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Soci che si autoproducono. La parola a Roberta

associazioni e autoproduzione

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di Roberta Migliaccio

Cronaca e temi, secondo l’autrice, dell’evento di presentazione de La nera mietitrice ed io al Palazzetto Borghese di Morlupo il primo del mese di giugno.

Roberta Migliaccio

Roberta Migliaccio

La presentazione del mio libro è stata per me un susseguirsi di emozioni e sorprese. Lo straordinario riscontro di presenze e di libri acquistati mi hanno poi fatto riflettere su come un tema molto delicato come il coma, se trattato dal punto di vista narrativo con alcune accortezze tecniche, possa divenire un argomento in grado di suscitare la partecipazione più sentita. Infatti fin dalla prima stesura mi sono impegnata a dare un taglio narrativo e fantasioso ad alcuni eventi legati all’esperienza di coma di una persona al fine di rendere paradigmatico un percorso che attraverso la malattia potesse legarsi prima alla conoscenza e poi alla speranza. Il protagonista del libro, Giacomo Boccia, presente al dialogo e figura fondamentale dell’evento ha premesso di essere nato una seconda volta al risveglio di un coma, la cui diagnosi era di non ritorno. La nuova nascita ha significato per lui una seconda opportunità di conoscere se stesso attraverso le circostanze affrontate e soprattutto attraverso una consapevolezza aumentata.

Maria Rita Marchettio e Viviana Scarinci

Maria Rita Marchetti, ass. Cultura e Viviana Scarinci, Libellula

Si è parlato molto della figura materna in tutta la sua forza e amorevolezza. Di grande rilievo è stata la presenza dell’assessore alla cultura di Morlupo Maria Rita Marchetti, docente universitaria fisioterapista che ha elencato sotto l’aspetto medico le caratteristiche del coma e le difficoltà fisiche ed oggettive durante il periodo di riabilitazione. Il riscontro e l’attenzione ottenuta da questo libro fin dal giorno della presentazione ha stupito soprattutto me. Si tratta di un libro fortemente voluto, scritto per un motivo preciso, nato dal dialogo e dallo studio di una circostanza che non ho vissuto in prima persona ma che tuttavia ho seguito passo passo nel suo sviluppo di vicenda umana legata allo stato di coma e di risveglio di Giacomo Boccia. Un libro autoprodotto dunque (con le mie forze e grazie all’aiuto tecnico dell’associazione culturale Libellula di cui sono socia) che ora inizia davvero a muoversi in contesti inimmaginabili grazie all’attenzione che i nostri temi, miei e di Giacomo, hanno saputo suscitare. Grazie ancora a chi era presente il primo giugno e a chi sarà presente alle occasioni che avremo in futuro di parlarne insieme.

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