FARE RETE 2018 temi e immagini

di Viviana Scarinci
venerdì 15 dicembre 2017Quello che sta succedendo a Morlupo ci rende particolarmente orgogliosi perché è un movimento orizzontale che mette al centro un’idea di comunicazione posta al di fuori degli stereotipi, coinvolgendo le Istituzioni, le associazioni, i commercianti e i cittadini più e meno giovani, in un discorso di responsabilità che riguarda l’operato di ciascuno rivolto alla comunità e al proprio territorio. Un operato che si esprime in maniera concreta sia attraverso azioni sociali tangibili, sia attraverso le molte parole che nei mesi della durata del progetto condivideremo attraverso Zer0Magazine. Quella che molte persone si sono già prese, è una responsabilità che trova modo di immaginarsi, e poi di esistere, a nostro avviso soltanto vivendo, quelle differenze rappresentate dal contributo di ciascuno, come un valore significativo per tutti.

pal2Venerdì 15 dicembre, presso l’aula consiliare del Comune di Morlupo  sita in Palazzetto Borghese, ha avuto luogo la presentazione del progetto Zer0Magazine 2018. Anche quest’anno è stato per noi un giocare d’azzardo con la reale possibilità di fare o non fare Zer0magazine. Di riuscire a fare rete a modo nostro, a partire dai legami reali tra persone. Ci siamo riusciti in primo luogo grazie al Commissario Prefettizio Nicola Di Matteo che ci ha concesso a nome del Comune di Morlupo quel contributo parziale che ci ha permesso di aumentare il numero dei laboratori proposti presso l’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino di Morlupo e quelli in collaborazione con il CSM che quest’anno sono iniziati a novembre 2017 e termineranno a maggio 2018, con la pubblicazione del Magazine. Grazie per aver riconosciuto, in questo modo, che l’operato dell’Associazione Culturale Libellula si rivolge alla multiforme valorizzazione della comunità in termini puramente apolitici.

FBUn grazie speciale va Formebrevi edizioni che quest’anno ha reso possibile l’aumento della tiratura da 500 a 600 copie, oltre che l’aumento delle pagine interne e di quelle a colori. Contributo che si esprimerà anche attraverso un particolare aspetto del Magazine rivolto ai volumi ospitati dal Fondo Librario di Poesia di Morlupo in termini di critica e ricerca letteraria. Nel messaggio inviato dal presidente dell’associazione Formebrevi, Giovanni Duminuco, che è stato letto venerdì scorso, in occasione dell’apertura della manifestazione, troviamo scritto infatti: “Attraverso il nostro rapporto cooperativo con Libellula, siamo riusciti a dare vita a un modello che desideriamo esportare, proprio a partire da questa iniziativa. Mi piace definire Zer0Mgazine uno “strumento culturale”, perché è la parola ad essere al centro di ogni cosa, parola legata all’aspetto della comunicazione, ma anche parola legata alla riflessione e interazione con il mondo. Parola intesa come strumento in grado di trasformare l’idea in azione, attraverso i presupposti di una comunicazione corretta”

Paola Del ZoppoL’incontro è proseguito con le parole di Paola Del Zoppo coideatrice tematica del progetto Zer0Magazine che ha illustrato la prosecuzione di un percorso condiviso con gli studenti e i docenti e posto in essere già a partire dall’anno scorso nell’ambito dei laboratori rivolti a scuola “Uno degli strumenti principali del progetto è l’avvicinamento all’arte come guida nella decodifica dei messaggi impliciti ed espliciti della comunicazione. Il progetto, parte proprio dalle “intenzioni comunicative “veloci” contemporanee – chat, post in blog, Facebook, Twitter e altri tipi di comunicazione con testo e immagini – per proporre i primi input nel riconoscimento della violenza, della disparità e della manipolazione in molti ambiti di interazione. Si affronteranno temi quali sessismo, vittimismo, razzismo, passività aggressiva, rovesciamento delle posizioni e insulti celati. Sveleremo insieme i tranelli e i trabocchetti di linguaggi che coadiuvano l’affermazione di realtà fittizie e la manipolazione relazionale, allontanando da interazioni autentiche e immergendo in un mondo che talvolta non lascia possibilità di risalita. Alla base resta la concezione che il linguaggio sia di per sé “creatore di mondi” e la profonda e positiva convinzione che si possa interagire con esso plasmando mondi in cui la violenza sia assente”.

I. Troncacci, r. Migliaccio, L. Tofani, L. MurgiaPer la produzione dei contenuti da parte degli studenti dell’Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino, rappresentata nell’ambito dalla presentazione da Luigina Tofani e Lidia Murgia un ringraziamento speciale va alle singole insegnanti che hanno abbracciato questa opportunità offerta agli studenti e stanno già lavorando per renderla possibile. Senza questo aiuto da parte loro lo svolgimento delle nostre iniziative in ambito scolastico, sarebbe molto più difficoltoso.

Ilaria troncacciParlando delle modalità di svolgimento dei laboratori esse sono di due ordini: i laboratori rivolti alle terze classi (sezioni A, B, C) della scuola secondaria di primo grado incentrati sul fumetto ideati e gestiti in collaborazione con l’Associazione Culturale LAPUTA il cui presidente, Ilaria Troncacci, ha spiegato le modalità: “il focus sul fumetto a questo scopo ha il doppio vantaggio di essere attraente e accessibile e di prestarsi al ribaltamento di logiche di pregiudizio e sminuimento. È facile vedere il medium fumetto come “una cosa da bambini”. Per questo scoprirne invece la profondità e la complessità dà ai ragazzi (e agli adulti) la possibilità di confrontarsi fin dal primo istante con il luogo comune e il suo potere performativo sulla realtà e la percezione della stessa. Inoltre, imparando a discernere tra un buon libro, film, fumetto e un prodotto che risponde a logiche commerciali, ad esempio, il ragazzo imparerà a svelare le mistificazioni celate nel linguaggio e nella comunicazione. Gli incontri si svolgeranno privilegiando un approccio non formale, ossia discostandosi per quanto possibile, dal conformismo educativo.”

Emanuela Salati e Viviana ScarinciGli altri laboratori di quest’anno sono condotti dall’equipe delle psicologhe (Dott.sse Sara Agostini, Marta Paniccia, Emanuela Salati) del Centro Libellula, e da Viviana Scarinci, presso le quinte classi della scuola primaria di secondo grado e le prime e seconde classi della secondaria di primo grado. La domanda legittima che ci è stata posta a riguardo è stata prevalentemente questa: Perché la presenza delle psicologhe nell’ambito di laboratori che prevedono la produzione di materiali di un giornale? Perché nella lezione unica che condurremo in ogni singola classe in codocenza con un’insegnante dell‘Istituto Comprensivo, il nostro impegno sarà soprattutto volto, come sottolinea Emanuela Salati, a svincolare gli elaborati da un criterio di valutazione canonica, coinvolgendo tutti gli studenti nell’espressione di una creatività quanto più fedele all’originalità e alle possibilità di ciascuno.

C. Rotondo, F. Montozzi, R. VitalaL’altro cuore pulsante del progetto riguarda i laboratori condotti in collaborazione con la ASL. La novità è che, questi, si sono trasformati in una vera e propria redazione autonoma (composta da Anna De Santis, Florinda Montozzi, Rosa Vitale) che lavorerà su tre temi, conducendo ricerche e facendo interviste al fine di realizzare dei veri e propri reportage. Indica a questo proposito la dottoressa Rosa D’Acunzio, psicologa dirigente del C.S.M che segue insieme a noi i laboratori: “Devo sottolineare che i risultati ottenuti sono andati oltre ogni più ottimistica aspettativa. Abbiamo potuto constatare che i nostri utenti inseriti in un ambiente stimolante ed accogliente hanno potuto esternare le proprie capacità emotive sottolineando ancora una volta che, per un lavoro di tipo sociale e culturale rimane fondamentale creare un rapporto interpersonale che sia nello stesso tempo accogliente e che sia in grado di fornire un senso di condivisione e di partecipazione. In tal modo l’utente si sente rassicurato e può mettersi a proprio agio senza timori. Il C.S.M. continuerà a fornire il proprio contributo anche per il prossimo anno. Questa esperienza dimostra ancora una volta l’importanza della “rete” sociale nei programmi di riabilitazione psico-sociale. In questo caso ogni componente della
rete si è dimostrato all’altezza del proprio difficile compito”.

cropped-fl.jpgUn altro aspetto del tutto nuovo che amplieremo attraverso la pubblicazione di quest’anno, è quello legato al Fondo Librario di Poesia di Morlupo e agli oltre mille libri di poesia tra rari e fuori stampa raccolti negli anni. Quest’anno ci chiederemo attraverso le pagine di Zer0Magazine quale possa essere il ruolo di un fondo librario di poesia e quali possano essere le buone pratiche da agire in futuro, oltre che la raccolta e la catalogazione dei libri.

Ettore Iacomussi e Selena BettelliInfine ma non meno importante di quanto detto finora, l’assoluta novità di quest’anno è costituita dalla presenza nell’ambito del progetto di alcune tra le più importanti e attive associazioni sul territorio di Morlupo: la Proloco rappresentata da Selena Bettelli, che proponendosi come raccordo delle attività locali, ci ha illustrato le iniziative svolte e quelle in programma per il prossimo futuro. Gli antichi sentieri morlupesi e i Ragazzi dell’Archicino, rappresentata in occasione della presentazione di venerdì, da Ettore Iacomussi il quale ha illustrato tutte le azioni rivolte all’aggregazione e alla tutela del patrimonio ambientale.

Carlo BettelliI fratelli di Sant’Antonio rappresentata da Carlo Bettelli che ci ha introdotto a quelle che sono state le prime pratiche associative poste in essere atte a tramandare alcuni aspetti delle tradizioni locali che altrimenti sarebbero andate perdute e quello che può significare per la comunità il presente di queste pratiche. A loro, che ringraziamo di aver accolto il nostro invito, abbiamo chiesto di produrre un articolo ciascuno che racconti il loro percorso tematico e culturale attraverso l’appartenenza alla nostra comunità e le azioni materiale che da anni le loro associazioni pongono in atto in favore dell’origine che ci accomuna.

FOTO DI NICOLA CECCHINI

 

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