sabato prossimo: chi e cosa

Il fondo librario di poesia raccolto dall’Associazione Culturale Libellula esiste perché per noi la lingua madre è l’inizio di ogni relazione. Che si tratti del dialetto, che si tratti di una lingua madre che non è la nostra, della lingua parlata così diversa per ciascuno o dei linguaggi ultra specialistici di cui la traduzione, la poesia e la letteratura in genere si avvalgono o di quelli ultramoderni che segnano le tappe di una discutibile evoluzione di ciò che si intende per comunicazione oggi. Alla nascita di tutti, ovunque, è attraverso il linguaggio della madre che il mondo esiste o non esiste, che è limitato o sterminato, che è fatto per appartenerci o per essere solo degli altri. Ma ciò che intendiamo per lingua madre, nella vita adolescente e adulta, a quali inclusioni e a quali esclusioni ci porterà? Al cospetto di un’altra lingua, la traduttrice/traduttore, andrà sempre a pescare entro i personali confini della sua lingua d’origine se vuole oltrepassarla, rivolgendosi altrove. Se vorrà consegnare a un’inclusione più vasta quel concetto di prossimità dell’altro da sé, come la nobiltà del suo statuto richiede, la traduzione, cosa includerà e cosa escluderà per rompere gli schemi abusati di una lingua nazionale che con il tempo potrebbe tendere alla cancellazione dell’altro? La poesia per noi ha sempre rappresentato una necessaria indagine entro lo scarto, l’illustrazione di tutto quanto di fondamentale è escluso dalla dicibilità e perciò inevitabilmente consegnato alla non esistenza. La traduzione per noi ha sempre rappresentato quel ponte che crea un ulteriore scarto, un ulteriore motivo di indagine senza il quale la poesia non potrebbe puntare all’interezza della sua funzione. Tutti i volumi di poesia italiana e poesia tradotta raccolti entro il fondo librario negli anni, devono testimoniare anche di fatto, quanto la poesia e la traduzione possano e debbano ritrovare un ruolo entro un concetto di cittadinanza ormai davvero lasciato a se stesso. Scarto, (tra)ducibilità, dicibilità: stavolta con Zer0Magazine 2019, non sono più concetti ma tentano di diventare, almeno nel nostro piccolissimo ambito, gli strumenti operativi di un’inclusione del dovuto, che possa agire da moltiplicatore sul piano generazionale, attraversando quello sociale, per concludersi con quello interdisciplinare.


Relatori
Chiara Annecchini (psicoterapeuta Ass. Libellula)
Anna Cecchitelli (assessore scuola e sociale)
Anna Maria Curci (traduttrice e poeta)
Anna De Santis ( redazione Zer0magazine )
Paola Del Zoppo (traduttrice)
Ettore Iacomussi (sindaco di Morlupo)
Maria Rita Marchetti (assessore cultura e sport)
Marisa Marchizza (dirigente IC Falcone e Borsellino Morlupo)
Florinda Montozzi (redazione Zer0magazine )
Marta Paniccia (psicoterapeuta Ass. Libellula, resp. Laboratori scolastici)
Viviana Scarinci (fondo Librario di poesia di Morlupo)
Ilaria Troncacci (Ass. Cult. LAPUTA)

Manifesto-dicembre

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