poeti dal fondo

Essere poesia. Emily Dickinson


Se potessimo vedere tutto quello che speriamo di vedere. Se potessimo stare ad ascoltare senza paura tutto quello di cui abbiamo paura, come se fosse una fiaba qualunque, la pazzia ci sarebbe vicina (…) Mi da piacere e dolcezza sapere di voi. Non si sa di nessuna rosa che sia venuta meno alla sua ape anche se il fatto ha luogo in situazioni specifiche e in esperienza scarlatta. Aprile 1873 da una lettera


Approfondimenti


La poesia di Emily Dickinson nasce da un modo di essere e di pensare non sistematico. A partire da questa non sistematicità, la poetessa spesso si concentra espressivamente, sia nelle lettere che nelle poesie, sull’intercambiabilità dei ruoli che attribuisce per convenzione narrativa a se stessa e agli altri. O meglio, più che sui ruoli, Emily si concentra sulle prerogative più note di questi allo scopo di ridiscutere, almeno nell’ambientazione della propria scrittura, le eventuali egemonie cui l’assunzione consapevole di un ruolo può dar seguito Leggi tutto l’articolo


“Derubati del suo volto quasi non ci riconosciamo” scrive Emily Dickinson nel 1882 all’età di 52 anni in occasione della morte dell’amatissima madre, accudita fino alla fine come fosse stata una figlia tra le più fragili. Quell’inversione di ruolo da figlia a madre di sua madre, negli ultimi anni della malattia materna aveva anche convinto la poetessa a rifiutare il matrimonio tardivo con Otis Phillips Lords, l’unico suo amante che forse, fatto quel passo, sarebbe diventato una presenza reale nella sua vita e non colui che la sua scrittura aveva elaborato come compagno assoluto nell’arco di un’intera esistenza mediando poeticamente tutti i suoi incontri maschili in un’unica figura racchiusa nelle definizioni del maestro, dell’assente, del padre o di uno strano dio, comunque un’entità sempre equiparata a una divinità pagana cui votarsi. Scrive in proposito Nadia Fusini “Emily è pagana, come dice di se stessa; e cioè incurante di ogni altro bene, se non del contatto, qui, della terra in cui coltiva il suo giardino e dove vorrebbe ogni pienezza e ogni gioia”. Leggi tutto l’articolo

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...