Il bunker del Soratte: una montagna di storia

di Viviana Scarinci

K1Quando nel 2002 è stato pubblicato il fortunato volume L’isola di Kesselring da Apeiron editrice, mi occupavo essenzialmente di distribuzione libraria presso quella costola di Apeiron che allora importava testi dall’Inghilterra presso i poli museali italiani per poi specializzarsi nell’importazione di libri, per lo più olandesi, di composizione floreale e architettura di giardini. L’Apeiron si trovava, come tuttora, alle pendici del Monte Soratte. La casa editrice, allora nata da poco, pubblicava arte fiamminga per via degli interessi della cotitolare (l’artista olandese Maria Korporal) tuttavia l’attività editoriale aveva preso il via con la pubblicazione degli atti di un importante convegno su Etty Hillesum di cui l’altro titolare della casa editrice, Gerrit Van Oord, è uno dei massimi esperti europei. Mentre L’isola di Kesselring  era in preparazione, nel 2001 il Comune di Sant’Oreste stava completando la riacquisizione dell’area ex zona militare, perciò quello che è l’attuale Museo storico diffuso del Monte Soratte non esisteva, né era possibile visitare le gallerie che avevano ospitato il comando supremo del Feldmaresciallo Kesselring  durante la Seconda Guerra Mondiale e poi il Seconda Guerra Mondiale che nel periodo  della Guerra Fredda era stato segretamente designato a ospitare cinquanta esponenti di spicco del  Governo Italiano e cinquanta tecnici NATO addetti al funzionamento di quella incredibile e vastissima struttura ipogea. Quando nel 2001 mi è stato chiesto di realizzare la curatela de L’isola di Kesselring, lavoravo per l’Apeiron, già da qualche anno e avevo in parte imparato ad apprezzare alcuni aspetti assai ameni e originalissimi di quella comunità di persone che vivono nel paese di Sant’Oreste, cioè nella cornice naturalistica di una piccola e antichissima montagna, isolata da qualsiasi altra catena montuosa. E in piena valle del Tevere, ma animata, fin dai tempi di Cicerone, da una storia segreta nella storia ufficiale, la cui importanza era già intuibile quando parte degli eventi legati a quel luogo non era di dominio pubblico. Questo isolamento geografico nel cuore di eventi decisivi, fu uno dei motivi che mi spinsero a intitolare il libro L’isola di Kesselring, pur essendo il Soratte ben lontano dal mare. Tuttavia la zona rappresentava la propaggine più settentrionale di un’area che circa due milioni di anni fa, nel Giurassico, si trovava, appunto, in mezzo al mare.

k3L’idea di “compilare” quel libro era avvincente per me sotto tanti punti di vista. Sotto quello puramente storico, perché si avvaleva di un saggio di Arrigo Petacco che raccontava i presupposti della leggenda che accese tanta fantasia popolare (almeno fino agli anni Ottanta): quella del tesoro del Feldmaresciallo Kesselring, trafugato dalla Banca d’Italia e forse celato nell’antro più recondito della montagna. Ma soprattutto perché il testo del libro aveva una provenienza dal “basso”: una storia raccontata dalle bambine e dai bambini della scuola primaria del Comune di Sant’Oreste degli anni 1976 e 1977 e raccolta dal maestro Giuseppe Zozi. Per poi essere copiata da Francesco Zozi direttamente dalla carta chimica di un vecchio quaderno appartenuto all’archivio personale del maestro. Le dirette e realistiche conseguenze dell’occupazione tedesca delle gallerie del Soratte sulla piccola comunità di Sant’Oreste dal 1943 al 1944 erano diventate per me la chiave d’accesso di un’altra prospettiva che stentavo, e tuttora stento, a connettere con la parzialità di certi linguaggi ufficiali. Finché in questi giorni di fine estate ho deciso di tornare lì, restando ancora una volta stupefatta del potere del tutto reale di certi luoghi e di certe comunità. Il percorso della memoria: museo storico diffuso del Monte Soratte è oggi gestito dall’associazione culturale “Bunker Soratte”, un gruppo di giovani volontari del luogo (età media di circa 25 anni, fatta eccezione per quella dei soci fondatori) che gestiscono con estrema cura e competenza il sito e le visite guidate. William Sersanti e Gregory Paolucci, tra i fondatori dell’associazione, accompagnano i visitatori nel cuore della montagna per due incredibili ore al di fuori del tempo lineare, lungo circa 1,5 km di gallerie visitabili e perfettamente ricostruite con allestimenti tematici delle varie epoche. L’associazione culturale “Bunker Soratte”, avvalendosi di materiali e documenti ricercati, approfonditi e profondamente studiati, è in grado di proporre la ricostruzione di un itinerario storico di fortissimo impatto emotivo, anche grazie alle modalità precipue di ogni guida che consentono di superare quasi subito quella difficile distanza tra persone e storia. Le gallerie infatti vengono percorse e raccontate dall’inizio, addentrandosi in quella che sembra la notte di certi avvenimenti noti: dagli scavi eseguiti dal Genio Militare nel 1937, segretamente voluti da Benito Mussolini ma indicati alla popolazione come “semplice” fabbrica d’armi dell’impresa Breda. Scavi che già nel 1943 rappresentavano una delle opere militari più vaste e ingegneristicamente complesse d’Italia e d’Europa: 4,5 km di gallerie interamente scavate nel calcare che raggiungono la profondità di oltre 300 metri sotto la terra. Dopo l’8 settembre del 1943, però, le gallerie vennero occupate dalla Wehrmacht del Feldmaresciallo Albert Kesselring, che vi installò il comando supremo del Sud Europa fino al 4 giugno 1944. Poi, dal 1952 al 1962, le gallerie divennero deposito di munizioni per l’Esercito Italiano. Nel 1967, quindi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri vincolò la parte più profonda delle gallerie e iniziò l’opera che portò all’incompleta trasformazione di circa 1,2 km di tunnel a vero e proprio Bunker antiatomico riservato ad alcune personalità di spicco del Governo Italiano in piena Guerra Fredda.

k2Le informazioni raccolte nel libro Il bunker del Soratte: una montagna di storia∗  di Paolucci e Lo Gaglio vengono “narrate” nel corso della mia visita da William Sersanti, con una chiarezza ed una profondità di sguardo veramente rare, in grado di aiutare anche i numerosi ragazzi presenti ad avvicinarsi ad una parte della storia del ’900, di scarso dominio pubblico, pochissimo raccontata e, ancora meno, messa in opportuna relazione con i preoccupanti avvenimenti nazionali e internazionali recenti. Insomma, un bell’esempio, quello dato dall’associazione culturale “Bunker Soratte”, di ciò che, nel migliore dei casi, può accadere quando un luogo ed una comunità si riappropriano del proprio passato e lo (ri)raccontano incessantemente sulla base degli sviluppi presenti e futuri, favorendo ed incoraggiando una forma di conoscenza che sa di non doversi mai dire definitiva.


Il libro può essere acquistato e le visite guidate (anche per scolaresche) possono essere prenotate attraverso: associazione culturale “Bunker Soratte” .        

Annunci
Tagged with: , , , , , , , , , ,
Pubblicato su ASSOCIAZIONI AMICHE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci la tua email

Segui assieme ad altri 1.128 follower

IMG_6300 (534x800)
CENTRO LIBELLULA
0698267808 - 3332045759
per appuntamento
Follow Centro Libellula Morlupo on WordPress.com

Questo slideshow richiede JavaScript.

fl
da noi è così!
Seguici su Twitter
Articoli più letti
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: