plurilinguismo e bradisismi

Msoventecon la mente ferma a indagare, Ulisse/ mio Ulisse arteriosclerotico e temerario,/ disperato ogni tanto perché/ incapace di prevedere quando scatta e da/parte di chi la trappola mortale,/sparare non sparare
all’animale…


Poeti dal fondo

 

Michele Sovente


  Antinomie 

Sapere non sapere
a che ora sfreccia la volpe
se regge il cuore in salita mentre
la pungente aria attizza
profili e affetti lontani, vedere
non vedere i perenni quadrifogli
sull’orlo del nulla le squamose
creature sbocciate dalla solitudine
volanti zampette
la porosa anima del tempo sfibranti,
avere non avere la lanterna
per resistere alle fate morgane agli
scoscendimenti astuti che
attentano alla vista, in alto
anche un brivido alla nuca può spaventare,
urlare non urlare, le vibrazioni
fanno incontrare il sangue che pulsa
con la mente ferma a indagare, Ulisse
mio Ulisse arteriosclerotico e temerario,
disperato ogni tanto perché
incapace di prevedere quando scatta e da
parte di chi la trappola mortale,
sparare non sparare
all’animale…

da Cumae, Marsilio poesia, 1998


cumaChe alla poesia non possa bastare una sola lingua è un sentimento di cui, con diverse modalità, sembrano oggi testimoniare tutti gli autori di maggior rilievo espressivo, chi miscelando lingua e dialetto, chi alternando il registro della comunicazione letteraria con quello del parlato. Assolutamente originali appaiono la percezione e gli effetti di questa esigenza nel lavoro di Michele Sovente, magistralmente e ossessivamente intento a «ridirsi» le verità e i misteri della propri ispirazione in un gioco di rimbalzi, varianti e rifrazioni fra una testualità latina e una testualità italiana che nascono l’una dall’altra senza che sia lecito o comunque possibile assegnare all’una o all’altra alcuna priorità o primogenitura e con la nuova entrata, da ultimo, a triangolizzare il già ricchissimo rapporto, di un vernacolo napoletano che affonda radici altrettanto fatali nei labirinti del senso e della storia. Mai Sovente si era spinto tanto oltre nell’esplorazione del territorio magico-realistico che da sempre gli appartiene; e poche volte la ricerca poetica di questi decenni aveva dato, di conseguenza, frutti così sostanziosi. Giovanni Raboni


http://www.dissonanzen.it/

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