate sul tema della comunicazione;

2. collaborazione alla realizzazione del progetto zer0magazine, pubblicazione aperiodica nella quale verranno analizzate le nuove forme della comunicazione ed il loro impatto sociale, tenendo conto del mutamento che caratterizza i comportamenti sociali e relazionali, specie nelle giovani generazioni; Zer0magazine è una proposta di dialogo rivolta non soltanto ai giovanissimi nell’ambito della comunicazione;

3. promozione dell’impegno finalizzato alla diffusione della cultura poetica e della ricerca letteraria;

4. impegno comune per l’attuazione di programmi e progetti concordati e patrocinio di iniziative convergenti;

5. presenza nelle iniziative istituzionali promosse da entrambe le associazioni concernenti la promozione della cultura poetica e della ricerca letteraria.

Segnaliamo volentieri: Circolo Bateson e AltreMenti

 

Crepe e Spiragli

Viterbo, seminario del 20 maggio 2017


 

coordinano: Luigi Portoghesi,  professore associato di Pianificazione Forestale presso l’Università della Tuscia. Elvira Federici, formatrice; fa parte del Circolo Bateson e del gruppo “Altre Menti”.

VITERBO

Umberta Telfener, psicologa clinica, insegna alla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute a La Sapienza Università di Roma. Si occupa di epistemologia e di teorie del cambiamento nei sistemi complessi. Ha scritto articoli e libri su argomenti quali le relazioni, il rapporto tra premesse e  clinica, la spiritualità in psicoterapia. Titolo  “Le relazioni nell’epoca ipermoderna”.


Marco Piacentini, chimico, ha lavorato nell’industria farmaceutica come formatore. È tra i fondatori del gruppo “AltreMenti” e, nel 2015, del gruppo “CampodiMarte”, primo esempio a Viterbo di uomini che affrontano il tema delle radici culturali della violenza di genere.  Titolo “Un cambiamento ecologico del pensiero maschile”


Rocco Verna, docente di Italiano e Storia nei Licei. Si è impegnato nello studio della Storia e della Storia della Letteratura, su cui ha pubblicato testi scolastici. Si è sempre occupato di epistemologia e di semiotica, tematiche sulle quali ha prodotto delle pubblicazioni. Titolo: “Il problema del significato: una ricerca senza fondamenti.”


Marco D’Aureli, antropologo culturale, è direttore del Museo della terra di Latera e del Museo del brigantaggio di Cellere. Lavora nel campo della documentazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. È segretario dell’associazione culturale Banda del Racconto. Titolo “Narratori di Comunità. Artigiani delle storie e dei paesaggi locali. Dalla comunità di pratiche all’Università”


Federica Giardini, insegna Filosofia politica all’Università Roma Tre. Partecipante alla Comunità filosofica di Diotima, lavora sulle trasformazioni del femminismo attraverso le generazioni. Coordina il sito di ricerca femminista iaphitalia.org e il Master “Studi e politiche di genere. Titolo “La trasformazione femminista. Pratiche e pensieri”


Saverio Senni è docente di Economia e politica dello sviluppo rurale presso l’Università della Tuscia. Si interessa al ruolo dell’agricoltura nei processi di sviluppo rurale con particolare riferimento al tema dell’inclusione sociale. Produce e consuma ciliegie. Titolo “Si fa presto a dire ciliegie. Elogio, non banane, del Prunus Avium”


Giovanna Martini, ostetrica, impegnata per un’assistenza alla nascita sobria, rispettosa e giusta. Fa parte del gruppo “Altre Menti”. Titolo “Del taglio del cordone e altre storie”


Elena Gagliasso, epistemologa, insegna Filosofia della scienza e Filosofia e scienze del vivente a La Sapienza Università di Roma. Dirige il Centro di ricerca ResViva (www.resviva.it). Lavora sui cambiamenti indotti dalle scienze della vita sulla filosofia della scienza e sulle dinamiche scienza-politiche-società. Titolo “Dall’epistemologia normativa alla filosofia della scienza-reale”


Emanuela Moroni, sceneggiatrice, fotografa e videomaker, laureata in Scienze della Comunicazione a La Sapienza Università di Roma. Ha collaborato alla sceneggiatura dei film di Guido Lombardi “Là-bas” e “Take Five”. Dal 2010 lavora con il Riff nella sezione sceneggiature. Ha collaborato con Anac, Cinemonitor, FestivalTube, ARCI Viterbo, AIPD. Manuela Cannone, laureata a La Sapienza Università di Roma al dipartimento di Arti e Scienze dello spettacolo. Lavora come attrice in diverse compagnie teatrali, collabora alla progettazione e all’organizzazione di molti festival e officine culturali della Regione Lazio. Promuove orticoltura ed educazione alla biodiversità per bambini. Titolo “Amaranto: dalla terra alla Terra”. Un documentario alla ricerca di storie differenti.

Intervengono inoltre: Luciano Osbat, direttore del Centro Diocesano di Documentazione per la storia e la cultura religiosa.  Enzo Palmisciano, insegnante, formatore, docente a contratto presso l’Università della Tuscia.

 

 

Annina tragicomica al Centro Libellula!

at_cover_3D

Collana: Prosa | ISBN: 9788894161922
Pagine: € 11 Euro
Formebrevi Edizioni: formebrevi.it

ORDINI: formebrevi@gmail.com . c.libellula.m@gmail.com
UFFICIO STAMPA 06.98267808/ 333.2045759

Annina dal 9 maggio 2017 vi raggiungerà ovunque!

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica, terzo libro di poesia di Viviana Scarinci autrice tanto poliedrica quanto anticonvenzionale. Nella poesia contenuta in questo suo ultimo libro Scarinci vede una sorta di rivendicazione sui generis “la poesia può rivendicare il diritto di ognuno ad ascoltare parole diverse da quelle che si aspetta”. Anna, in questa tragicommedia che si situa tra prosa e poesia, è l’altra da sé, in ogni caso un’identità femminile “in febbrile attesa di tutte le parole che non sono state ancora pensate” per definirla. “Parole che vengono dal basso, dall’esperienza che di primo acchito è sempre muta, piuttosto che dall’alto, di uno scopo o da un sapere che sa già il fatto suo perché codificato in modo ineludibile» scrive Scarinci nella postfazione.
Come afferma Anna Maria Curci nell’introduzione a questo libro: “Annina si oppone alla rinuncia e al soffocamento, alla menzogna travestita con gale e merletti, al trafugare, per distruggerli, i reperti. Sta, imperterrita eppure consapevole del rischio fatale, «molto vicino al bordo», fruga, un po’ Antigone e pur sempre Anna (sorella Anna?) tra «queste alture brulle» e intanto pensa «dovrebbe cercare tra il cocciopesto, i destinatari di questa maledizione». Possiede, la sua ricerca, un fondo e un fondamento prezioso, trascurato da molti: «Fremono gli oggetti spiati, sotto l’universo che li ignora.» e, aggiungo io, se la ridono di qualsiasi catalogazione, ché etichettarli come “versi” o “prosa”, come argomenta Viviana Scarinci nella sua Postfazione, è anch’essa manovra fuorviante”. Quelli di Scarinci sono versi che denunciando il loro continuo legame con la prosa e con la componente saggistica che ha sempre contraddistinto la scrittura di questa autrice, raccontano da capo più di una vecchia storia ma cercando parole nuove per dirla.

L’autrice

cropped-2.jpg

Viviana Scarinci (1973) Vince nel 1995 il Premio Grinzane Cavour, per la sezione Scrivere i Colori. È due volte vincitrice del Premio Lorenzo Montano (nel 2014 sez. raccolta inedita e nel 2016 sez. una poesia inedita). È autrice di poesia con La favola di Lilith (ARK Records, 2013) e Piccole estensioni (Anterem, 2014). Curatrice de L’isola di Kesselring (Apeiron, 2002) e dell’edizione italiana di Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte di Aino Suhola (Iguana Editrice, 2013). Per la saggistica è autrice di un ebook monografico su Elena Ferrante (Doppiozero, 2014). Suoi testi sono presenti in numerose antologie. Ha scritto tra gli altri per Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Leggendaria, Doppiozero, Il Segnale, L’Ulisse. Si occupa del fondo librario di poesia di Morlupo. E’ co-redattrice di Formebrevi Edizioni. Gestisce il Centro Culturale Libellula.


Critica e recensioni

«A questa scrittura, senza dubbio, non è estraneo il carattere enigmatico, ma simile aspetto, lungi dal costituire una sorta di misteriosa dimensione esterna, quasi aggiunta, è il cardine attorno al quale ruota un vivido divenire linguistico che, non rifiutando del tutto il nesso logico, considera tale nesso una semplice possibilità del dire.»
Marco Furia su Amanda fiore o tartaruga

«Ma la consapevolezza di pensare una parola vivente, una voce esistenziale, si trova
proprio lì dove sembra concludersi la prospettiva dispersa di un sapere. Invece, così
ingarbugliato in ciò che si è (salda alla luce che orizzonta) o si vorrebbe essere (un segno che fermi la terra), un’oscillazione continua mantiene paradossalmente l’equilibrio e a ogni sbando rimanda a un’instabilità costante fra resistere e restare, in una situazione che è luogo di necessità e volontà»
Giorgio Bonacini su Piccole estensioni

«Come insegna Ida Travi, in Poetica del basso continuo, poeta che accosto a questo esito poetico di Viviana Scarinci, scrivere poesia oggi è cercare un varco continuo, non una verità ma una delle verità possibili fra noi e “lo spiazzo millenario nel quale irrompono le civiltà che forse dormono”.
Loredana Magazzeni su La favola di Lilith

La copertina

La copertina di Annina tragicomica è di Klaudia Ka. Nata nel 1984 a Varsavia, dove vive e lavora,  oltre alla pittura, si occupa anche di graphic designer. I suoi quadri si trovano in collezioni private in Polonia, Regno Unito, Belgio, Germania, Italia, Macedonia, Canada e Stati Uniti. Il suo sito web è: http://klaudiaka.art.pl

prossimo appuntamento: 20 maggio

Presentazione di zer0Magazine 2017!

anteprima dall’editoriale  

… Abbiamo quindi lavorato ancora una volta a stretto contatto con l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo e con il CSM della ASL Roma4 per produrre, attraverso la scrittura degli studenti e degli utenti ASL, ma anche degli operatori coinvolti, un mappa del lavoro culturale svolto negli anni precedenti e di quanto ancora si può fare, avvalendosi delle competenze reciproche acquisite nell’ambito di collaborazioni che vedono la promozione sociale e culturale tra i primi obiettivi.

Uno degli scopi di questa pubblicazione è dunque quello di offrire uno spazio ai più giovani e ai più fragili oltre che alle comunità cui essi appartengono. Uno spazio che attraverso i laboratori svolti negli anni, ha posto al centro dell’attenzione di tutti la questione nevralgica e attualissima di cosa significhi comunicare con gli altri in modo responsabile e consapevole a tutti i livelli: sia oralmente che attraverso i frammenti di testo che si usano nell’ambito dei social come Facebook, Twitter, WhatsApp sia attraverso gli articoli di una pubblicazione come questa.

Anche quest’anno il carattere sperimentale che contraddistingue i progetti dell’Associazione Culturale Libellula ci ha posto consapevolmente di fronte all’incognita di come sarebbe andata. Se avremmo avuto il realistico ascolto che questa iniziativa avrebbe richiesto per creare il presupposto di una necessaria continuità con le azioni sociali e culturali poste in essere in precedenza. E anche quest’anno gli sviluppi che ne sono conseguiti hanno di gran lunga superato le nostre aspettative, agendo come indicatore importante rispetto alle reali esigenze della comunità cui apparteniamo.

 

Le immagini della presentazione del progetto zer0magazine 2017

Morlupo (RM), 12 aprile 2017. Zer0magazine 2017 un’iniziativa sperimentale che è già realtà: presentazione del progetto zer0magazine 2017. A seguito dei tre laboratori condotti da Hanna Suni, Erika De Mattia e Paola Del Zoppo con tre classi dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino, entriamo ora nel vivo della preparazione del magazine che uscirà il 20 maggio e sarà presentato dagli studenti nell’ambito di un incontro pubblico organizzato dalla scuola. Partendo dal presupposto che la letteratura sia un veicolo di comunicazione reale, la stretta e fattiva sinergia tra Comune di Morlupo, Istituto Comprensivo, ASL, Associazione Culturale Libellula e Formebrevi Edizioni ci ha consentito, di elaborare un progetto tanto tematicamente innovativo quanto efficace dal punto di vista dell’interazione sociale. E di questo l’Associazione Libellula di cui sono promotrice, non può essere che orgogliosa.

 

DOMANI: zer0magazine 2017!

E’ tutto pronto! Domani 12 aprile a Morlupo (RM), al mattino presso l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino e nel pomeriggio alle 17,30 presso Palazzetto Borghese, avrà luogo “Le parole sono importanti – Zer0magazine 2017”. I relatori nell’ambito della presentazione saranno: Roberto Ciminelli, D.S. I.C. Falcone e Borsellino. Paola Del Zoppo, LUMSA. Erika De Mattia, Ass. Politiche Sociali Comune di Morlupo. Giuseppina Filiaci, CSM ASL Roma4. Anna Chiara Marianelli, Docente Collaboratrice I.C. Falcone e Borsellino. Viviana Scarinci, Ass. Libellula. Hanna Suni, HAMEdesign. Zer0magazine 2017 è presentato dall’Associazione Culturale Libellula e ideato da Paola Del Zoppo e Viviana Scarinci. Si tratta di un progetto che coinvolge la nostra comunità reale e virtuale, le scuole, la ASL e Formebrevi Edizioni nella produzione di un vero e proprio magazine patinato che ospiterà gli articoli e i disegni degli studenti e degli utenti del CSM che inaugurano in questo modo il terzo anno di laboratori di scrittura in collaborazione con l’Associazione Culturale Libellula. Paola Del Zoppo grazie al fondamentale e generoso contributo delle illustrazioni ideate da Luigi Cecchi esclusivamente per Zer0magazine 2017, proporrà sia nell’ambito del laboratorio presso la scuola che in quello dell’incontro pubblico pomeridiano, un’analisi di diversi tipi di linguaggio, creando un’occasione di dialogo tra generazioni imperdibile su un aspetto fondamentale della nostra contemporaneità. Zer0magazine, grazie al contributo del Comune di Morlupo e di alcune importanti realtà commerciali, sarà stampato in 500 copie e diffuso gratuitamente. Il magazine verrà presentato il 20 maggio nell’ambito della manifestazione Scuola in Piazza organizzata dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino.

 

zero più zero …

zero esergopiccoloMartedì 11 aprile è previsto il secondo laboratorio presso l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino dal titolo: Prime nozioni di ufficio stampa condotto da Erika De Mattia Assessore con delega a Welfare del Locale Comune di Morlupo: Erika De Mattia, con la collaborazione di Viviana Scarinci (Ass. Cult. Libellula), descriverà tutte le iniziative e le azioni necessarie al buon funzionamento di un ufficio stampa di un magazine: dal vaglio dei materiali che arrivano presso la redazione con richiesta di pubblicazione, alla creazione di comunicati stampa efficaci in merito ai contenuti del magazine. Inoltre si parlerà dell’importanza della modalità di contatto con possibili lettrici e lettori ai fini del corretto inserimento del magazine nel contesto dell’informazione editoriale locale e extra locale. L’esercizio proposto agli studenti sarà quello di comporre il comunicato stampa che rende nota la pubblicazione del primo numero dell’aperiodico zer0magazine 2017. Il prossimo laboratorio sarà condotto da Paola Del Zoppo il 12 aprile in una prima fase presso l’Istituto Comprensivo e in seconda battuta, lo stesso pomeriggio nell’ambito, di un incontro pubblico dedicato alla presentazione del progetto alle 17,30 presso Palazzetto Borghese. Sul sito dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino temi, attività e il prospetto completo dei laboratori zer0magazine 2017: http://icmorlupo.it/

 

Zer0magazine: si parte da scuola!

Ci siamo quasi. Il primo dei tre laboratori presso l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino è venerdì 7 aprile a cura di Hanna Suni (responsabile HAMEdesign e del progetto grafico di zer0magazine) “Guarderemo insieme agli studenti alla figura del giornalista in Italia e all’estero e parleremo di come è composto una redazione di un quotidiano piuttosto che un magazine. Impareremo che cosa è una notizia ed elencheremo i vari criteri di notiziabilità discutendoli insieme. Parleremo della struttura del giornale – timone – e come è costruito un giornale. Parleremo anche della struttura di un singolo articolo (come è composto) e delle sue parti – titolo, lead (attacco), pezzo. Vedremo anche le varie parti del titolo e come scriverle in maniera efficace. Vedremo come è strutturata una pagina giornalistica – il menabò – e come arricchire un articolo con foto e didascalie. Parlemo delle fonti di una notizia (primaria, secondaria). Parleremo anche del testo giornalistico – cartella – e come rispondere alle richieste di un testo giornalistico dal punto di vista editoriale che estetica”. Seguiranno i laboratori di Erika De Mattia l’11 aprile e di Paola Del Zoppo il 12 aprile. L’appuntamento di presentazione del progetto zer0magazine 2017 è mercoledì 12 aprile alle 17,30 presso Palazzetto Borghese Morlupo INGRESSO LIBERO

12 aprile ore 17,30 apertura Zer0magazine 2017!

In che modo i linguaggi di media e social media condizionano gli ambiti più disparati della nostra vita?In che misura, queste nuove forme di comunicazione, mutano nel profondo i comportamenti sociali e relazionali?  Zer0magazine 2017 è una proposta di dialogo rivolta non soltanto ai giovanissimi nell’ambito della comunicazione. Un’esplorazione condivisa in quelle che Paola Del Zoppo, co-ideatrice con Viviana Scarinci del progetto, indica come: “intenzioni “veloci” contemporanee –chatpost in blogFacebookTwitter e altri tipi di comunicazione con testo e immagini – per proporre i primi input nel riconoscimento della violenza, della disparità e della manipolazione in molti ambiti di interazione”.

Nell’ambito dei laboratori condotti a scuola e con gli utenti del DSM finalizzati alla produzione dei contenuti del magazine, prosegue Del Zoppo: “affronteremo temi quali sessismovittimismorazzismo, passività aggressivarovesciamento delle posizioni e insulti celati. Sveleremo insieme i tranelli e i trabocchetti di linguaggi che coadiuvano l’affermazione di realtà fittizie e la manipolazione relazionale, allontanando da interazioni autentiche e immergendo in un mondo che talvolta non lascia possibilità di risalita. Alla base resta la concezione che il linguaggio sia di per sé “creatore di mondi” e la profonda e positiva convinzione che si possa interagire con esso plasmando mondi in cui la violenza sia assente.”

L’Associazione Culturale Libellula raccoglie in questo modo la sfida lanciata dalla contemporaneità, attraverso l’ideazione di un progetto pensato per dare continuità allo straordinario successo di integrazione e partecipazione sociale avuto con l’ideazione di Morlupo Città della Poesia 2015/16.

Zer0magazine 2017 è una pubblicazione editoriale cartacea e digitale edita grazie al patrocinio e al contributo del comune di Morlupo a cura dell’Associazione Culturale Libellula e di Formebrevi Edizioni, casa editrice che da quest’anno collabora con il Fondo Librario di Morlupo. Una pubblicazione che si avvale della collaborazione redazionale di studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” e degli utenti del CSM ASL Roma4.

RELATORI: Roberto Ciminelli, D.S. I.C. Falcone e Borsellino. Paola Del Zoppo, LUMSA. Erika De Mattia, Ass. Politiche Sociali Comune di Morlupo. Giuseppina Filiaci, CSM ASL Roma4. Anna Chiara Marianelli, Docente Collaboratrice I.C. Falcone e Borsellino.Viviana Scarinci, Ass. Libellula. Hanna Suni, HAMEdesign.

12 aprile

.

15 marzo Biblioteca Consorziale di Viterbo Carlo Bordini

di Viviana Scarinci

Carlo-fc16c“Sono sempre stato un ribelle e anche un timido nello stesso tempo. Dico questo per spiegare perché per me la parola “letteratura” è sempre stata sinonimo di qualcosa di odioso e di disprezzabile. Perché in essa ho sempre sentito la presenza dell’istituzione”. Carlo Bordini

20170305_082227Il mio approfondimento della poesia di Carlo Bordini ha avuto un’origine del tutto casuale. E’ accaduta in libreria nel 2010 poco dopo la pubblicazione della prima edizione per Sossella de I costruttori di vulcani. Tutte le poesie 1975 – 2010. Naturalmente conoscevo il profilo di Bordini poeta ma il mio innamoramento di lettrice è avvenuto per via di quel libro, sei anni fa. L’entusiasmo che mi suscitò la lettura delle sue poesie, mi spinse a contattare Carlo per un progetto che il Fondo Librario di Poesia di Morlupo stava ideando con l’Istituto di Istruzione Superiore Margherita Hack allora Liceo Scientifico Piazzi. Progetto reso possibile poi anche dalla partecipazione dei poeti Marco Giovenale e Luigia Sorrentino.

Quindi mi sono trovata a coinvolgere Bordini in un’iniziativa del tutto sperimentale che si prefissava avventurosamente di illustrare ad alcuni giovanissimi un’ipotesi: quella che il linguaggio poetico potesse non essere un’eventualità così remota rispetto al mondo reale. La scrittura di Bordini (che in quell’occasione poi offerse un reading memorabile nell’aula magna dell’Istituto) mi sembrava straordinariamente adatta a suggerire un approccio alla poesia a chi poteva non averla mai letta, salvo che a scuola ma che grazie ad antenne ancora sensibili, avrebbe potuto cogliere un segnale, di quanto un linguaggio un po’ diverso da quello cui si è abituati, possa esprimere con forza inimmaginabile un proprio ruolo anche nell’ambito della più stringente contemporaneità. bpNel frattempo mi ero già procurata un vademecum imprescindibile per ogni bordiniano che si rispetti: Manuale di autodistruzione (2008). Così ho finito per scoprire un altro lato di uno scrittore che qualcuno aveva già definito poeta narrativo.

memorie_stesoInfine grazie a Memorie di un rivoluzionario timido, sono stata in grado di cogliere fino a che punto la figura dell’intellettuale Bordini abbia avuto un’ulteriore e imprescindibile merito che lo lega alla storia recente del nostro Paese. Bordini in quest’ultimo libro si mostra come un autore capace di una lettura volutamente “marginale” dei fatti, discostata dai linguaggi e dalle fonti letterarie e storiche che si propongono come interpreti del passato recente. Una lettura tanto differente, soprattutto in termini di linguaggio, da offrire un tassello importantissimo per la ricostruzione di una memoria la cui integrità rischia di essere compromessa con il passare degli anni.

vb

Per questo ho aderito con gioia all’invito al dialogo con Carlo Bordini fattomi da Elvira Federici, la curatrice di un progetto interamente dedicato alla poesia contemporanea. L’appuntamento è il 15 marzo, presso la Biblioteca Consorziale di Viterbo alle 17,30 nell’ambito della rassegna Elogio della poesia.

1280x1280_fb

2017: il Fondo Librario edita …

Come si elabora un testo nell’era digitale? Come si trasforma e cosa diventa oggi la scrittura in funzione del web? Come deve essere modificato il modo di scrivere se lo scopo è quello di diffondere correttamente le notizie che ci stanno a cuore sia attraverso una pubblicazione cartacea che digitale? L’Associazione Culturale Libellula vuole raccogliere questa sfida lanciata dalla contemporaneità, attraverso l’ideazione di zer0Magazine 2017, un progetto pensato per dare continuità allo straordinario successo di integrazione e partecipazione sociale avuto con l’ideazione di Morlupo Città della Poesia 2015/16.

Si tratta dell’elaborazione di una pubblicazione aperiodica sia cartacea che digitale per la cui redazione sono stati coinvolti gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo G. Falcone e P. Borsellino di Morlupo attraverso la formazione di una REDAZIONE JUNIOR e i partecipanti ai laboratori organizzati in collaborazione con il DSM della ASL ROMA4 e posti in essere negli anni 2015/16, formando una REDAZIONE SENIOR.

Uno degli scopi di questa pubblicazione è quello di produrre degli articoli inerenti alle varie criticità sociali oltre che realtà culturali ospitate dal nostro territorio per darne uno spaccato quanto più possibile pluralista, sebbene necessariamente parziale.

L’altro nostro obiettivo è quello di fare informazione relativa ai libri custoditi nel Fondo Librario ospitato presso il Centro Libellula. In questo senso il nostro fine è quello di coniugare la diffusione di un contenuto complesso come quello del libro a un linguaggio che lo consegni in qualche modo alla nostra comunità reale e virtuale.

La composizione cartacea e digitale sarà curata da una grafica professionista allo scopo di rendere accattivante la presentazione del magazine. L’editing dei contenuti prodotti dalle due redazioni sarà curata dalla casa editrice FORMEBREVI patrocinante l’iniziativa. Grafica e editor professionisti assisteranno la redazione Junior e Senior in modo da trasferire le nozioni base di questo genere di produzione, al fine di favorirne una possibile futura autonomia.


Zer0Magazine 2017 è un progetto con il patrocinio e il contributo dal Comune di Morlupo, ideato dall’Associazione Culturale Libellula in collaborazione con l’Istituto Comprensivo G. Falcone e P. Borsellino e del DSM della ASL ROMA4.

Direzione e coordinamento a cura di Paola Del Zoppo, Viviana Scarinci, Giovanni Duminuco.

zeromagazine

Editoria: il nostro accordo con FORMEBREVI

di Viviana Scarinci

formebrevi-edizioni-libri-3Sono lieta di comunicare che sulla base di un accordo di collaborazione sancito di recente con Formebrevi Edizioni, entro a far parte di questa realtà editoriale con il ruolo di co-redattrice. La collaborazione già definita tra Formebrevi e il Fondo Librario di Morlupo, che si esprimerà attraverso diverse forme di produzione editoriale dedicata, si allarga quindi fino a comprendere un mio contributo professionale più ampio. Davvero lieta di intraprendere un nuovo percorso nella microeditoria in cui sento di potere riconoscere sia il mio orientamento etico che la mia personale ricerca nell’ambito della scrittura.


Piccolo manifesto di FORMEBREVI edizioni 

Crediamo nella cultura libera da vincoli, nella libera circolazione delle idee; crediamo nelle contaminazioni, nel dialogo e nell’apertura all’alterità. La diversità è per noi strumento di crescita e di confronto, di reciproco arricchimento. Crediamo nella libertà di parola e di espressione, nella sperimentazione e nella ricerca. Crediamo nella libera fruizione e nel libero confronto del sapere. Nella libertà di modificare l’ordine.

Formebrevi è una casa editrice non a pagamento. Un progetto editoriale indipendente e autoprodotto. Pubblica scritture non convenzionali aperte alla ricerca.

Diramazioni urbane venerdì 20 gennaio ore 17 a Roma

I began as a poet when my roots were crossed with my reading S. H.

Con agli amici romani ci vediamo nell’ambito di quest’altra gradita occasione. Ci saremo tutti: gli altri autori di Diramazioni urbane,  la curatrice Anna Maria Curci e l’editore Vincenzo Luciani venerdì 20 gennaio alle 17  via G. Arcangeli 21 Centocelle, sede Planet onlus.

PROGRAMMA

  • Introducono Anna Maria Curci e Vincenzo Luciani (Edizioni Cofine)
  • Incontro con gli autori del libro e reading: Fernando Della Posta, Davide Cortese, Michela Zanarella, Viviana Scarinci e Michele Ortore

dall’introduzione del libro

Diramazioni urbane è il titolo che raccoglie testi inediti di cinque poeti nati tra il 1973 e il 1987. Continua a leggere

Vittorio Reta

Nel 2017 verranno intensificati i lavori del fondo librario di poesia di Morlupo attraverso attività ulteriori e mirate incentrate su poesia e traduzione. Ciò avverrà anche attraverso un’esplorazione ragionata intorno ad alcuni testi di poeti che dall’istituzione del fondo ad oggi hanno voluto convergere con la loro opera nelle nostre attività di presentazione, promozione e catalogazione della poesia contemporanea. La nostra attenzione nei confronti del legame tra scrittura e disagio psichico inoltre continuerà il percorso intrapreso nel biennio 2015/16 dai laboratori di scrittura in collaborazione con il DSM della Asl Rmf. Allo stesso modo è nostra intenzione approfondire la prima vocazione del fondo librario cioè quella relativa allo studio e alla promozione della poesia e la scrittura di ricerca di autori donna. Per inaugurare l’inizio di quello che per noi, a tutti gli effetti, è un nuovo corso proponiamo un breve scritto sul poeta Vittorio Reta.


di Viviana Scarinci


reta1Nella biologia di una lacrima
. Julia Kristeva pubblica in Francia La révolution du langage poétique nel 1974, il testo esce in Italia per la prima volta da Marsilio nel 1979. Visas di Vittorio Reta viene pubblicato da Feltrinelli nel 1976. L’anno dopo, nel mese di settembre, il corpo di Reta viene rinvenuto cadavere nelle prossimità di Recco. “assolutamente da leggere in /un rischio” scriveva il poeta di Visas “il fatto di essere ciò che si scrive”. Visas che è stato scritto per Patrizia Vicinelli, come recita la dedica all’inizio del libro, è diviso in tre sezioni ognuna delle quali riporta un esergo in lingua francese: la prima si intitola 1969-1970 e l’esergo è di Julia Kristeva. Nella seconda parte che si intitola Treni 1968 l’esergo è ancora di Kristeva. Infine nell’ultima parte intitolata Sinapsi e Synopsis 1975 l’esergo è di Philippe Sollers, filosofo e romanziere francese compagno e poi marito di Kristeva dal 1966, altrimenti noto come fondatore, nel 1960, della rivista Tel Quel che Reta conosceva e leggeva.

Ne La rivoluzione del linguaggio poetico testo dalla cui versione originale potrebbero essere stati tratti gli esergo presi da Kristeva, c’è l’intenzione da parte della psicanalista di origine bulgara, di dimostrare come tutto ciò che viene definito ordine e perciò comunemente accettato dalla società, possa essere messo in discussione da una dicibilità i cui fondamenti sono diversi e si legano al composito, al difforme e all’irrazionale proprio attraverso il linguaggio della poesia. In quest’ottica quello che viene definito senso nell’ambito di un discorso poetico, assume su di sé una pluralità che sembra inesauribile, proprio perché non si rapporta al senso comune (o a ciò che vi è comunemente contrario) ma si rapporta all’individualità del poeta, alla sua irripetibile soggettività psicologica. Scrive Kristeva «Resta l’infinitesimale vortice delle forme attraverso cui si muovono il senso e nostri corpi. Senza comunità, ciascuno per sé (per un sé non identico) ma senza il “dio per tutti”. Marginalità intrinseca, obbligatoria. E rivoluzione in profondità. Penso che, tramite questa “rivoluzione del linguaggio poetico”, nel secondo senso dell’espressione or ora indicata, siamo a una nuova fase del discorso che ormai da duemila anni l’occidente fa a se stesso».

Riferisce Cecilia Bello Minciacchi, nella prefazione del Visas edito per la casa editrice Le Lettere nel 2006, che Vittorio Reta, attraverso una lettera indirizzata al prefatore della prima edizione di quel libro, rimprovera a Luciano Nanni di aver voluto interpretare le sue poesie partendo da un’attribuzione di senso dato a ogni singola parola “sbagliato pensare l’universo interiore dell’autore attraverso i significati prodotti dalle parole” scriveva Reta, in quanto Visas non appartiene a un panorama noto in cui il lettore può orientarsi ma “viene attraversato da una vera e propria nevrosi del linguaggio”. Forse qui è opportuno ricordare che la definizione comune di nevrosi è quella relativa a un dis-ordine di natura prevalentemente psicologica, derivato da un conflitto tra l’individuo e l’ambiente. Nel caso delle nevrosi il rapporto con la realtà risulta essere disturbato, difficile da gestire, ma c’è e esiste nel suo essere precipuo. È proprio Kristeva che spiega, e Reta probabilmente assorbe, il modo nel quale ciò accade attraverso il linguaggio poetico “Strumento della rimozione, il linguaggio poetico ritorna sulle proprie tracce e a forza di ripassare di là fa si che avvenga il rimosso. Non come sintomo o come angoscia consunta, analizzata. Ma quasi aurora sopra la notte, quasi luce piena sul viso incavato, quasi iperbole di un fuoco incessante”. Secondo Bello Minciacchi, Luciano Nanni risponde con implacabile onestà intellettuale, toccando al cuore un’altra questione fondamentale relativa a Visas “non poteva (Reta ndr) chiedere due cose contraddittorie: non poteva chiedere che la comunità, che io (Nanni ndr) rappresentavo in quanto prefatore, considerasse poesia i suoi testi e nello stesso tempo pretendere che la comunità li leggesse nell’unico modo in cui li leggeva lui. Doveva scegliere, altrimenti sarebbe diventato l’assassino delle sue poesie”. Quel concetto ambivalente di comunità riferito a Reta e messo in luce da Nanni, non solo riecheggia nelle parole di Kristeva (Senza comunità, ciascuno per sé (per un sé non identico) ma senza il “dio per tutti”) ma ritorna in alcune considerazioni di Edoardo Sanguineti (in Atlante del Novecento italiano, Piero Manni, 2001) rispetto a un possibile motivo per cui l’importanza di Visas non saltò immediatamente agli occhi dei suoi contemporanei “In certo modo anche qui (in Visas ndr) è un io diviso che si presenta conclusivamente e porta nella scrittura questi tratti specifici di rottura e di frammentazione. In questo modo mi pare possa testimoniare di una possibilità che poi è stata in fondo trascurata, non perché si tratti di indicarlo come modello possibile, ma perché sta a significare che non era impossibile pensare a direzioni di ricerca dopo la nuova avanguardia, anche al di fuori di quella che era la poetica organizzata”. E proprio in una poesia raccolta nella sezione Altre poesie dell’edizione di Visas edita da Le Lettere, viene espresso di fatto il motivo estremamente consapevole per cui Vittorio Reta proprio non poteva e non voleva essere immaginato entro quel che Sanguineti definisce enigmaticamente “poetica organizzata”: “L’ordine di cui non mi ricordo più/cancella tutto l’ordine alfabetico che aveva rifiutata ogni origine di grigiore in grigiore/certi frammenti sembrano seguire per affinità regioni inesistenti/ma l’importante che queste piccole reti non siano raccordate/né che scivolino al suo senso che franino/è per smettere deviare sviare questa discesa del discorso verso il vischioso/un destino del soggetto che a momenti l’alfabeto riporta all’ordine/dal disordine si può tagliare e voi dite di farlo/ma a volte è la stessa ragione che fa rompere l’alfabeto/ma questa la parte di una vibrazione dottrinale che ordina l’embrione”.

Se il principio è quello della frantumazione dell’io, Reta è figlio precoce del suo secolo “Il linguaggio poetico è la messa a nudo di questa logica, di questa rivoluzione che costituisce l’essere parlante in quanto parla cioè ripete senza sosta le proprie rotture, le proprie separazioni e le sposta indefinitamente, all’infinito, per farne quel che poi risulta un senso” scrive Kristeva.

100-passiReta realizzando in poesia quanto indicato da Kristeva, finisce per scrivere fuori di sé e così facendo parla a un livello più profondo e connaturato sia alla dedicataria del libro che alla comunità cui si rivolge. E se è vero che il Novecento, come indica Bello Minciacchi, è il secolo del montaggio e non più della sintassi, Reta ha scritto quanto di meglio si potesse rispetto all’espressione consapevole di frammentazione e separatezza tanto del vissuto quanto dell’invissuto, la cui sintassi è impossibile a darsi se non di fatto attraverso una radicale e individuale rivoluzione poetica. Come non scegliere allora Julia Kristeva per gli esergo del suo Visas? Kristeva ha scritto che il linguaggio della poesia introduce un’apertura sovversiva all’interno di qualsiasi ordine simbolico chiuso “Quello che la teoria dell’inconscio vede, il linguaggio poetico lo pratica”. Come non scegliere Patrizia Vicinelli come dedicataria di Visas. Vicinelli (1943-1991) è stata una figura di spicco della poesia di avanguardia e performer. Si dedicò anche al cinema underground e alle arti visive. Peraltro, tra le molte opere prodotte da Vicinelli anche un’insolita versione della favola di Cenerentola: detenuta a Rebibbia tra il 77 (anno in cui Vittorio Reta moriva) e il 78, Vicinelli compose e mise in scena nell’ambito carcerario Cenerentola una pièce teatrale di cui fu anche regista, che coinvolgeva le detenute in un radicale stravolgimento dell’identità femminile attraverso la riscrittura di una delle favole più note e narrata soprattutto alle bambine. Attraverso una pratica di vita dura e totalmente al di fuori degli schemi, l’esperienza artistica e esistenzialmente controversa di Patrizia Vicinelli, evidenzia l’amenità di un rigore granitico concretamente capace di una poesia fatta di cose, come sottolinea Guido Guglielmi “La Vicinelli si incontra incontrando la fisicità delle cose. L’apertura al mondo è apertura su se stessa”. Così come Antonio Porta riteneva che quello di Vittorio Reta fosse un indirizzo “mediterraneo” volto a un viaggio alla ricerca dell’altro da sé e animato da un’energia “applicata ostinatamente a un recupero del reale e a un recupero della madre”. Scriveva Reta “i contrari diventano analogie /che emanano purezza”.

Stefano Scondanibbio (1956-2012) intitola Geografia amorosa una sua opera per contrabbasso, sottraendo questo titolo a un verso di Reta e mettendo in musica quella singolare nevrosi del poeta di Visas, il cui significato coincide con un viaggio che ai più forse parve mancante di senso ma la cui destinataria stava scritta a chiare lettere all’inizio del libro. Così Scondanibbio coglie meglio di altri l’importanza assoluta dell’aspetto dedicatorio e simbolico delle poesie di Visas. Al libro Visas e altre poesie pubblicato da Le Lettere nel 2006 a cura di Cecilia Bello Minciacchi è allegata l’altra opera musicale che Scondanibbio dedica completamente al poeta: Visas per Vittorio Reta. Stefano Scondanibbio compositore e contrabbassista tra i più importanti del Novecento italiano, scriveva riferendosi alle composizioni musicali che aveva spesso dedicate al contrabbasso “un’espressione del desiderio di aiutare lo strumento a trovare finalmente la propria voce, dopo aver conosciuto solo il balbettio di voci inappropriate o le sadiche violenze della cosiddetta avanguardia”. Scondanibbio compose più di 50 opere quasi tutte per strumenti a arco, nell’opera che dedica interamente a Visas, legge lui stesso, credo come non potrebbe essere interpretata altrimenti la poesia di Vittorio Reta, la quale, diceva già Antonio Porta a suo tempo, era ed è soprattutto bellissima.

 

Due BANDI

 

Segnaliamo volentieri due bandi relativi a Premi Letterari accreditati:

XIV edizione Premio “Ischitella – Pietro Giannone” 2017 per una raccolta inedita nei dialetti d’Italia e lingue minoritarie. Scadenza per la partecipazione 15 maggio 2017

http://www.poetidelparco.it/9_1371_XIV-edizione-Premio-%E2%80%9CIschitella—Pietro-Giannone%E2%80%9D-2017.html

 

VII edizione 2017 del Premio di poesia e stornelli inediti nei dialetti del Lazio “Vincenzo Scarpellino. Scadenza per la partecipazione 31 marzo 2017

http://www.poetidelparco.it/9_1367_La-VII-edizione-2017-del-Premio-di-poesia-e-stornelli-inediti-nei-dialetti-del-Lazio-.html

 

Libro vincitore SEZ. A MCP 2016

Qui nel recinto mentono quasi tutti ai loro cani

Philip Schultz

Paola Splendore, Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli si aggiudicano il Premio Morlupo Città della Poesia 2016 per la traduzione di Erranti senza ali di Philip Schultz edito da Donzelli Poesia

Libro vincitore SEZ. B MCP 2016

“Il poeta non è comodo come un divano./ Il poeta non è un attrezzo./Non si mastica il poeta./Il poeta si vede poco, sempre da distante./Scantona dalla strada e non è rassicurante”

Azzurra D’agostino si aggiudica il Premio Morlupo Città della Poesia 2016 sezione B con il libro Quando piove ho visto le rane Illustrazioni di Giga. Edito da Valige Rosse

17 dicembre ore 17: premiazione e chiusura MCP 2016

sabato 17 dicembre alle 17

Palazzetto Borghese, aula consiliare

Se la poesia viene a cercarti …

cerimonia di premiazione e chiusura del progetto

Morlupo Città della Poesia 2016

PROGRAMMA

 

Conferimento premio Morlupo Città della Poesia per la traduzione e reading del libro vincitore

Conferimento premio Morlupo Città della Poesia per la poesia e reading del libro vincitore Premiazione e reading dei tre migliori elaborati realizzati nell’ambito del laboratorio di scrittura in collaborazione con il DSM del ASL RMF

Conferimento del premio Morlupo Città della Poesia Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” – Morlupo

Concerto conclusivo del Coro del Buonumore Omaggio a Giuseppe Verdi

nell’ambito Libri Indipendenti In Mostra


L’evento conclusivo del progetto Morlupo Città della poesia 2016 che si terrà sabato 17 dicembre alle 17 presso Palazzetto Borghese, ci rende particolarmente orgogliosi di aver portato a termine un percorso importantissimo per noi. L’associazione culturale Libellula ha infatti realmente coniugato l’attenzione per la propria comunità a alcuni aspetti tra i più interessanti, offerti dalla cultura contemporanea indipendente. I laboratori e 8 eventi pubblici nel giro di 9 mesi di concerto al premio nazionale Morlupo Città della Poesia rivolto a poeti e traduttori, hanno dimostrato che si può conciliare l’inconciliabile rimanendo se stessi, cioè una piccola associazione culturale nata intorno a un fondo librario di poesia dedicato alla città di Morlupo.


LIBRI FINALISTI DEL SEZIONE TRADUZIONE

  • Philip Schultz  Erranti senza ali, a/c di Paola Splendore, Donzelli Poesia

(traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore)

  • AA.VV.  La tesa fune rossa dell’amore, a/c di Loredana Magazzeni et al., La vita felice

(traduttrici Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli)

  • Eleanor Wilner Tutto ricomincia, a/c di Fiorenza Mormile, Gattomerlino

(traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore, Jane Wilkinson)

  • Gheorghe Vidican  3D – poesie 2003-2013, a/c Annamaria Ferramosca, CFR

(traduttrici: Tatiana Ciobanu, Elena Todiras, Annamaria Ferramosca, Gabriella Molcsan)

  • Leyla Patricia Quintana Marxelly  Questo amore, più forte del tuo silenzio, a/c di Silvia Favaretto, Gilgamesh Edizioni

LIBRI FINALISTI DEL SEZIONE POESIA

  • Azzurra D’Agostino Quando piove ho visto le rane, Valigie rosse
  • Italo Testa  Tutto accadde ovunque, Aragno
  • Ilaria Seclì La sposa nera, Joker
  • Annamaria Ferramosca Trittici, ComPress
  • Rosa Gallitelli Selva creatura leggera, Passigli

EDITORI INDIPENDENTI IN MOSTRA: Del Vecchio Editore, Coazinzola Press, Formebrevi Edizioni, La biblioteca dei libri perduti, Edizioni Cofine

Il CORO DEL BUONUMORE: nato nel 2010, su una spiaggia dell’Adriatico, dove un gruppo di anziani del Centro Sociale di Rignano Flaminio trascorrevano le vacanze. Tra una chiacchiera e l’altra sotto l’ombrellone, è stato espresso il desiderio di non limitare il ruolo di anziano alle partite a carte o alla tombola. A quel punto qualcuno ha azzardato l’ipotesi di un coro.  Quello che salta subito agli occhi di chi ha avuto modo di vedere il “Coro del Buonumore” all’opera, è il legame speciale di simpatia e complicità che si è stabilito tra i vari membri. Il suo repertorio varia dalla musica classica alla musica folcloristica italiana. Dal 2014 è sotto la direzione artistica di Alessia Magalotti, cantante e insegnante di canto.

foto-manifesto-17

Poeti e traduttori finalisti MCP 2016

Premio Morlupo Città della Poesia 2016: libri finalisti SEZIONI A e B. La giuria composta da Paola Del Zoppo, Viviana Scarinci e Riccardo Duranti (presidente) indica come finalisti:

SEZIONE A per la traduzione di un libro di poesia di autore straniero edito in lingua italiana tra 2015 e 2016

20161206_083309.jpg

  • Philip Schultz  Erranti senza ali, a/c di Paola Splendore, Donzelli Poesia(traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore)
  • AA.VV.  La tesa fune rossa dell’amore, a/c di Loredana Magazzeni et al., La vita felice(traduttrici Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli)
  • Eleanor Wilner Tutto ricomincia, a/c di Fiorenza Mormile, Gattomerlino(traduttrici Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Paola Splendore, Jane Wilkinson)
  • Gheorghe Vidican  3D – poesie 2003-2013, a/c Annamaria Ferramosca, CFR (traduttrici: Tatiana Ciobanu, Elena Todiras, Annamaria Ferramosca, Gabriella Molcsan)
  • Leyla Patricia Quintana Marxelly  Questo amore, più forte del tuo silenzio, a/c di Silvia Favaretto, Gilgamesh Edizioni

SEZIONE B per un libro di poesia di autore italiano pubblicato tra 2015 e il 2016

20161206_083013.jpg

  • Azzurra D’Agostino Quando piove ho visto le rane, Valigie rosse
  • Italo Testa  Tutto accadde ovunque, Aragno
  • Ilaria Seclì La sposa nera, Joker
  • Annamaria Ferramosca Trittici, ComPress
  • Rosa Gallitelli Selva creatura leggera, Passigli

Le sezioni A e B sono state istituite per incrementare il valore testimoniale e la pluralità del Fondo Librario di Poesia di Morlupo. I vincitori della sezione A e B saranno resi pubblici nell’ambito della cerimonia di premiazione che si terrà a Morlupo il 17 dicembre 2016 alle ore 17, presso Palazzetto Borghese (info c.libellula.m@gmail.com – 0698267808)

Diramazioni urbane!

Roma, presentazione di Diramazioni urbane, domenica 4  dicembre Villaggio Cultura Pentatonic. Grazie a Vincenzo Luciani, Anna Maria Curci, Michela Zanarella, Fernando Della Posta, Michele Ortore e Davide Cortese. Ci salutiamo con l’augurio che sia davvero un buon inizio! Chiaramente Diramazioni urbane è disponibile anche da Libellula presso la nostra microlibreria sociale ultra specializzata di poesia: costa poco, e come dice giustamente l’editore Vincenzo Luciani, è un formato perfetto da inserire in tasca, in un pacco dono o come regalo da riciclare dopo averlo letto senza che ciò incida sul bilancio familiare ….

 

 

 

 

Giovedì 1 dicembre alle 10 ultimo laboratorio in collaborazione con la ASL

Giovedì 1 dicembre presso il Centro Libellula di Morlupo avrà luogo l’ultimo  Laboratorio di scrittura in collaborazione con il DSM della ASL RM4 legato al Premio Morlupo Città della Poesia 2016 (bando https://morlupocittadellapoesia.com/…/bando-della-premio-l…/). Il 17 dicembre la premiazione dei tre migliori elaborati realizzati dai partecipanti. Continua a leggere

Minilibreria sociale di POESIA e NON

Quest’anno noi di Libellula realizziamo ancora un altro sogno … quello di inaugurare in occasione del Natale 2016 una MINILIBRERIA sociale ultra specializzata in POESIA ma che accoglie anche altri libri molto speciali. Per ogni libro presente c’è un motivo preciso per cui viene ospitato e proposto. Vieni a trovarci e chiedicelo … I libri di poesia sono sempre messaggeri di bellezza sia che li si prenda per sé o che li si regali …!

Prossimo appuntamento: Roma 4 dicembre ore 17 al Pentatonic

Presentazione del libro “Diramazioni urbane” 

I began as a poet when my roots were crossed with my reading S. H.

Ci vediamo in questa occasione con agli amici romani, tutti gli altri autori di Diramazioni urbane, la curatrice Anna Maria Curci e l’editore Vincenzo Luciani. L’appuntamento è il 4 dicembre alle 17, nell’ambito degli incontri domenicali del Villaggio Cultura Pentatonic curati da Anna Maria.

  • Introducono Anna Maria Curci e Vincenzo Luciani (Edizioni Cofine)
  • Incontro con gli autori del libro: Fernando Della Posta, Davide Cortese, Michela Zanarella, Viviana Scarinci e Michele Ortore

dall’introduzione

Diramazioni urbane è il titolo che ho scelto per questo “Aperilibro” che raccoglie testi inediti di cinque poeti nati tra il 1973 e il 1987. Continua a leggere

‘Sorgenti che sanno’ anche da Libellula!

Sorgenti che sanno. Acque, specchi, incantesimi, è la raccolta  (disponibile all’acquisto anche presso di noi!) di saggi a tema acquatico e fiabesco, curata da Francesca Matteoni e da Cristina Babino.

Al cospetto della nebbia, della neve, della pioggia, della foschia, della rugiada, della brina l’acqua induce le atmosfere a qualcosa che si riconosce instabile, ma che allo stesso tempo i sensi ammettono in modo pervasivo. L’acqua induce anche le geografie a essere mutevoli secondo un’imponderabilità che rende mari, ruscelli, fiumi, canali, fonti luoghi che conservano nonostante l’apparenza a volte tranquilla, un pericolo. Ecco, le melusine sono creature legate all’acqua e a quel pericolo. Viviana Scarinci


mel2


Nelle fiabe si fa esperienza dei quattro elementi e delle loro qualità straordinarie: si viaggia e si muta per mari e boschi, si scende nel sottosuolo; ci si libera nel fuoco, nel forno dove finisce la strega o nella luce che scende dagli astri; si vola e si conoscono i cieli. Ma certo, a causa della nostra natura terragna eppure indissolubilmente unita all’acqua, il regno acquatico rappresenta il più vicino e sperimentabile esempio di alterità, dove la superficie liquida delle correnti ha il potere di nascondere e rivelare, di divenire un terribile ostacolo e un ponte per l’attraversamento. Francesca Matteoni

Gli autori coinvolti sono: Giovanni Agnoloni, Mariasole Ariot, Cristina Babino, Vincenzo Bagnoli, Francesca Bertazzoni, Chiara Catapano, Azzurra D’Agostino, Giovanni De Feo, Patrizia Dughero, Francesca Matteoni, Patrizia Dughero, Viviana Scarinci, Francesca Scotti e Eleonora Tamrrini.

Info > http://www.libriperduti.it/prodotto/aa-vv-sorgenti-sanno-acque-specchi-incantesimi/

EVENTI: 26 e 27 novembre a Morlupo

26e27dicembreIl penultimo appuntamento del progetto Morlupo Città della Poesia 2016 vuole essere il compimento di un percorso di senso che è durato quasi un anno e grazie alla collaborazione organizzativa di Strade -Sindacato Traduttori Editoriali e di Paola Del Zoppo, Riccardo Duranti, Marco Giovenale lo sarà. Si tratta di due giorni interamente dedicati a poesia Continua a leggere

EVENTI: sabato 19 novembre a Verona

anteremCome ogni anno, il Forum Anterem si terrà presso la Biblioteca Civica di Verona e il Fondo Librario di Poesia di Morlupo quest’anno avrà il piacere di partecipare per la seconda volta. Nell’occasione del trentennale del Premio Lorenzo Montano, gli appuntamenti saranno ben quattordici e si svolgeranno dal 12 al 19 novembre. Continua a leggere

Premio Letterario Morlupo Città della Poesia 2016

concorsoEntrano nel vivo i lavori della giuria del Premio Morlupo Città della Poesia 2016!  Grazie di cuore a poeti, traduttrici e traduttori e editori che con i loro invii hanno contribuito a incrementare il valore testimoniale del Fondo Librario di Morlupo  e a rendere questa seconda edizione del Premio veramente interessante.

Un premio letterario per gli inediti!

formebreviconcorsoSe con in il 31 ottobre sono scaduti i termini di invio dei libri di poesia scritti in italiano e di quelli tradotti al Premio Morlupo Città 2016, è ancora possibile partecipare al concorso letterario indetto dalla casa editrice Formebrevi. Il termine fissato per la partecipazione è la mezzanotte del 21 marzo 2017. Si partecipa con testi inediti, si vince la pubblicazione. Formebrevi è una casa editore con cui il Fondo Librario di Morlupo e il Centro Libellula collaborano strettamente. Tutte le info

presso di noi: Dottoressa Lisa Micheletti

Terapia Manuale

“Creata nel 1947 da Françoise Mézières, questa tecnica rivoluzionò le concezioni tradizionali della ginnastica medica. Tutt’oggi si distingue dalla chinesiterapia classica per un approccio differente alla persona e alla malattia: i mezieristi si rifiutano di considerare l’essere umano come una macchina che si ripara pezzo per pezzo, ma lo esaminano nella sua globalità e lo curano collegando i sintomi alle cause.”

presso di noi: Dottoressa Marta Paniccia

banner-marta

Clicca!

Nell’ambito della cura del disagio psicologico svolgo attività di psicoterapia individuale, di coppia e familiare ad indirizzo sistemico – relazionale. All’interno del vasto campo della prevenzione e mi occupo di preparazione alla nascita, consulenze psicoeducative e formazione per genitori per la promozione della salute nella famiglia.