DSA: apprendimento su Zer0Magazine

Proponiamo l’articolo che la Dottoressa Emanuela Salati  ha scritto per zer0Magazine. Emanuela Salati è psicologa e psicoterapeuta presso il Centro Libellula e collabora con la nostra redazione. Leggi tutto lo sfogliabile di Zer0Magazine 2017


di Emanuela Salati

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e in quasi tutte le classi c’è almeno un bambino con questa diagnosi, ma cosa sono nello specifico? E come possiamo riconoscerli?

Nei DSA rientrano i disturbi della lettura (Dislessia), degli aspetti ortografici della scrittura (Disortografia) ed i disturbi delle abilità matematiche (Discalculia). Questi disturbi hanno un’origine biologica e spesso c’è familiarità, cioè un bambino che ha ricevuto questa diagnosi avrà un genitore, zio o cugino con difficoltà simili. Queste difficoltà inoltre non devono dipendere da problemi sensoriali (ad es. problemi di vista), neurologici (ad es. epilessia), da difficoltà emotive o da uno svantaggio socio-culturale. Se un bambino ad esempio si è trasferito da poco a vivere in Italia e non padroneggia bene la lingua, avrà ovviamente difficoltà di lettura e scrittura, ma queste non rientrano nei DSA. Un altro dei requisiti fondamentali per poter fare la diagnosi di DSA è che l’intelligenza del bambino sia nella norma.

Ma come si manifestano? Sono bambini che nonostante impegno ed esercizio mostrano una lettura lenta, con molti errori; nella scrittura sembrano non automatizzare le regole della grammatica come i loro compagni, continuano a scrivere una lettera al posto di un’altra o a omettere le lettere all’interno delle parole. Nella matematica hanno molte difficoltà ad imparare le tabelline e nel fare i calcoli a mente.

Questi errori sono normali nelle prime fasi dell’apprendimento, inoltre ogni bambino ha i suoi tempi e per questo la diagnosi di Dislessia e Disortografia non si può fare prima della fine della seconda elementare, mentre per la Discalculia prima della fine della terza elementare. È importante pertanto riconoscere precocemente queste difficoltà nei bambini in modo da poterli aiutare fornendogli sia gli strumenti compensativi e dispensativi riconosciuti dalla legge 170/2010, sia attraverso una terapia mirata al potenziamento delle abilità carenti.

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